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venerdì 15 maggio 2009

Viva i Coldplay!


Che grandi, che sono i Coldplay!!! Il loro ultimo disco è stato l'album dell'anno per il 2008. Stanno avendo un successo stellare con una turnee lunghissima (anche 3 concerti a settimana da più di un anno!) e invece di cavalcare questo successo appioppandoci l'ennesimo live che tutti i fan naturalmente comprerebbero, loro cosa fanno? Decidono di REGALARLO a tutti, rendendolo disponibile per il download oggi sul loro sito web! Mitici!!!

E non è tutto: d'ora in poi verrà regalato a tutti i fan presenti ai loro concerti in forma fisica! Altro che combattere la pirateria come stanno facendo con leggi scellerate in Francia (leggete qui). Ancora una volta sono davvero contento di averli premiati comprando l'album originale a suo tempo. E' un gruppo che se lo merita, per la bellissima musica, ma anche per il modo in cui vivono di essere una delle band più famose al mondo (beneficenza, pubblicità al fair trade, ecc.). Non posso che dire, ancora una volta... Viva i Coldplay!

Se volete scaricare l'album live, andate qui: http://lrlrl.coldplay.com/leftright.html

lunedì 23 febbraio 2009

Making the Technicolor

Qualche tempo fa vi avevo anticipato del nuovo video dei Coldplay (Life in Technicolor II). Oggi, su coldplay.com hanno pubblicato anche il making of, altrettanto carino da vedere:

giovedì 22 gennaio 2009

Life in Technicolor

Mentre ancora è possibile sentire in tutte le radio italiane Lovers in Japan, i Coldplay si preparano al nuovo singolo, che, tra un mesetto circa, inizierà ad accompagnare la nostra primavera: è Life in Technicolor II (cioè la versione cantata e non strumentale, presentata la prima volta in Prospekt's March). La canzone è davvero bella, ma il video, presentato in anteprima da ieri, è fortissimo! Non vi anticipo nulla. Guardate voi stessi!

giovedì 11 dicembre 2008

Un assaggio autunnale

Come ogni autunno, nel periodo fra ottobre e dicembre, escono una marea di dischi, film, libri, tutti con l'obiettivo di diventare "regalini" per il Natale successivo. E' andata così anche quest'anno e, nel giro di alcune settimane, mi sono ritrovato quasi una decina di uscite imperdibili dei miei artisti preferiti e alcune novità davvero interessanti. Visto che il tempo è sempre così poco (e ne approfitto per scusarmi dei davvero scarsi aggiornamenti delle ultime settimane!), ho pensato che, invece di una serie di recensioni che chissà quando avrei concluso, vi potevo fare una veloce carrellata, con le mie opinioni "a caldo" dopo alcuni ascolti. Quindi eccoci qua:

Coldplay - Prospekt's March
I Coldplay colpiscono ancora, con questo "addendum" all'album Viva la Vida, che ha avuto così tanto successo. Questo EP, la cui copertina presenta ancora una volta un dipinto di Delacroix, è composto da 8 tracce, di cui ben 3 sono versioni b-side dell'album principale: Life in Technicolor II, Lovers in Japan e Lost +. Le prime due sono strepitose (anche se le differenze tra Lovers vecchia e nuova sono davvero minime), mentre Lost+ è quantomeno stravagante, visto che unisce il canto di Chris Martin al rap di Jay-Z. Fra le altre tracce sono molto belle Glass of Water e Rainy Day (assolutamente sperimentale). Insomma, un regalo a tutti noi fan davvero gradito!

Negramaro - San Siro Live
Preannunciato fin dal mitico concerto di Giugno, è finalmente arrivato il cofanetto con CD e DVD. Si vede che è stato realizzato con molta cura, visto che, oltre ai brani live, vi sono ben 2 brani nuovi, Meraviglioso e Blucobalto, e 2 riarrangiamenti realizzati appositamente per il concerto: la Finestra, con Mattafix (che, lo so, piace solo a me!), e Solo per Te. Assolutamente meravigliosi gli 8 minuti della bonus track finale: Blucobalto in versione acustica!

Tiziano Ferro - Alla Mia Età
L'ultimo album di Tiziano Ferro è davvero bellissimo e segna il suo ingresso nel novero dei cantanti "big" della canzone italiana. So che molti di voi sorrideranno, ma le sue collaborazioni (reciproche) con Battiato, Fossati e Mannoia sono le prove che nemmeno dai più grandi è più sottostimato e questo dovrebbe convincere anche i più scettici. Se non ci credete provate a sentire l'album. Riesce davvero a trasmettere emozioni: amore e sentimenti emergono dalle canzoni, con il solito stile inconfondibile di Tiziano. Particolarmente belle sono Alla Mia Età, Indietro, La Paura non Esiste, Il Regalo più grande e La Traversata dell'Estate. Quest'ultima potrebbe diventare davvero il tormentone dell'estate (ma anche Indietro, in effetti lo potrebbe diventare!). Grande Tizzi!

Enya - And Winter Came
Il nuovo album di Enya segue molto da vicino il suo precedente lavoro, Amarantine, e devo ammettere, che mi dispiace un po'! La musica di Enya è sempre bella da sentire, ma siamo ben lontani dalle atmosfere bellissime che regalava A Day Without Rain, album del 2001. Qui l'inverno è fin troppo presente e mancano quei brani allegri che, almeno a me, piacciono così tanto. Il brano più interessante, comunque, è Trains and Winter Rains. Aspettiamo il prossimo!



Franco Battiato - Fleurs 2

Il nuovo album di Battiato ci regala, nel suo singolo inedito, Tutto l'Universo Obbedisce all'Amore, uno dei migliori brani degli ultimi anni, davvero meraviglioso (ne avevo già parlato qui). Il resto dell'album, nello stile degli altri Fleurs, presente delle cover fortemente personalizzate dal maestro. A me è piaciuta particolarmente Il Carmelo di Echt. Per Battiato, comunque, sono necessari molti ascolti per avere un'idea chiara dell'album. Non mancherò in queste feste!

Killers, Keane e Travis



Negli ultimi mesi sono usciti 3 album davvero imperdibili. Mentre sia i Keane, che i Travis, li conoscevo da tempo, i Killers sono stati una vera scoperta! Ho sentito in tempi non sospetti (fine ottobre!) Human in radio e, da lì, sono risalito alla loro breve, ma davvero promettente, discografia. Anche se sono originari di Las Vegas, Nevada, si inseriscono nel solco della grande tradizione inglese dell'indie rock, che sto indagando con sempre maggiore interesse negli ultimi mesi. Sono tutti album da ascoltare (sopratutto Sawdust!).
In realtà sia per i Keane che, soprattutto, per i Travis, questi album rappresentano veri punti di svolta, con un'evoluzione marcata nelle rispettive sonorità. Particolarmente belle sono le due title track: per i Keane, Perfect Symmetry e per i Travis, J.Smith. Nell'album dei Travis è davvero imperdibile anche Song to Self, più vicina allo stile classico dei Travis.


Ken Follett - Mondo Senza Fine (voto 4/5)
Anche se non è un disco, approfitto di questo lungo spazio di recensioni, per aggiungere quella del libro che ho appena finito, il seguito de I Pilastri della Terra (che ho letto questa estate, la mia recensione è qui): Il Mondo Senza Fine. Come dice Ken Follett nella prefazione, era difficile dare un seguito alla storia precedentemente narrata e, infatti, questo non è propriamente un seguito: siamo a due secoli dai fatti narrati nei Pilastri, nella stessa città, ma con nuovi problemi e tutta una serie di nuovi protagonisti, buoni e cattivi che, ancora volta, sono seguiti nell'arco di una vita, da bambini, fino alla vecchiaia. Motore degli eventi, questa volta, è l'arrivo della Peste Nera che, a partire dal suo arrivo in Europa, nel 1348, si propagò micidialmente ovunque, arrivando ad uccidere 1 persona su 5! I nostri protagonisti subiranno lo sconforto e tutte le tragedie legate a tale flagello, ma, grazie alla loro determinazione, al venir meno di ogni speranza nei metodi tradizionali, risponderanno, di fatto, con la nascita della medicina moderna.
Benchè sia scritto benissimo, come al solito con Follett, il libro non è certamente all'altezza del primo volume, ma riesce comunque a regalare una trama costruita come un mosaico, dove davvero pochi pezzi sembrano fuori posto. Da leggere di sicuro per tutti quelli che hanno apprezzato i Pilastri della Terra.

Uhm. Credo di aver finito, che dite? E io che pensavo di essere più breve a scrivere delle minirecensioni, eh, eh!

martedì 30 settembre 2008

Viva la vita degli innamorati in giappone!




Ragazzi, che serata! Ammetto che non ho una grande esperienza di concerti (anche se nell'ultimo anno ho recuperato un bel po'!), ma, a mio parere, quello che ieri sera ho vissuto con Alberto e Serena (il nostro mitico trio di fan!) a Bologna è stato uno spettacolo assoluto! Avevo avuto modo di ascoltare un paio di live dei Coldplay e avevo capito che per loro questi rappresentano davvero l'occasione per dare ai fan un prodotto unico, per molti versi superiore all'album stesso (a tal proposito vi consiglio di reperire il mitico concerto Austin Limits del 2005). L'impatto comunque è stato davvero incredibile: scenografie fantastiche e indimenticabili, con giochi di luce e laser, sfondi che cambiano continuamente, la band (e Chris Martin in particolare) che si sposta di continuo in punti diversi del palazzetto, dove cambia completamente il proprio stile passando dal techno-remix, come per Talk, al semiacustico di The Scientist, al pianoforte solo di Chris Martin in The Hardest Part! I momenti più belli sono stati tre: Clocks, arrivata all'inizio, ma davvero travolgente, Viva la Vida, che abbiamo cantato e ballato tutti assieme proprio come un "inno alla gioia" e la meravigliosa Lovers in Japan, durante la quale ci hanno regalato un momento unico: una pioggia di farfalle di carta velina che ci ha sommerso ed emozionato!

Insomma davvero una bellissima esperienza. Ieri si vociferava di un loro concerto a San Siro nella prossima estate (sarebbe il primo!): se davvero lo faranno non potrò davvero mancare!
Se volete saperne di più vi rimando alle mie foto su Flickr e ai filmati su YouTube (mi scuso fin da ora per la scarsa qualità dell'audio, ma i bassi la mia compatta proprio non li regge!). Ora vi lascio ad una recensione di Andrea Baglieri su fullsong.it:

I Coldplay al Palamalaguti di Bologna: cronaca di una serata speciale
Successo di pubblico e grandiosa partecipazione per la prima data italiana del Viva la Vida Tour.

I Coldplay sono tornati in Italia, ancora più sorprendenti ed esplosivi di tre anni fa. Nel novembre 2005 chi scrive ha assistito personalmente al loro concerto al Forum di Assago e, complice la discreta vicinanza al palco, si è potuto godere appieno della capacita dei quattro inglesi di essere tutt'uno con il loro pubblico.
Sinceramente non ci si aspettava che al PalaMalaguti di Bologna ieri potessero fare meglio. Non così tanto. Rispetto a tre anni fa i Coldplay sono maturati sia musicalmente - anche grazie all'apporto di Brian Eno, produttore storico degli U2 e di Viva La Vida or Death and All His Friends, ultimo album della band - sia nell'allestimento dello show, stupefacente sotto qualsiasi punto di vista.
Il concerto viene introdotto dal Valzer del Danubio Blu di Johann Strauss; il palco è nascosto da un telo semitrasparente che lascia intravedere l'ingresso dei quattro Coldplay sul palco per il loro primo pezzo: Life in Technicolor, strumentale che è anche il brano di apertura di Viva la Vida.
Cala il sipario e sullo sfondo possiamo ammirare il quadro di Eugène Delacroix che è presente sulla copertina dell'album. Il palco è sovrastato da diverse sfere bianche che sono state sapientemente usate per proiettare video e luci e dare un quadro nuovo ad ogni canzone. Tocco di originalità: il piccolo televisore sistemato di fianco alle tastiere di Martin che trasmette le immagini del concerto. Subito dopo Life in Technicolor è la volta di Violet Hill, primo singolo estratto dal nuovo album, immediatamente seguita da una delle loro più grandi hit: Clocks. Qui il pubblico viene inondato dalla luce di un laser variopinto. I brani di Viva la Vida, suonati tutti ad eccezione di Yes e Reign of Love, si alternano a quelli dei loro tre precedenti album, con una emozionante Fix You cantata quasi esclusivamente dal pubblico che ha letteralmente sovrastato la voce di Chris Martin, visibilmente emozionato per l'affetto che la platea italiana ha saputo regalare al suo gruppo.

Dopo le prime dieci canzoni appare improvvisamente un set di strumenti al fondo di una delle due passerelle che si estendevano in mezzo al pubblico. E' qui che i Coldplay regalano al pubblico la prima piccola sorpresa: un medley di God Put a
Smile Upon Your Face
e Talk in versione semi-techno, con Will Champion alla
batteria elettronica, seguito da una versione solitaria da parte di Martin di The Hardest Part e di Postcards from Far Away (brano escluso dalla tracklist di
Viva la Vida) al piano. Il prologo perfetto per l'apoteosi: il singolo Viva la Vida conferma il suo successo planetario con una partecipazione immensa del pubblico di Bologna. Il coro "ooh ooh ooh ooh ooh" viene ripetuto all'infinito dai fan che sembrano non volersi rassegnare alla fine di una canzone così bella e coinvolgente.

Quando sembra che il battito cardiaco abbia la possibilità di rallentare per un momento, la band stupisce ancora più di quanto si possa immaginare. La loro improvvisa sparizione dal palco dopo Lost! sembra la solita pausa che c'è in qualsiasi concerto prima delle ultime canzoni. Invece no: l'immagine del gruppo armato di chitarre acustiche appare sulle sfere giganti e la sorpresa si stampa sul volto del pubblico quando i riflettori si accendono sulle gradinate in fondo al palazzetto. Lì i Coldplay danno vita a una meravigliosa versione acustica di The Scientist, uno dei loro pezzi più belli, e di Death Will Never Conquer, altro inedito che non è riuscito a comparire nell'album, prima della vera pausa, scandita da un remix techno di Viva la Vida.

Il finale di concerto è mozzafiato. Politik, brano presente in A Rush of Blood to the Head, precede la meravigliosa Lovers in Japan, dove le luci e migliaia di farfalle di cartavelina danno al PalaMalaguti un'atmosfera primaverile e gioiosa. Death and All His Friends chiude il concerto, così come chiude l'album... O forse no? Già, perchè le luci del palazzetto non si accendono, anche se alcuni tecnici saliti sul palco ingannano buona parte del pubblico che ha iniziato ad avviarsi verso le uscite. I riflettori si illuminano di giallo, e la band torna sul palco per Yellow, il loro primo successo, per altro amatissimo da un pubblico che scandisce ogni parola nonostante la stanchezza e la poca voce rimasta.

Stavolta è davvero finita.I quattro ragazzi salutano il pubblico con affetto e le casse diffondono le note di The Escapist, che accompagna la gente a casa con ancora negli occhi le immagini di un concerto splendido. Sarà un giudizio di parte, ma il voto è un 10 e lode.

martedì 1 luglio 2008

La Vida va avanti!

Ed ecco che abbiamo chiuso anche il sondaggio sui Coldplay. In realtà non è che ha smosso più di tanta gente, eh? Comunque resta il fatto che l'album sia di indubbia qualità e, a tal proposito, vi rimando a un interessante commento di Ernesto Assante (qui). Dopo un'estate di ascolti potrò farmi un'idea ancora più completa del gruppo inglese, grazie al loro live che, per la prima volta, potrò vedere al Palamalaguti a Bologna, il 29 settembre! Ne riparleremo, dunque!

Intanto ho fatto partire il nuovo sondaggio sul film più atteso di questa estate: Il Cavaliere Oscuro, seguito di Batman Begins, film che, ad oggi, considero ancora il migliore mai tratto da un fumetto. L'attesa è davvero notevole, anche per la visione postuma del penultimo lavoro del compianto Heath Ledger nei panni di un memorabile (si dice, ad esempio, su Rolling Stone) Jocker. Staremo a vedere. Io sono già in attesa dell'uscita del 23 luglio. E voi? Votate (in tempi anche più lunghi, visto che forse una settimana è troppo poco!), tramite il nuovo widget dedicato ai sondaggi, che vizu fornisce gratuitamente!

Al prossimo commento sui sondaggi!

sabato 21 giugno 2008

Viva la Vida, dopotutto!

Ciao a tutti!
Eccoci qua a una settimana dall'ultimo post. Sono stati giorni molto intensi, visto che ho dovuto terminare la preparazione di Chimica Organica Superiore (solo il nome mette paura, eh?), uno degli esami più grandi della laurea specialistica! Naturalmente la preparazione mi ha un po' assorbito e da qui viene l'assenza da queste "amate" pagine.


Nel frattempo, i nostri azzurri si sono saputi dimostrare all'altezza, dando finalmente una prova convincente contro la Francia che, assieme alla sportività degli olandesi, ci ha regalato la grande sfida con la Spagna di domani, speriamo bene! Il sondaggio, che aprii subito dopo la sconfitta con l'Olanda, non era molto ottimista, ma, ormai, i pronostici contano poco. Se saremo una grande squadra, come sappiamo, gli spagnoli non potranno far altro che perdere!!!


Sempre in questa settimana è uscito Viva la Vida. Dell'album ne abbiamo già parlato nel post precedente, adesso potete lasciare una vostra rapida opinione tramite il nuovo sondaggio!


Dunque, Viva la Vida, dopotutto, e... Forza Azzurri!!!

domenica 15 giugno 2008

Viva la Vida!

Finalmente è uscito il nuovo album dei Coldplay, atteso così tanto! In effetti, a un primo ascolto, non mi era piaciuto moltissimo, probabilmente perchè rappresenta davvero un taglio netto con il passato. Poi, però, ascolto dopo ascolto, lo sto assaporando sempre di più. Certo, non sono proprio i Coldplay che avevamo conosciuto fino ad oggi, però è indubbio che stanno seguendo un'evoluzione davvero interessante. A quanto ho capito pubblicheranno un nuovo album già nel 2009. A questo punto, forse, potremo tirare le somme definitive su questa nuova fase. Nel frattempo... Viva la Vida!

Vi allego una recensione (piuttosto tecnica, a dire il vero) delle 10 tracce che compongono l'album, tratta da un blog del Los Angeles Times:


1. "Life in Technicolor." A short instrumental overture in which shades of synthesizers gradually give way to a more driving guitar strum. A buoyant, Adam Clayton-like bass takes over the rhythm from some hand drumming, and the song wraps with some background "whoa-whoas." It doesn't really deliver on the Technicolor promise of the title, though. Though the song is dotted with a handful of headphone-worthy ticks, by tune's end Coldplay has turned a wordless tune into an arena hum, which more accurately captures the band's ambitions for the album.
2. "Cemeteries of London." The band reins things in here, and the first 30 or so seconds of the tune set up a murky, atmospheric number. "Save the nighttime for your weeping," Martin sings under a softly shifting foundation. But a guitar string arrives to cut through the ambient sounds, and a herald of "la-la-las" brings Coldplay back toward more conventional territory.
3. "Lost!" One of the album's best moments. The underlying church organ gets manipulated ever so slightly as the song progresses. The pace never rises above a relaxed sway, but the hand claps and background harmonies make the song feel much more majestic than it really is. The bare frame allows plenty of room for Martin's warm, melodic vocals to soar and define the song.
4. "42." It's the Coldplay of old, with Martin + piano for the first minute and a half. Then the slight violin gives way to a more brute-force guitar, and the song flirts with Radiohead-like chaos, then segues into a shout-along chorus. Before it comes to a sudden halt, "42" briefly displays one of the album's more blatant and winning arena moments.
5. "Lovers in Japan / Reign of Love." Coldplay sounds a bit like old-school U2 here, with the drums and a piano in a gallop together. Guitars buzz, keyboards circle, and the whole thing sounds clean without coming off as overproduced. The latter half of the tune descends into balladry but mucks up the traditional Coldplay sound just enough to keep things interesting, thanks to some sedately vibrating electronics laid over a twinkling piano.
6. "Yes / Chinese Sleep Chant." Definitely an album-defining moment, with Coldplay framing giant stadium rock with a bit of prog and experimental tendencies.With two songs back to back with multiple parts, Coldplay is more deeply exploring its art-rock side, and creating mainstream-friendly cuts that should set the album up for a massively successful tour and plenty of Grammy accolades. For the first half of the song, Martin's voice is turned down into almost a bellow, and the song is touched up with Middle Eastern flourishes. The latter half is evidence that Coldplay can be a fascinating band when it chooses. Martin's voice is lost in a wash of guitars and effects, stripping Coldplay of its most accessible weapon, and burying the wishy-washy lyrics. Instead, the song fashions melodies out of distortion. Only problem: It hints at just how much more interesting this album could have been.
7. "Viva La Vida." The album's current and ubiquitous single. Buoyant, triumphant strings, flashes of twinkling electronics, a toe-tapping tom-tom beat and all sorts of Biblical references to remind everyone that something important is being talked about here.
8. "Violet Hill." The first song that surfaced from the album, and still the most aggressive cut on the set. The song's first guitar crush arrives after a lengthy ambient intro, and brings an electrifying jolt to the striking piano melody. Martin brings a booming confidence to his vocals that has been more evident in Coldplay's live shows than on record.
9. "Strawberry Swing." After the easy-to-hum melodies of "La Vida" and "Violet Hill," things start to wind down a bit. "Strawberry Swing" is a low-key affair, the kind of song one might hear over the end credits of a romantic comedy. Its slightly manipulated '60s-influenced psychedelic instrumentation and midway breakdown bring a bit more artiness to the song than it can handle, with Martin chiming on about what a "perfect day" it is.
10. "Death and All His Friends / The Escapist." Opening with just vocal and piano, Martin sings: "Come over / Just be patient / Don't worry." It's all a bit Hallmark-ish and recalls some of Coldplay's more mawkish works. The song eventually builds to a stomping piano and guitar thump, and some slinky keyboard affects put emo front and center, the song dissolving into a showcase for his lovely ambient touch. In the end, it's a tune that will sound great at a dinner party.