Ieri sera credo sia andato in scena un vero spettacolo su Rai3. Complimenti in chi, nonostante la situazione attuale della tv italiana e del nostro paese in generale, crede ancora nella buona tv. Ecco un bell'estratto di Benigni, mitico, come al solito...
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martedì 9 novembre 2010
lunedì 19 luglio 2010
martedì 18 maggio 2010
Vergogna!
Riporto solo il mio status di fb e questo articolo di indie-rock.it... non ho altre parole!
Ma lo sapete? Fatela girare! Fatela sapere! E' l'ennesimo capitolo tristissimo di questo governo e questa maggioranza che vorrebbe tanto essere come la Russia. Complimenti! Oggi mi vergogno un'altro po' di essere italiano!
| RaiNews24 esiste ancora, dovete solo cercarla bene |
| Esuliamo un momento dal contenuto musicale di questo sito per una comunicazione di 'servizio televisivo' che in realtà nasconde l'ennesimo bastone posto tra le ruote dell'informazione libera di questo Paese. Lo switch over del digitale terrestre è stata l'occasione per 'cancellare' RaiNews24 dalle frequenze che occupava abitualmente, per inserire al suo posto un improbabile 'Rai Sport 2' (che già Rai Sport 1 evidentemente non bastava, dato l'alto interesse e il prestigio degli eventi trasmessi). La TV all news della RAI è stata spostata in coda alla lista dei canali sia nel digitale terrestre sia sul satellite, e questo senza nessun tipo di preavviso. Praticamente, comporta anche non avere un canale fisso, perché a seconda del decoder potrebbe trovarsi sull'800, sull'850 o addirittura sul 998. Chiaro che, con tutte le posizioni ancora libere, questa mossa ha logisticamente e commercialmente i contorni dell'assurdo. Noi di 'Indie-Rock.it' vi invitiamo, in segno di solidarietà ai giornalisti di RaiNews24, di andare a 'scovare' il canale di trasmissione e di tenere il televisore sintonizzato almeno per un'ora nell'arco della giornata di oggi. Vi postiamo qui sotto l'articolo a riguardo che oggi apre il sito ' Rainews24.it': Centinaia le mail arrivate in redazione: "Rainews24 non si vede più". Il passaggio al digitale terrestre della Lombardia sposta le frequenze di Rainews24 anche nelle Regioni già digitalizzate. Ma non basta. Anche sul canale 506 del satellite, bouquet Sky, Rainews24 non c'è più. “Oggi 18 05 2010 ho trovato il canale Rai news oscurato dalla pubblicita di rai sport 2. Pensavo che come tutte le pubblicita sarebbe durata il solito tempo ma…”. Urbano è fra le centinaia di affezionati spettatori di Rainews24 che questa mattina non ha trovato più il canale sulle solito tasto del telecomando. ’Colpa’ del passaggio al digitale terrestre della Lombardia, che anche nelle regioni già coperte solo dal segnale digitale, come il Lazio, ha provocato una variazione delle frequenze. Risultato, Rainews24 - che nel frattempo ha perso il 24 nel nuovo logo - slittata a seconda dei decoder verso il fondo della ‘pitlane’ del decoder… posizione 998 in alcuni casi. Nel frattempo, sul canale 506 del bouquet satellitare Sky Rainews non c’è, soppiantata da un promo di RaiSport 2… Perso il ‘24′ nel nome (comune a tutte le più note allnews nel mondo), negato un rafforzamento di mezzi e organico, tagliato il budget, perse le frequenze sul digitale terrestre senza preavviso per gli utenti, socchiusa la finestra in chiaro nel palinsesto mattutino di Rai3, quale futuro per Rainews? |
giovedì 19 novembre 2009
Zona Renzi-Severgnini
Mi sembra di non aver parlato di questi due "campioni", nelle rispettive professioni, che negli ultimi mesi mi hanno davvero esaltato: Matteo Renzi e Beppe Severgnini!
Sono due persone giovani nel senso buono del termine, pieni di entusiasmo e voglia di cambiare il paese, l'uno dall'interno, l'altro tramite la penna!
Renzi nel giro di pochi mesi ha davvero rivoluzionato Firenze, sia in senso metaforico, cambiando completamente il modo di governare la nostra città, sia in senso pratico, pedonalizzando Piazza Duomo, spingendo per chiudere il prima possibile i lavori della tramvia, disegnando in modo organico e serio il futuro piano di edificazione per i prossimi anni. Chissà poi cosa verrà... io lo vorrei tanto vedere a Roma... sarebbe una rivoluzione! Ma per ora teniamolo un po' a Firenze che ne abbiamo davvero bisogno per passare davvero nel XXI secolo.
Severgnini, invece, si è fatto bandiera degli Italiani nel mondo (se non lo conoscete, seguite il suo blog Italians), raccontando tutte le nostre punte di eccellenza nel commercio e nella scienza, che si trovano da Sydney a Tokyo a LA, a Londra e via così. Le sue interviste su Sky sono sempre frizzanti e divertenti. E proprio quella vi riporto in questo post. Una coppia così non poteva che fare scintille!
Vorrei lasciarvi comunque con una considerazione che condivido in pieno, fatta da Severgnigni proprio qualche mese fa sul Corriere della Sera (qui). Severgnini non è un giornalista di sinistra (anzi!), ma avendo viaggiato in lungo e in largo, non può che notare l'assurdità del perdurare del berlusconismo nel nostro paese. Da dove nasce questo, se poi in tv e nei giornali o nei salotti intellettuali la realtà sembra ben diversa? Severgnini prova a rispondere formulando la teoria del FMC (Five Million Club), assolutamente condivisibile. Leggete un po':
Quanti quotidiani si vendono ogni giorno in Italia, se escludiamo quelli sportivi? Più o meno cinque milioni.
Quanti italiani entrano regolarmente in libreria? Più o meno cinque milioni.
Quanti sono gli abbonati a Sky? Più o meno cinque milioni. Quanti sono i visitatori quotidiani dei siti d'informazione? Più o meno cinque milioni. Quanti telespettatori guardano i programmi d'approfondimento in seconda serata? Più o meno cinque milioni. Il sospetto è che siano sempre gli stessi. Cinque milioni. Chiamiamolo il Five Million Club (FMC), visto che molti iscritti dicono di sapere l'inglese.
E' importante, questo FMC? Certo, ma meno di quanto crede. E' decisivo? Be', decide il tono e il corso del dibattito nazionale, come dimostrano le ultime vicende. Ma non sposta voti, e non decide le elezioni. Chi scenderà in piazza sabato per la libertà d'informazione è iscritto all'FMC.
Legge i giornali, conosce i crucci di Michele Santoro, chiederà (giustamente) che a Report venga mantenuta la tutela legale. Anche chi contesterà quella piazza appartiene all'FMC: perché, nel «club dei cinque milioni», ci sono filogovernativi e antigovernativi; liberi pensatori e pensatori a gettone; liberali, liberisti, libertari e libertini (parecchi).
La sinistra intellettuale adora l'FMC: ci sguazza come un labrador in una marcita. Anche la destra di lotta e di governo ama il club, e si diverte (ehilà, ministro Brunetta!): ma ha capito che il destino si decide altrove. Per esempio, in televisione. Più precisamente: televisione in chiaro, dalle 19 alle 23.
Oggi è di moda negarlo, o minimizzarne l'impatto. Certo: si può perdere le elezioni anche controllando la TV. Ma, senza quel controllo, si sarebbe perso prima, o peggio. Spegnere l'allarme (dov'è finita la criminalità?), cancellare personaggi scomodi, nascondere problemi: la TV è importante per quello che non dice, per le domande che non pone, per le critiche che non offre, per le inchieste che non fa.
Perché il nostro Capo parla di giornalismo buono (la Tv) e giornalismo cattivo (i giornali)? Perché la politica ha sempre considerato la Rai un bottino di guerra, e pretende le direzioni dei telegiornali dopo la vittoria elettorale? Perché, su Mediaset, la fronda viene lasciati ai comici (in tarda serata)?
Perché Crozza e Fazio (prima serata) disturbano? Matrix, lunedì, ha detto che «Tg 1 e Tg5 sono imparziali per definizione».
Ma non è così, e lo sappiamo. Lo sappiamo, nell'FMC. Fuori se ne accorgono? Ho qualche dubbio: non gli interessa, hanno altro da fare.
L'unico ostacolo, per chi comanda, è oggi la par condicio in campagna elettorale. Ovviamente, vuole abolirla.
Beppe Severgnini, dal Corriere della Sera del 24-9-09
mercoledì 4 novembre 2009
Il Giorno in cui la Storia Finì
Mancano ormai pochissimi giorni al ventennale dalla caduta del Muro di Berlino, simbolo della Cortina di Ferro e della contrapposizione fra blocchi che aveva caratterizzato i 40 anni precedenti di Guerra Fredda. Qualche tempo fa vidi un bellissimo documentario di Sofri su La7 e, nel caso lo riproponessero in questi giorni, vi consiglio assolutamente di non perdetevelo. Un ottimo riassunto degli eventi "decisivi", quelli degli ultimi giorni che portarono alla disgregazione della DDR e, successivamente, dell'intero blocco comunista, lo potete trovare in questo ottimo articolo di Bernardo Valli, pubblicato oggi su repubblica. Anche in questo caso vi consiglio davvero di prendervi alcuni minuti per leggerlo, perchè è molto interessante.
Qui vi riporto un breve passaggio:
Qui vi riporto un breve passaggio:
La confusa, incerta situazione che regnava al passaggio della Bornholmer Strasse, dove si aprì la prima falla nel Muro berlinese, rifletteva quella del regime comunista tedesco, e in generale dell'intero impero sovietico in decomposizione. Quel giorno, quella sera, Berlino, più in particolare la Bornholmer Strasse, era il punto nevralgico di un sistema che sembrava destinato a durare secoli e che invece stava crollando. Non in seguito a una guerra perduta. Ma per la sua stessa natura. Il comunismo reale moriva di comunismo. Crollava con il Muro che aveva costruito. E cosi finiva, in anticipo sul calendario gregoriano, anche il secolo delle ideologie (il secolo breve) cominciato con la Grande guerra, nel 1914, e poi proseguito con tragici, storici colpi di scena: il naufragio sanguinoso della Russia zarista, l'avvento dei Soviet, il crollo dell'impero tedesco, la marcia su Roma, l'incendio del Reichstag, Auschwitz, il bunker-tomba di Hitler, il gulag, la guerra fredda, l'Europa divisa. All'improvviso, nel 1989, si è afflosciato come un fondale di cartapesta il simbolo concreto di quella divisione, ossia della sfida tra le opposte concezioni del mondo emerse nel '900.
martedì 27 ottobre 2009
The Way to End War?
The Way to End War?, originally uploaded by Riccardo Peruzzini.
venerdì 9 ottobre 2009
Obama Nobel per la Pace!
Non posso dire di non aver creduto in Obama fin dall'inzio (controllate l'archivio del blog!), ma che risultato che ha raggiunto oggi Obama: il Nobel per la Pace!
Lui commenta su twitter con "humbled" (letteralmente "mortificato") e in effetti è chiaro che sia quantomeno prematuro (io avrei aspettato almeno la fine della prima presidenza). E' comunque indubbio che, viste le difficoltà che incontra nel realizzare la sua politica così rivoluzionaria (nel mondo per il programma di disarmo nucleare, ma anche in patria con la "battaglia per la sanità"), questo premio non può essere visto che come un'iniezione di fiducia e un invito a resistere su questa strada intrapresa, senza cedere ai mille problemi incontrati! E naturalmente questo premio, ancora una volta, è una profonda critica agli otto anni precedenti dell'amministrazione Bush, che aveva portato solo guerra e distruzione nel mondo!
Comunque ora il fardello di Obama è certamente ancora più grande, così come le aspettative sul suo operato. Speriamo riesca davvero a realizzare le sue grandi idee! Congratulazioni, Mr. President!
Lui commenta su twitter con "humbled" (letteralmente "mortificato") e in effetti è chiaro che sia quantomeno prematuro (io avrei aspettato almeno la fine della prima presidenza). E' comunque indubbio che, viste le difficoltà che incontra nel realizzare la sua politica così rivoluzionaria (nel mondo per il programma di disarmo nucleare, ma anche in patria con la "battaglia per la sanità"), questo premio non può essere visto che come un'iniezione di fiducia e un invito a resistere su questa strada intrapresa, senza cedere ai mille problemi incontrati! E naturalmente questo premio, ancora una volta, è una profonda critica agli otto anni precedenti dell'amministrazione Bush, che aveva portato solo guerra e distruzione nel mondo!
Comunque ora il fardello di Obama è certamente ancora più grande, così come le aspettative sul suo operato. Speriamo riesca davvero a realizzare le sue grandi idee! Congratulazioni, Mr. President!
Ubicazione:
Pasadena, CA, USA
venerdì 6 febbraio 2009
mercoledì 21 gennaio 2009
Il Giorno Dopo
E allora siamo al giorno dopo: Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti e, immediatamente, ha firmato i primi atti per la chiusura del carcere di Guantanamo e per una trasparenza maggiore nell'operato del governo. Bene così! Vedremo cosa succederà nei prossimi mesi!
Nel frattempo vi lascio ad una nuova, bellissima, galleria di The Big Picture (qui) e al filmato del discorso di insediamento. Non tocca le vette di quello che fece a Berlino (lo trovate qui), ma contiene molti punti davvero interessanti!
Nel frattempo vi lascio ad una nuova, bellissima, galleria di The Big Picture (qui) e al filmato del discorso di insediamento. Non tocca le vette di quello che fece a Berlino (lo trovate qui), ma contiene molti punti davvero interessanti!
martedì 20 gennaio 2009
A New Day Has Come
Oggi è il giorno dell'insediamento di Barack Obama, il nuovo presidente degli Stati Uniti. Da domani la sua presidenza sarà realtà e vedremo se riuscirà a mantenere nei fatti le meravigliose promesse (e premesse!) di questa campagna elettorale, soprattutto ora che deve fronteggiare una delle più gravi crisi economiche di sempre. Per ora c'è solo da festeggiare e sperare in un vero cambiamento.
Vi rimando a questa galleria di The Big Picture che presenta dei bellissimi scatti sui preparativi della cerimonia di oggi, davvero da non perdere!
martedì 13 gennaio 2009
Il Sogno Scaduto
Non se ne parla moltissimo, ma sembra che nel Regno Unito la crisi si sia fatta sentire più che in altre parti del globo: catene di supermercati falliti, una disoccupazione in forte aumento e decine e decine di manager della city che, dopo essersi arricchiti in pochissimi anni, ora sono sul lastrico. Anche la gloriosa Sterlina, difesa a spada tratta rispetto all'Euro durante gli anni d'oro dell'economia inglese, si è deprezzata del 20% in meno di due mesi, diminuendo fortemente il potere d'acquisto delle famiglie britanniche. Insomma, un vero disastro!
A riprova di questo c'è anche una notizia passata quasi inosservata: nel Regno Unito la data di scadenza dei prodotti è solo indicativa e non vincolante per la sua vendita. Solo per prassi, dunque, i supermercati rimuovono, come da noi, i prodotti che sono scaduti. Già da qualche anno c'era in internet un'azienda di e-commerce che rivendeva a prezzi scontatissimi questi prodotti avariati. Ebbene, negli ultimi mesi, questo sito ha aumentato di 10 volte il fatturato! Davvero segnali inquietanti, non trovate?
Se ne volete sapere di più vi riporto il post di Enrico Fraceschini, nel quale ho letto questa notizia:
C’è anche chi si arricchisce grazie alla crisi economica. Un’azienda britannica sta facendo soldi a palate con la vendita attraverso Internet di prodotti alimentari scaduti. “Approved Food” (Cibo approvato - nome che potrebbe essere stato inventato dal Grande Fratello di Orwell) esiste in realtà da otto anni e ha sempre fatto discreti affari, ma dal settembre scorso, in coincidenza con la stretta del credito e l’inizio della recessione nel Regno Unito, ha decuplicato il fatturato. La ditta vende ad esempio in questi giorni un barattolo di Nutella, che al supermercato costerebbe 2 sterline e 55 pence, ad appena 1 sterlina. La data sul barattolo dice: “best before January 4″, ossia “sarebbe meglio mangiarlo prima del 4 gennaio”. Ma la Food Standards Agency, l’agenzia governativa che regola e controlla il settore alimentare, permette che i prodotti vengano venduti anche dopo la data di scadenza: “La data è un’indicazione di qualità piuttosto che di sicurezza”, spiega un portavoce dell’agenzia al Financial Times, che ha messo oggi la notizia in prima pagina. “Mangiare cibo dopo la data di scadenza non significa necessariamente rischiare di ammalarsi o avvelenarsi”. Le grandi catene di supermercati, tuttavia, devono disfarsi di tutto il cibo invenduto dopo la data di scadenza, perchè la clientela non lo comprerebbe. Allora cosa fanno i supermercati? Lo vendono a compagnie come la “Approved Food”, che poi lo rivende, a prezzo fortemente scontato, a chi pur di risparmiare accetta di mangiare cibo scaduto. E in tempi di crisi economica, evidentemente, c’è sempre più gente determinata a risparmiare a qualsiasi costo: anche a costo di spalmare sul pane, a metà gennaio, una Nutella scaduta il 4 gennaio.
A riprova di questo c'è anche una notizia passata quasi inosservata: nel Regno Unito la data di scadenza dei prodotti è solo indicativa e non vincolante per la sua vendita. Solo per prassi, dunque, i supermercati rimuovono, come da noi, i prodotti che sono scaduti. Già da qualche anno c'era in internet un'azienda di e-commerce che rivendeva a prezzi scontatissimi questi prodotti avariati. Ebbene, negli ultimi mesi, questo sito ha aumentato di 10 volte il fatturato! Davvero segnali inquietanti, non trovate?
Se ne volete sapere di più vi riporto il post di Enrico Fraceschini, nel quale ho letto questa notizia:
C’è anche chi si arricchisce grazie alla crisi economica. Un’azienda britannica sta facendo soldi a palate con la vendita attraverso Internet di prodotti alimentari scaduti. “Approved Food” (Cibo approvato - nome che potrebbe essere stato inventato dal Grande Fratello di Orwell) esiste in realtà da otto anni e ha sempre fatto discreti affari, ma dal settembre scorso, in coincidenza con la stretta del credito e l’inizio della recessione nel Regno Unito, ha decuplicato il fatturato. La ditta vende ad esempio in questi giorni un barattolo di Nutella, che al supermercato costerebbe 2 sterline e 55 pence, ad appena 1 sterlina. La data sul barattolo dice: “best before January 4″, ossia “sarebbe meglio mangiarlo prima del 4 gennaio”. Ma la Food Standards Agency, l’agenzia governativa che regola e controlla il settore alimentare, permette che i prodotti vengano venduti anche dopo la data di scadenza: “La data è un’indicazione di qualità piuttosto che di sicurezza”, spiega un portavoce dell’agenzia al Financial Times, che ha messo oggi la notizia in prima pagina. “Mangiare cibo dopo la data di scadenza non significa necessariamente rischiare di ammalarsi o avvelenarsi”. Le grandi catene di supermercati, tuttavia, devono disfarsi di tutto il cibo invenduto dopo la data di scadenza, perchè la clientela non lo comprerebbe. Allora cosa fanno i supermercati? Lo vendono a compagnie come la “Approved Food”, che poi lo rivende, a prezzo fortemente scontato, a chi pur di risparmiare accetta di mangiare cibo scaduto. E in tempi di crisi economica, evidentemente, c’è sempre più gente determinata a risparmiare a qualsiasi costo: anche a costo di spalmare sul pane, a metà gennaio, una Nutella scaduta il 4 gennaio.
domenica 28 dicembre 2008
La Spagna e l'Italia
E' un servizio di diverse settimane fa, ma davvero imperdibile. Questo è quello che il nostro paese mostra al mondo! E il bello è che a noi sembra (talvolta!) tutto normale!
Via | esseasterico
Via | esseasterico
mercoledì 29 ottobre 2008
martedì 28 ottobre 2008
Censura e futuro
Leggetevi questo interessantissimo articolo di Punto Informatico: è stato recentemente pubblicato un add-on per Mozilla Firefox che permette di vivere sul proprio browser gli effetti della censura cinese. Basta infatti avere un IP cinese per vedere una miriade di buchi e blocchi nella rete che, a quanto sembra, il mondo occidentale ha accettato di porre, pur di non risultare "sgraditi" alla nuova potenza economica. Così non si può trovare nulla su Tienanmen, il Tibet libero o la semplice definizione di democrazia che non sia stata approvata dal regime. In Cina, quando ci si imbatte in una pagina vietata si viene sconnessi per alcuni minuti, tanto per chiarire l'errore fatto! E' davvero uno scandalo che il mondo occidentale accetti tutto questo! Ma di cosa ci lamentiamo! Alle Olimpiadi ci sono andati comunque tutti i capi di stato: oggi la Cina è davvero troppo potente per essere osteggiata da qualcuno. Speriamo solo che questa crisi globale non ci renda ancora più deboli verso di loro. Scendere troppo a patti con la propria coscienza è davvero una prima sconfitta per le nostre democrazie occidentali. Più che mai adesso ci dobbiamo ricordare che l'altra grande recessione dell'era moderna, quella degli anni '30, portò ai più terribili regimi autoritari della storia moderna: dovremo vigilare perché quello cinese non diventi il modello del mondo futuro!
mercoledì 22 ottobre 2008
Forze dell'Ordine contro le Occupazioni
Sembra impossibile, ma è quello che ha detto oggi Berlusconi in una conferenza stampa, in cui, per l'ennesima volta, non si è deciso nemmeno di provare a sentire le ragioni della protesta, ma di continuare a procedere come un rullo compressore verso l'approvazione dei decreti sull'istruzione e l'università.
A questo punto, speriamo davvero che non partano gli ordini. Non hanno imparato la lezione di Genova? Intervenire sulla folla può solo causare tragedie irrimediabili, che rendono del tutto. Addirittura anche i giovani di AN si sono detti contro questa posizione (qui)!
Speriamo, piuttosto, che, nonostante il sempre più forte arroccamento del governo, possa partire in extremis un vero dialogo con il mondo universitario, come auspicato anche nella lettera del Presidente Napolitano, inviata oggi a tutti gli studenti, ricercatori e docenti universitari. Aspettando nuovi sviluppi, intanto oggi la Hack ha fatto lezione in Piazza Signoria. Questa iniziativa, che ormai si ripete da diversi giorni qui a Firenze, mi sembra una protesta civile e davvero tra le più riuscite. Peccato che, tra tesi ed esami, non abbia trovato ancora il tempo di parteciparvi.
A questo punto, speriamo davvero che non partano gli ordini. Non hanno imparato la lezione di Genova? Intervenire sulla folla può solo causare tragedie irrimediabili, che rendono del tutto. Addirittura anche i giovani di AN si sono detti contro questa posizione (qui)!
Speriamo, piuttosto, che, nonostante il sempre più forte arroccamento del governo, possa partire in extremis un vero dialogo con il mondo universitario, come auspicato anche nella lettera del Presidente Napolitano, inviata oggi a tutti gli studenti, ricercatori e docenti universitari. Aspettando nuovi sviluppi, intanto oggi la Hack ha fatto lezione in Piazza Signoria. Questa iniziativa, che ormai si ripete da diversi giorni qui a Firenze, mi sembra una protesta civile e davvero tra le più riuscite. Peccato che, tra tesi ed esami, non abbia trovato ancora il tempo di parteciparvi.
martedì 21 ottobre 2008
Vattene Air France!
Finalmente è tornato lo show di uno dei migliori comici del panorama italiano: Maurizio Crozza (su La7 la domenica sera alle 21.30). Fra le sue divertentissime gag, come sempre, tornano pure le canzoni modificate. Questa volta abbiamo un duetto con Mietta: Vattene Air France. Troppo bello!
domenica 19 ottobre 2008
Appello per l'Università
In questi giorni stiamo osservando vastissime proteste contro il ministro Maria Stella Gelmini e le sue riforme, avallate dal ministro Tremonti e dal governo di centro-destra. In realtà si sta parlando di due provvedimenti diversi: uno che riguarda la scuola italiana, che sta passando ora a suon di voti di fiducia in parlamento, ed uno sull'università, il decreto 133, che si appresta ad essere approvato in maniera analoga, senza che si sia nemmeno intavolato un dialogo con le due parti in causa: il mondo della scuola e dell'università.
Parlando in particolare di quest'ultimo, che, essendo nell'ambiente universitario, mi trova certamente più informato, piuttosto che riassumete tutto di persona, preferisco riportarvi questo articolo pubblicato su Nature. Il nostro presidente del consiglio potrebbe certamente dire che è l'ennesimo giornale fazioso di sinistra, ma, in realtà, questo è il Giornale per eccellenza della scienza mondiale, pubblicato negli Stati Uniti. Trovo che l'articolo sia sufficientemente graffiante e piuttosto chiaro su quale sia la situazione attuale (ho sottolineato in grassetto alcune parti più rilevanti):
Editorial
Nature 455, 835-836 (16 October 2008)
doi:10.1038/455835b; Published online 15 October 2008
Cut-throat savings
In an attempt to boost its struggling economy, Italy's government is focusing on easy, but unwise, targets.
It is a dark and angry time for scientists in Italy, faced as they are with a government acting out its own peculiar cost-cutting philosophy. Last week, tens of thousands of researchers took to the streets to register their opposition to a proposed bill designed to control civil-service spending (see page 840). If passed, as expected, the bill would dispose of nearly 2,000 temporary research staff, who are the backbone of the country's grossly understaffed research institutions — and about half of whom had already been selected for permanent jobs.
Even as the scientists were marching, Silvio Berlusconi's centre-right government, which took office in May, decreed that the budgets of both universities and research could be used as funds to shore up Italy's banks and credit institutes. This is not the first time that Berlusconi has targeted universities. In August, he signed a decree that cut university budgets by 10% and allowed only one in five of any vacant academic positions to be filled. It also allowed universities to convert into private foundations to bring in additional income. Given the current climate, university rectors believe that the latter step will be used to justify further budget cuts, and that it will eventually compel them to drop courses that have little commercial value, such as the classics, or even basic sciences. As that bombshell hit at the beginning of the summer holidays, the implications have only just been fully recognized — too late, as the decree is now being transformed into law.
Meanwhile, the government's minister for education, universities and research, Mariastella Gelmini, has remained silent on all issues related to her ministry except secondary schools, and has allowed major and destructive governmental decisions to be carried through without raising objection. She has refused to meet with scientists and academics to hear their concerns, or explain to them the policies that seem to require their sacrifice. And she has failed to delegate an undersecretary to handle these issues in her place.
Scientific organizations affected by the civil-service bill have instead been received by the bill's designer, Renato Brunetta, minister of public administration and innovation. Brunetta maintains that little can be done to stop or change the bill — even though it is still being discussed in committees, and has yet to be voted on by both chambers. In a newspaper interview, Brunetta also likened researchers to capitani di ventura, or Renaissance mercenary adventurers, saying that to give them permanent jobs would be "a little like killing them". This misrepresents an issue that researchers have explained to him — that any country's scientific base requires a healthy ratio of permanent to temporary staff, with the latter (such as postdocs) circulating between solid, well equipped, permanent research labs. In Italy, scientists tried to tell Brunetta, this ratio has become very unhealthy.
The Berlusconi government may feel that draconian budget measures are necessary, but its attacks on Italy's research base are unwise and short-sighted. The government has treated research as just another expense to be cut, when in fact it is better seen as an investment in building a twenty-first-century knowledge economy. Indeed, Italy has already embraced this concept by signing up to the European Union's 2000 Lisbon agenda, in which member states pledged to raise their research and development (R&D) budgets to 3% of their gross domestic product. Italy, a G8 country, has one of the lowest R&D expenditures in that group — at barely 1.1%, less than half that of comparable countries such as France and Germany.
The government needs to consider more than short-term gains brought about through a system of decrees made easy by compliant ministers. If it wants to prepare a realistic future for Italy, as it should, it should not idly reference the distant past, but understand how research works in Europe in the present.
Queste sono tutte cose che ho spiegato a quelli con cui ho avuto modo di parlare in questi giorni di questa situazione e mi fa (tristemente!) piacere vedere come sia il punto di vista condiviso da tutta la comunità scientifica mondiale: ci stiamo facendo del male da noi stessi. La ricerca non è una semplice voce costi da tagliare a piacimento in caso di necessità: è la base per la ricchezza di un paese e del suo mantenimento fra quelli più industrializzati del mondo. Non mi stancherò mai di far notare come il famoso prestito ponte di Alitalia, che le ha permesso di bruciare altri 300 milioni di euro per la sopravvivenza della compagnia di bandiera fino a settembre, sono stati presi direttamente dai finanziamenti al ministero dell'innovazione. E questo è solo l'esempio più recente: a Natale ci fu lo sciopero dei trasportatori su strada che videro paralizzare l'Italia. In extremis si trovarono 30 milioni di euro per la categoria che, come sempre, vennero tolti dai finanziamenti alla ricerca previsti nella finanziaria! Questa storia deve finire, altrimenti sì che il nostro paese non potrà sollevarsi dal lento declino in cui è sceso! Vorrei far notare come questi episodi si riferiscano a due diversi governi (Prodi e Berlusconi), a dimostrare che, su questo aspetto, la totale miopia della classe politica è trasversale a tutti gli schieramenti!
A Firenze sono state prese molte azioni di protesta: occupazioni, lezioni in piazza, manifestazioni, ... Tutte davvero molto importanti, anche se spesso rimaste come grida nel vuoto, inascoltate da tutti. Francamente trovo davvero assurde le frasi del ministro Brunetta sui ricercatori (che dovrebbero essere sempre precari per poter essere menti libere). Sembra siano ispirate a quei film in cui lo scienziato deve costruire qualcosa per i cattivi di turno per essere liberato e, solo perchè minacciato, riesce a farlo in pochissimo tempo... forse hanno davvero visto troppi film!
Adesso finalmente la Facoltà di Scienze MFN si è unita per chiedere al Rettore di portare questo messaggio condiviso da professori e studenti alla CRUI (la Conferenza dei Rettori), unica in grado di farsi sentire dal governo, nella speranza di essere ascoltati quantomeno per migliorare la legge in esame. Chissà se saranno disposti a sentire qualcuno. Per spingere il rettore a procedere è stata aperta una petizione on-line che ha quasi raggiunto 1000 firme. Vi chiedo di firmare tutti, studenti e semplici lettori di questo blog:
Infine, per chi volesse sentire un approfondimento dell'ottima Repubblica Radio TV, vi rimando alla seguente Tavola Rotonda di venerdì scorso:
http://tv.repubblica.it/palinsesto/2008-10-17/6997
Cercherò di tenervi aggiornati su eventuali sviluppi della vicenda. Speriamo che, per una volta, la nostra classe politica riesca a sorprenderci tutti!
Parlando in particolare di quest'ultimo, che, essendo nell'ambiente universitario, mi trova certamente più informato, piuttosto che riassumete tutto di persona, preferisco riportarvi questo articolo pubblicato su Nature. Il nostro presidente del consiglio potrebbe certamente dire che è l'ennesimo giornale fazioso di sinistra, ma, in realtà, questo è il Giornale per eccellenza della scienza mondiale, pubblicato negli Stati Uniti. Trovo che l'articolo sia sufficientemente graffiante e piuttosto chiaro su quale sia la situazione attuale (ho sottolineato in grassetto alcune parti più rilevanti):
Editorial
Nature 455, 835-836 (16 October 2008)
doi:10.1038/455835b; Published online 15 October 2008
Cut-throat savings
In an attempt to boost its struggling economy, Italy's government is focusing on easy, but unwise, targets.
It is a dark and angry time for scientists in Italy, faced as they are with a government acting out its own peculiar cost-cutting philosophy. Last week, tens of thousands of researchers took to the streets to register their opposition to a proposed bill designed to control civil-service spending (see page 840). If passed, as expected, the bill would dispose of nearly 2,000 temporary research staff, who are the backbone of the country's grossly understaffed research institutions — and about half of whom had already been selected for permanent jobs.
Even as the scientists were marching, Silvio Berlusconi's centre-right government, which took office in May, decreed that the budgets of both universities and research could be used as funds to shore up Italy's banks and credit institutes. This is not the first time that Berlusconi has targeted universities. In August, he signed a decree that cut university budgets by 10% and allowed only one in five of any vacant academic positions to be filled. It also allowed universities to convert into private foundations to bring in additional income. Given the current climate, university rectors believe that the latter step will be used to justify further budget cuts, and that it will eventually compel them to drop courses that have little commercial value, such as the classics, or even basic sciences. As that bombshell hit at the beginning of the summer holidays, the implications have only just been fully recognized — too late, as the decree is now being transformed into law.
Meanwhile, the government's minister for education, universities and research, Mariastella Gelmini, has remained silent on all issues related to her ministry except secondary schools, and has allowed major and destructive governmental decisions to be carried through without raising objection. She has refused to meet with scientists and academics to hear their concerns, or explain to them the policies that seem to require their sacrifice. And she has failed to delegate an undersecretary to handle these issues in her place.
Scientific organizations affected by the civil-service bill have instead been received by the bill's designer, Renato Brunetta, minister of public administration and innovation. Brunetta maintains that little can be done to stop or change the bill — even though it is still being discussed in committees, and has yet to be voted on by both chambers. In a newspaper interview, Brunetta also likened researchers to capitani di ventura, or Renaissance mercenary adventurers, saying that to give them permanent jobs would be "a little like killing them". This misrepresents an issue that researchers have explained to him — that any country's scientific base requires a healthy ratio of permanent to temporary staff, with the latter (such as postdocs) circulating between solid, well equipped, permanent research labs. In Italy, scientists tried to tell Brunetta, this ratio has become very unhealthy.
The Berlusconi government may feel that draconian budget measures are necessary, but its attacks on Italy's research base are unwise and short-sighted. The government has treated research as just another expense to be cut, when in fact it is better seen as an investment in building a twenty-first-century knowledge economy. Indeed, Italy has already embraced this concept by signing up to the European Union's 2000 Lisbon agenda, in which member states pledged to raise their research and development (R&D) budgets to 3% of their gross domestic product. Italy, a G8 country, has one of the lowest R&D expenditures in that group — at barely 1.1%, less than half that of comparable countries such as France and Germany.
The government needs to consider more than short-term gains brought about through a system of decrees made easy by compliant ministers. If it wants to prepare a realistic future for Italy, as it should, it should not idly reference the distant past, but understand how research works in Europe in the present.
Queste sono tutte cose che ho spiegato a quelli con cui ho avuto modo di parlare in questi giorni di questa situazione e mi fa (tristemente!) piacere vedere come sia il punto di vista condiviso da tutta la comunità scientifica mondiale: ci stiamo facendo del male da noi stessi. La ricerca non è una semplice voce costi da tagliare a piacimento in caso di necessità: è la base per la ricchezza di un paese e del suo mantenimento fra quelli più industrializzati del mondo. Non mi stancherò mai di far notare come il famoso prestito ponte di Alitalia, che le ha permesso di bruciare altri 300 milioni di euro per la sopravvivenza della compagnia di bandiera fino a settembre, sono stati presi direttamente dai finanziamenti al ministero dell'innovazione. E questo è solo l'esempio più recente: a Natale ci fu lo sciopero dei trasportatori su strada che videro paralizzare l'Italia. In extremis si trovarono 30 milioni di euro per la categoria che, come sempre, vennero tolti dai finanziamenti alla ricerca previsti nella finanziaria! Questa storia deve finire, altrimenti sì che il nostro paese non potrà sollevarsi dal lento declino in cui è sceso! Vorrei far notare come questi episodi si riferiscano a due diversi governi (Prodi e Berlusconi), a dimostrare che, su questo aspetto, la totale miopia della classe politica è trasversale a tutti gli schieramenti!
A Firenze sono state prese molte azioni di protesta: occupazioni, lezioni in piazza, manifestazioni, ... Tutte davvero molto importanti, anche se spesso rimaste come grida nel vuoto, inascoltate da tutti. Francamente trovo davvero assurde le frasi del ministro Brunetta sui ricercatori (che dovrebbero essere sempre precari per poter essere menti libere). Sembra siano ispirate a quei film in cui lo scienziato deve costruire qualcosa per i cattivi di turno per essere liberato e, solo perchè minacciato, riesce a farlo in pochissimo tempo... forse hanno davvero visto troppi film!
Adesso finalmente la Facoltà di Scienze MFN si è unita per chiedere al Rettore di portare questo messaggio condiviso da professori e studenti alla CRUI (la Conferenza dei Rettori), unica in grado di farsi sentire dal governo, nella speranza di essere ascoltati quantomeno per migliorare la legge in esame. Chissà se saranno disposti a sentire qualcuno. Per spingere il rettore a procedere è stata aperta una petizione on-line che ha quasi raggiunto 1000 firme. Vi chiedo di firmare tutti, studenti e semplici lettori di questo blog:
Infine, per chi volesse sentire un approfondimento dell'ottima Repubblica Radio TV, vi rimando alla seguente Tavola Rotonda di venerdì scorso:
http://tv.repubblica.it/palinsesto/2008-10-17/6997
Cercherò di tenervi aggiornati su eventuali sviluppi della vicenda. Speriamo che, per una volta, la nostra classe politica riesca a sorprenderci tutti!
martedì 14 ottobre 2008
lunedì 22 settembre 2008
Progetti di Nuvole per Firenze

Foto tratte dal Progetto, pubblicate dal Corriere FiorentinoIl nuovo progetto dello stadio di Firenze, presentato lo scorso venerdì dai Della Valle, mi ha lasciato davvero entusiasta: non solo la città si potrebbe dotare di un impianto favoloso, come quelli di Inghilterra e Germania, ma si avrebbe pure un nuovo bellissimo punto di aggregazione, con un museo di arte moderna, il centro commerciale, la galleria di negozi e (quest'ultimo, in effetti, mi interessa un po' meno!) un parco di divertimenti del calcio! Sicuramente un progetto davvero ambizioso! Speriamo che finalmente tutta la classe politica sia d'accordo nel cercare di realizzarlo nel più breve tempo possibile, per il bene della Fiorentina, che vedrebbe così garantite delle entrate importanti annuali da reinvestire nella squadra e per la città stessa, che, figlia del suo passato meraviglioso, non riesce proprio ad ammodernarsi come dovrebbe (basta vedere il casino fatto per la tramvia o l'orribile progetto del Palazzo di Giustizia stile "Batman a Gotham City"!). Certo, leggendo certi commenti (qui), cadono un po' le braccia, ma forse questa volta si riuscirà davvero a farlo!
Concludo rimandandovi a questa intervista di Fuksas, che definisce lo stadio come una "nuvola". Lo trovo davvero bello, abbastanza da non apparire anonimo, ma da diventare qualcosa da ammirare pure per i turisti! Speriamo che, come ha detto Della Valle, il progetto parta davvero e non resti l'ennesimo progetto su carta mai realizzato.
Concludo rimandandovi a questa intervista di Fuksas, che definisce lo stadio come una "nuvola". Lo trovo davvero bello, abbastanza da non apparire anonimo, ma da diventare qualcosa da ammirare pure per i turisti! Speriamo che, come ha detto Della Valle, il progetto parta davvero e non resti l'ennesimo progetto su carta mai realizzato.
domenica 21 settembre 2008
Il Cavaliere Bianco per Alitalia?
Ah, ecco! Dopo aver perso settimane a dire che la CAI era l'unica alternativa per Alitalia, oggi viene fuori che la divisione in good e bad company può permettere l'acquisto della prima a qualunque soggetto (leggete qui). Che salti fuori di nuovo Air France all'ultimo minuto? Oppure arriverà il Cavaliere Bianco teutonico (Lufthansa)? Forse però è davvero troppo tardi e, almeno su questo, ha ragione Berlusconi (che comunque ha la colpa principale per aver portato la compagnia a questo baratro). Ma perché non si è tentato fin dall'inizio una trattativa multipla? Certo che alcuni dipendenti Alitalia visti in questi giorni forse non meritano il salvataggio in extremis, ma, per il bene dei lavoratori e di un'azienda fondamentale al paese, non resta che sperare che salti fuori davvero qualcuno in extremis che, come dicono negli USA, possa salvare il giorno!
Non espando troppo il mio pensiero visto che la situazione è in continua evoluzione. Intanto vi consiglio la lettura di questo fondo di Scalfari, con il quale mi trovo largamente d'accordo. Staremo tutti a vedere al finestrino...
Non espando troppo il mio pensiero visto che la situazione è in continua evoluzione. Intanto vi consiglio la lettura di questo fondo di Scalfari, con il quale mi trovo largamente d'accordo. Staremo tutti a vedere al finestrino...
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