Visualizzazione post con etichetta italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta italia. Mostra tutti i post

martedì 5 aprile 2011

Comfortably Numb

E, a proposito di sogni... si può talvolta davvero restare "Comfortably Numb"... pazzesco!!!

lunedì 21 marzo 2011

150 Anni

Mi dispiace se arrivo un po' in ritardo, ma è il pensiero che conta, no?
E mi sarebbe davvero dispiaciuto non partecipare agli auguri per la nostra Italia. Fa tanto incazzare, ma è casa nostra, con tutto quanto di meraviglioso possiede... e tutto quello che invece non vorremmo mai vedere in nessun Paese del mondo e ci tocca così spesso osservare costernati in casa nostra o appena poco più in là!

Auguri, Italia, e speriamo davvero che i prossimi anni non vedano continuare l'attuale lento e inesorabile declino, ma siano invece la base di un riscatto e di una vera presa di coscienza di quello che siamo e di quello che potremmo essere se coperassimo per il bene comune! 

Auguri, 150 volte, auguri!

martedì 9 novembre 2010

Vieni Via con Me

Ieri sera credo sia andato in scena un vero spettacolo su Rai3. Complimenti in chi, nonostante la situazione attuale della tv italiana e del nostro paese in generale, crede ancora nella buona tv. Ecco un bell'estratto di Benigni, mitico, come al solito...


martedì 18 maggio 2010

Vergogna!

Riporto solo il mio status di fb e questo articolo di indie-rock.it... non ho altre parole!

Ma lo sapete? Fatela girare! Fatela sapere! E' l'ennesimo capitolo tristissimo di questo governo e questa maggioranza che vorrebbe tanto essere come la Russia. Complimenti! Oggi mi vergogno un'altro po' di essere italiano!

 

RaiNews24 esiste ancora, dovete solo cercarla bene
Esuliamo un momento dal contenuto musicale di questo sito per una comunicazione di 'servizio televisivo' che in realtà nasconde l'ennesimo bastone posto tra le ruote dell'informazione libera di questo Paese. Lo switch over del digitale terrestre è stata l'occasione per 'cancellare' RaiNews24 dalle frequenze che occupava abitualmente, per inserire al suo posto un improbabile 'Rai Sport 2' (che già Rai Sport 1 evidentemente non bastava, dato l'alto interesse e il prestigio degli eventi trasmessi).

La TV
all news della RAI è stata spostata in coda alla lista dei canali sia nel digitale terrestre sia sul satellite, e questo senza nessun tipo di preavviso. Praticamente, comporta anche non avere un canale fisso, perché a seconda del decoder potrebbe trovarsi sull'800, sull'850 o addirittura sul 998. Chiaro che, con tutte le posizioni ancora libere, questa mossa ha logisticamente e commercialmente i contorni dell'assurdo.

Noi di 'Indie-Rock.it' vi invitiamo, in segno di solidarietà ai giornalisti di RaiNews24, di andare a 'scovare' il canale di trasmissione e di tenere il televisore sintonizzato almeno per un'ora nell'arco della giornata di oggi.


Vi postiamo qui sotto l'articolo a riguardo che oggi apre il sito '
Rainews24.it':

Centinaia le mail arrivate in redazione: "Rainews24 non si vede più". Il passaggio al digitale terrestre della Lombardia sposta le frequenze di Rainews24 anche nelle Regioni già digitalizzate. Ma non basta. Anche sul canale 506 del satellite, bouquet Sky, Rainews24 non c'è più.

“Oggi 18 05 2010 ho trovato il canale Rai news oscurato dalla pubblicita di rai sport 2. Pensavo che come tutte le pubblicita sarebbe durata il solito tempo ma…”. Urbano è fra le centinaia di affezionati spettatori di Rainews24 che questa mattina non ha trovato più il canale sulle solito tasto del telecomando. ’Colpa’ del passaggio al digitale terrestre della Lombardia, che anche nelle regioni già coperte solo dal segnale digitale, come il Lazio, ha provocato una variazione delle frequenze. Risultato, Rainews24 - che nel frattempo ha perso il 24 nel nuovo logo - slittata a seconda dei decoder verso il fondo della ‘pitlane’ del decoder…
posizione 998 in alcuni casi.

Nel frattempo, sul canale 506 del bouquet satellitare Sky Rainews non c’è, soppiantata da un promo di RaiSport 2…

Perso il ‘24′ nel nome (comune a tutte le più note allnews nel mondo), negato un rafforzamento di mezzi e organico, tagliato il budget, perse le frequenze sul digitale terrestre senza preavviso per gli utenti, socchiusa la finestra in chiaro nel palinsesto mattutino di Rai3, quale futuro per Rainews?

giovedì 19 novembre 2009

Zona Renzi-Severgnini



Mi sembra di non aver parlato di questi due "campioni", nelle rispettive professioni, che negli ultimi mesi mi hanno davvero esaltato: Matteo Renzi e Beppe Severgnini!

Sono due persone giovani nel senso buono del termine, pieni di entusiasmo e voglia di cambiare il paese, l'uno dall'interno, l'altro tramite la penna!
Renzi nel giro di pochi mesi ha davvero rivoluzionato Firenze, sia in senso metaforico, cambiando completamente il modo di governare la nostra città, sia in senso pratico, pedonalizzando Piazza Duomo, spingendo per chiudere il prima possibile i lavori della tramvia, disegnando in modo organico e serio il futuro piano di edificazione per i prossimi anni. Chissà poi cosa verrà... io lo vorrei tanto vedere a Roma... sarebbe una rivoluzione! Ma per ora teniamolo un po' a Firenze che ne abbiamo davvero bisogno per passare davvero nel XXI secolo.
Severgnini, invece, si è fatto bandiera degli Italiani nel mondo (se non lo conoscete, seguite il suo blog Italians), raccontando tutte le nostre punte di eccellenza nel commercio e nella scienza, che si trovano da Sydney a Tokyo a LA, a Londra e via così. Le sue interviste su Sky sono sempre frizzanti e divertenti. E proprio quella vi riporto in questo post. Una coppia così non poteva che fare scintille!

Vorrei lasciarvi comunque con una considerazione che condivido in pieno, fatta da Severgnigni proprio qualche mese fa sul Corriere della Sera (qui). Severgnini non è un giornalista di sinistra (anzi!), ma avendo viaggiato in lungo e in largo, non può che notare l'assurdità del perdurare del berlusconismo nel nostro paese. Da dove nasce questo, se poi in tv e nei giornali o nei salotti intellettuali la realtà sembra ben diversa? Severgnini prova a rispondere formulando la teoria del FMC (Five Million Club), assolutamente condivisibile. Leggete un po':
Quanti quotidiani si vendono ogni giorno in Italia, se escludiamo quelli sportivi? Più o meno cinque milioni.
Quanti italiani entrano regolarmente in libreria? Più o meno cinque milioni.
Quanti sono gli abbonati a Sky? Più o meno cinque milioni. Quanti sono i visitatori quotidiani dei siti d'informazione? Più o meno cinque milioni. Quanti telespettatori guardano i programmi d'approfondimento in seconda serata? Più o meno cinque milioni. Il sospetto è che siano sempre gli stessi. Cinque milioni. Chiamiamolo il Five Million Club (FMC), visto che molti iscritti dicono di sapere l'inglese.
E' importante, questo FMC? Certo, ma meno di quanto crede. E' decisivo? Be', decide il tono e il corso del dibattito nazionale, come dimostrano le ultime vicende. Ma non sposta voti, e non decide le elezioni. Chi scenderà in piazza sabato per la libertà d'informazione è iscritto all'FMC.
Legge i giornali, conosce i crucci di Michele Santoro, chiederà (giustamente) che a
Report venga mantenuta la tutela legale. Anche chi contesterà quella piazza appartiene all'FMC: perché, nel «club dei cinque milioni», ci sono filogovernativi e antigovernativi; liberi pensatori e pensatori a gettone; liberali, liberisti, libertari e libertini (parecchi).
La sinistra intellettuale adora l'FMC: ci sguazza come un labrador in una marcita. Anche la destra di lotta e di governo ama il club, e si diverte (ehilà, ministro Brunetta!): ma ha capito che il destino si decide altrove. Per esempio, in televisione. Più precisamente: televisione in chiaro, dalle 19 alle 23.
Oggi è di moda negarlo, o minimizzarne l'impatto. Certo: si può perdere le elezioni anche controllando la TV. Ma, senza quel controllo, si sarebbe perso prima, o peggio. Spegnere l'allarme (dov'è finita la criminalità?), cancellare personaggi scomodi, nascondere problemi: la TV è importante per quello che non dice, per le domande che non pone, per le critiche che non offre, per le inchieste che non fa.
Perché il nostro Capo parla di giornalismo buono (la Tv) e giornalismo cattivo (i giornali)? Perché la politica ha sempre considerato la Rai un bottino di guerra, e pretende le direzioni dei telegiornali dopo la vittoria elettorale? Perché, su Mediaset, la fronda viene lasciati ai comici (in tarda serata)?
Perché Crozza e Fazio (prima serata) disturbano?
Matrix, lunedì, ha detto che «Tg 1 e Tg5 sono imparziali per definizione».
Ma non è così, e lo sappiamo. Lo sappiamo, nell'FMC. Fuori se ne accorgono? Ho qualche dubbio: non gli interessa, hanno altro da fare.
L'unico ostacolo, per chi comanda, è oggi la
par condicio in campagna elettorale. Ovviamente, vuole abolirla.

Beppe Severgnini, dal Corriere della Sera del 24-9-09

giovedì 9 aprile 2009

L'Aquila e gli Sciacalli

Prendo a prestito il titolo de l'Unità di oggi per parlare non tanto dei deplorevoli atti criminali di chi ruba in aree disastrate, ma piuttosto dei comportamenti assolutamente immorali (e probabilmente peggiori!) che, in questi giorni, stanno mostrando i giornalisti italiani. Invece di partecipare al dolore, limitandosi ad informare sulla tragedia in corso, hanno davvero dato il peggio di sé stessi in molti casi.

Si comincia con un video che all'inizio non riuscivo a credere che fosse vero. Invece ne hanno parlato radio, blog e Striscia: è andato davvero in onda martedì al termine del tg1 delle 13.30. Oltre un minuto in cui la giornalista si vanta degli ascolti del giorno precedente, cioè del giorno del terremoto. Incredibile! Che vergogna!



E chiudiamo con questo servizio di Striscia in cui, per par condicio, si vedono le interviste assurde (e al limite della decenza) fatte dai giornalisti di Matrix. Guardate per credere....




Se consideriamo che anche in un settore più "leggero", come l'informazione di spettacolo, si copiano tranquillamente le notizie senza citare le fonti, addirittura inventandosi dettagli aggiuntivi così per fare colore (vedete questo articolo di BadTaste sul recente pesce d'aprile), ne esce davvero un quadro desolante. Naturalmente non si può (e non si deve) fare un discorso generalizzante, ma se anche le "vette" del giornalismo (tg1 e tg5) danno questi esempi, c'è davvero poco da dire. Intanto la cosa migliore da fare è... cambiare canale e passare a SkyTG24 (che è davvero la migliore testata giornalistica italiana. Lo potete seguire sul loro sito in live streaming gratis), a canali informativi stranieri o alla carta stampata.

mercoledì 8 aprile 2009

Devastazione a L'Aquila

Ho già parlato più volte di The Big Picture, bellissima rubrica del Boston Globe con foto davvero uniche dal mondo. Questa volta si parla della tragedia che ha colpito l'Abruzzo con il terremoto dello scorso lunedì. Quante emozioni che possono essere trasmesse con una "semplice" fotografia! Incredibile! Vi lascio a questa carrellata di scatti, senza aggiungere altro: http://www.boston.com/bigpicture/2009/04/the_laquila_earthquake.html

lunedì 12 gennaio 2009

Studio all'Aperto

Mi dispiace di essere un po' in ritardo, ma non potevo evitare di parlarne!
Come sapete, nei giorni scorsi, c'è stata una nevicata molto forte nel Nord, in particolare a Milano e Torino. Studio Aperto, tanto per confermare di essere Milano-centrico, ha deciso di fare l'intero notiziario dalle strade innevate del capoluogo meneghino. Sempre per l'occasione del tutto particolare è stato approntato addirittura un secondo collegamento da un'altra area di Milano. Tutto encomiabile, se non fosse che il collegamento era a soli 10 metri dalla postazione "fissa". Guardate il filmato di Striscia la Notizia, che ha smascherato il trucco. Non c'è altro da dire: questo è l'ennesimo tipico esempio del giornalismo di qualità italiano, no?


Un "fenomenale" Studio Aperto - by Striscia
by giosco


Via | Digital Sat Magazine

mercoledì 22 ottobre 2008

Forze dell'Ordine contro le Occupazioni

Sembra impossibile, ma è quello che ha detto oggi Berlusconi in una conferenza stampa, in cui, per l'ennesima volta, non si è deciso nemmeno di provare a sentire le ragioni della protesta, ma di continuare a procedere come un rullo compressore verso l'approvazione dei decreti sull'istruzione e l'università.
A questo punto, speriamo davvero che non partano gli ordini. Non hanno imparato la lezione di Genova? Intervenire sulla folla può solo causare tragedie irrimediabili, che rendono del tutto. Addirittura anche i giovani di AN si sono detti contro questa posizione (qui)!
Speriamo, piuttosto, che, nonostante il sempre più forte arroccamento del governo, possa partire in extremis un vero dialogo con il mondo universitario, come auspicato anche nella lettera del Presidente Napolitano, inviata oggi a tutti gli studenti, ricercatori e docenti universitari. Aspettando nuovi sviluppi, intanto oggi la Hack ha fatto lezione in Piazza Signoria. Questa iniziativa, che ormai si ripete da diversi giorni qui a Firenze, mi sembra una protesta civile e davvero tra le più riuscite. Peccato che, tra tesi ed esami, non abbia trovato ancora il tempo di parteciparvi.

domenica 19 ottobre 2008

Appello per l'Università

In questi giorni stiamo osservando vastissime proteste contro il ministro Maria Stella Gelmini e le sue riforme, avallate dal ministro Tremonti e dal governo di centro-destra. In realtà si sta parlando di due provvedimenti diversi: uno che riguarda la scuola italiana, che sta passando ora a suon di voti di fiducia in parlamento, ed uno sull'università, il decreto 133, che si appresta ad essere approvato in maniera analoga, senza che si sia nemmeno intavolato un dialogo con le due parti in causa: il mondo della scuola e dell'università.

Parlando in particolare di quest'ultimo, che, essendo nell'ambiente universitario, mi trova certamente più informato, piuttosto che riassumete tutto di persona, preferisco riportarvi questo articolo pubblicato su Nature. Il nostro presidente del consiglio potrebbe certamente dire che è l'ennesimo giornale fazioso di sinistra, ma, in realtà, questo è il Giornale per eccellenza della scienza mondiale, pubblicato negli Stati Uniti. Trovo che l'articolo sia sufficientemente graffiante e piuttosto chiaro su quale sia la situazione attuale (ho sottolineato in grassetto alcune parti più rilevanti):

Editorial
Nature 455, 835-836 (16 October 2008)

doi:10.1038/455835b; Published online 15 October 2008

Cut-throat savings

In an attempt to boost its struggling economy, Italy's government is focusing on easy, but unwise, targets.


It is a dark and angry time for scientists in Italy, faced as they are with a government acting out its own peculiar cost-cutting philosophy. Last week, tens of thousands of researchers took to the streets to register their opposition to a proposed bill designed to control civil-service spending (see
page 840). If passed, as expected, the bill would dispose of nearly 2,000 temporary research staff, who are the backbone of the country's grossly understaffed research institutions — and about half of whom had already been selected for permanent jobs.

Even as the scientists were marching, Silvio Berlusconi's centre-right government, which took office in May, decreed that the budgets of both universities and research could be used as funds to shore up Italy's banks and credit institutes. This is not the first time that Berlusconi has targeted universities. In August, he signed a decree that cut university budgets by 10% and allowed only one in five of any vacant academic positions to be filled. It also allowed universities to convert into private foundations to bring in additional income. Given the current climate, university rectors believe that the latter step will be used to justify further budget cuts, and that it will eventually compel them to drop courses that have little commercial value, such as the classics, or even basic sciences. As that bombshell hit at the beginning of the summer holidays, the implications have only just been fully recognized — too late, as the decree is now being transformed into law.

Meanwhile, the government's minister for education, universities and research, Mariastella Gelmini, has remained silent on all issues related to her ministry except secondary schools, and has allowed major and destructive governmental decisions to be carried through without raising objection. She has refused to meet with scientists and academics to hear their concerns, or explain to them the policies that seem to require their sacrifice. And she has failed to delegate an undersecretary to handle these issues in her place.

Scientific organizations affected by the civil-service bill have instead been received by the bill's designer, Renato Brunetta, minister of public administration and innovation. Brunetta maintains that little can be done to stop or change the bill — even though it is still being discussed in committees, and has yet to be voted on by both chambers. In a newspaper interview, Brunetta also likened researchers to capitani di ventura, or Renaissance mercenary adventurers, saying that to give them permanent jobs would be "a little like killing them". This misrepresents an issue that researchers have explained to him — that any country's scientific base requires a healthy ratio of permanent to temporary staff, with the latter (such as postdocs) circulating between solid, well equipped, permanent research labs. In Italy, scientists tried to tell Brunetta, this ratio has become very unhealthy.

The Berlusconi government may feel that draconian budget measures are necessary, but its attacks on Italy's research base are unwise and short-sighted. The government has treated research as just another expense to be cut, when in fact it is better seen as an investment in building a twenty-first-century knowledge economy. Indeed, Italy has already embraced this concept by signing up to the European Union's 2000 Lisbon agenda, in which member states pledged to raise their research and development (R&D) budgets to 3% of their gross domestic product. Italy, a G8 country, has one of the lowest R&D expenditures in that group — at barely 1.1%, less than half that of comparable countries such as France and Germany.
The government needs to consider more than short-term gains brought about through a system of decrees made easy by compliant ministers. If it wants to prepare a realistic future for Italy, as it should, it should not idly reference the distant past, but understand how research works in Europe in the present.


Queste sono tutte cose che ho spiegato a quelli con cui ho avuto modo di parlare in questi giorni di questa situazione e mi fa (tristemente!) piacere vedere come sia il punto di vista condiviso da tutta la comunità scientifica mondiale: ci stiamo facendo del male da noi stessi. La ricerca non è una semplice voce costi da tagliare a piacimento in caso di necessità: è la base per la ricchezza di un paese e del suo mantenimento fra quelli più industrializzati del mondo. Non mi stancherò mai di far notare come il famoso prestito ponte di Alitalia, che le ha permesso di bruciare altri 300 milioni di euro per la sopravvivenza della compagnia di bandiera fino a settembre, sono stati presi direttamente dai finanziamenti al ministero dell'innovazione. E questo è solo l'esempio più recente: a Natale ci fu lo sciopero dei trasportatori su strada che videro paralizzare l'Italia. In extremis si trovarono 30 milioni di euro per la categoria che, come sempre, vennero tolti dai finanziamenti alla ricerca previsti nella finanziaria! Questa storia deve finire, altrimenti sì che il nostro paese non potrà sollevarsi dal lento declino in cui è sceso! Vorrei far notare come questi episodi si riferiscano a due diversi governi (Prodi e Berlusconi), a dimostrare che, su questo aspetto, la totale miopia della classe politica è trasversale a tutti gli schieramenti!

A Firenze sono state prese molte azioni di protesta: occupazioni, lezioni in piazza, manifestazioni, ... Tutte davvero molto importanti, anche se spesso rimaste come grida nel vuoto, inascoltate da tutti. Francamente trovo davvero assurde le frasi del ministro Brunetta sui ricercatori (che dovrebbero essere sempre precari per poter essere menti libere). Sembra siano ispirate a quei film in cui lo scienziato deve costruire qualcosa per i cattivi di turno per essere liberato e, solo perchè minacciato, riesce a farlo in pochissimo tempo... forse hanno davvero visto troppi film!

Adesso finalmente la Facoltà di Scienze MFN si è unita per chiedere al Rettore di portare questo messaggio condiviso da professori e studenti alla CRUI (la Conferenza dei Rettori), unica in grado di farsi sentire dal governo, nella speranza di essere ascoltati quantomeno per migliorare la legge in esame. Chissà se saranno disposti a sentire qualcuno. Per spingere il rettore a procedere è stata aperta una petizione on-line che ha quasi raggiunto 1000 firme. Vi chiedo di firmare tutti, studenti e semplici lettori di questo blog:


Infine, per chi volesse sentire un approfondimento dell'ottima Repubblica Radio TV, vi rimando alla seguente Tavola Rotonda di venerdì scorso:
http://tv.repubblica.it/palinsesto/2008-10-17/6997

Cercherò di tenervi aggiornati su eventuali sviluppi della vicenda. Speriamo che, per una volta, la nostra classe politica riesca a sorprenderci tutti!

domenica 21 settembre 2008

Il Cavaliere Bianco per Alitalia?

Ah, ecco! Dopo aver perso settimane a dire che la CAI era l'unica alternativa per Alitalia, oggi viene fuori che la divisione in good e bad company può permettere l'acquisto della prima a qualunque soggetto (leggete qui). Che salti fuori di nuovo Air France all'ultimo minuto? Oppure arriverà il Cavaliere Bianco teutonico (Lufthansa)? Forse però è davvero troppo tardi e, almeno su questo, ha ragione Berlusconi (che comunque ha la colpa principale per aver portato la compagnia a questo baratro). Ma perché non si è tentato fin dall'inizio una trattativa multipla? Certo che alcuni dipendenti Alitalia visti in questi giorni forse non meritano il salvataggio in extremis, ma, per il bene dei lavoratori e di un'azienda fondamentale al paese, non resta che sperare che salti fuori davvero qualcuno in extremis che, come dicono negli USA, possa salvare il giorno!
Non espando troppo il mio pensiero visto che la situazione è in continua evoluzione. Intanto vi consiglio la lettura di questo fondo di Scalfari, con il quale mi trovo largamente d'accordo. Staremo tutti a vedere al finestrino...

martedì 1 luglio 2008

Viva Espana!

Foto dal Corriere della Sera

Scusate il ritardo, ma non potevo non parlarne. Domenica si è chiuso l'europeo con la meritata vittoria della squadra che ha espresso il gioco più travolgente: la Spagna. Complimenti dunque al vincitore, ma, alla luce di questo, non possiamo che considerare sotto una luce diversa la sconfitta ai rigori dell'Italia con la vincitrice.
Abbiamo fatto un europeo orribile all'inizio, ma la squadra, di partita in partita, è migliorata notevolmente. La partita con la Spagna non è stata certamente bella, ma è un dato di fatto che siamo stati perfetti in difesa e siamo riusciti a imbrigliare il potentissimo attacco spagnolo. Se solo avessimo avuto un po' più forza al centrocampo e in attacco, magari non ci saremmo nemmeno arrivati ai rigori. Qui, certo, troviamo una nuova colpa di Donadoni: se non credeva in Borriello e Quagliarella, perché non ha convocato Inzaghi e Iaquinta che avrebbero garantito buone rese anche in 20 minuti alla fine delle partite? Peccato poi che non è stato tenuto Montolivo, che sicuramente avrebbe sostituito Pirlo al meglio.
Ormai comunque è inutile recriminare: Donadoni se è andato e abbiamo avuto l'ennesima Restaurazione. Speriamo che con Lippi si riformi quella miscela perfetta che ci ha dato lo squadrone di Germania 2006. Appuntamento tra un anno per la Confederations Cup. Vedremo cosa combineremo! Forza Azzurri, comunque!

sabato 21 giugno 2008

Viva la Vida, dopotutto!

Ciao a tutti!
Eccoci qua a una settimana dall'ultimo post. Sono stati giorni molto intensi, visto che ho dovuto terminare la preparazione di Chimica Organica Superiore (solo il nome mette paura, eh?), uno degli esami più grandi della laurea specialistica! Naturalmente la preparazione mi ha un po' assorbito e da qui viene l'assenza da queste "amate" pagine.


Nel frattempo, i nostri azzurri si sono saputi dimostrare all'altezza, dando finalmente una prova convincente contro la Francia che, assieme alla sportività degli olandesi, ci ha regalato la grande sfida con la Spagna di domani, speriamo bene! Il sondaggio, che aprii subito dopo la sconfitta con l'Olanda, non era molto ottimista, ma, ormai, i pronostici contano poco. Se saremo una grande squadra, come sappiamo, gli spagnoli non potranno far altro che perdere!!!


Sempre in questa settimana è uscito Viva la Vida. Dell'album ne abbiamo già parlato nel post precedente, adesso potete lasciare una vostra rapida opinione tramite il nuovo sondaggio!


Dunque, Viva la Vida, dopotutto, e... Forza Azzurri!!!

martedì 10 giugno 2008

Dove sono i campioni del mondo?

Foto da Corriere.it

Ieri sera c'eravamo (quasi) tutti da Mattia per il nostro "rito" che si ripete ogni 2 anni per le partite dell'Italia... solo che non c'era l'Italia! Una squadra stanca, che non è stata trascinata dai leader del mondiale (Cannavaro, dove sei?) e ha preso 3 sberle senza uno straccio di gioco e di onore. Donadoni, che a me non sembra così incapace in generale, ieri sera ha davvero sbagliato tutto: la formazione, i tempi dei cambi, la motivazione della squadra.
Poco importa che il primo gol fosse scandalosamente irregolare (qualunque interpretazione dia la FIFA). Ieri sera la difesa, che aveva preso 2 gol in tutto il mondiale del 06, semplicemente è stata assurda: hanno preso 2 gol in contropiede come gli ultimi arrivati. Il centrocampo, tutto milanista (infatti il Milan ha fatto molto meglio della Roma, eh?) non ha filtrato nè costruito gioco (Pirlo l'unico che si salva). L'attacco è stato poco incisivo, con DiNatale evanescente e Toni solissimo e sciupone (s'è mangiato un gol!).
Quindi, come ha detto Buffon, hanno sbagliato tutti. Non resta che rimboccarsi le maniche e cercare di tirarsi fuori da questa situazione... ma martedì c'è la Francia e, ormai, il pareggio potrebbe non bastare!
Io resto comunque ottimista: possiamo davvero raschiare il barile e, cambiando nettamente la formazione per le prossime partite, riuscire a qualificarci. Poi, chissà che potrebbe succedere.

Voi che ne pensate? Lasciate un commento e votate per il nuovissimo sondaggio che si chiuderà proprio alla vigilia di Italia-Francia! Forza Azzurri!

sabato 7 giugno 2008

Chiudete le valigie!

Sembra ieri che abbiamo assistito a quella cavalcata trionfale che sono stati i Mondiali di Germania del 2006. Le telecronache di Caressa ci hanno meravigliosamente accompagnato in quei giorni (vedere YouTube per chi purtroppo se lo fosse perso!). Oggi, proprio nel disinteresse dei più come allora, cominciano gli Europei di Austria-Svizzera. Certo, torneremo al "classico" commento della Rai, ma le emozioni saranno sempre le stesse! Forza azzurri! Il girone è durissimo, ma ce la possiamo fare!
Fateci tifare fino all'ultimo e, come allora, riuniteci tutti a cantare di nuovo... popopopopo!!!