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venerdì 15 luglio 2011

It all ends


E così, alla fine, siamo giunti alla conclusione della saga di Harry Potter. Che dire: l'emozione è stata veramente tanta! Anche se, ovviamente, assolutamente niente in confronto alle emozioni uniche che mi diede la lettura del libro nel lontano 2008...

Fatto questo doveroso inciso veniamo al film... OCCHIO AGLI SPOILER. Diciamo innanzitutto che, purtroppo, il film semplicemente non è all'altezza del libro: non è affatto un film brutto... ma, piuttosto, un insieme di alti e bassi che, alla fine lasciano davvero un po' l'amaro in bocca.
Iniziamo con le cose positive: è molto aderente al libro (e questo, per la saga di Harry Potter, è stato sempre un vero valore aggiunto) e rappresenta davvero la "prova più convincente" di tutto il cast, con vette veramente alte come quella di Rickman nei panni di Piton. Ci sono alcune perle veramente piacevoli, come la scena del Pensatoio (bellissima!), quella di King's Cross "paradisiaca" e tutta la sequenza della caccia al Diadema di Corvonero ad Hogwarts.
Molte altre, cose, però, sono davvero deludenti, come l'attacco alla Gringotts e, soprattutto, la battaglia finale stessa: non è "fatta male", ma semplicemente poco riuscita. Si ha la sensazione che stavolta sia davvero mancato un "esperto" del genere "war movie", uno alla Jackson, Scott o Spielberg, per indentersi: vediamo combattere per la vita i nostri beniamini, che abbiamo visto crescere con noi nei film precedenti... ma la battaglia non riesce mai a coinvolgere appieno, mai ad esaltare ed angosciare come dovrebbe. Tutto scorre, rapidamente e indolore (comprese terribili morti che ben altro pathos avrebbero dovuto avere) e si arriva quasi scivolando alla sfida finale. Resta il fatto che qualcosa non ha funzionato ed è un vero peccato per quello che avrebbe potuto rappresentare (una battaglia stile Signore degli Anelli, appunto). Comunque proprio il gran finale resta IL PUNTO veramente più deludente. Non si capiscono moltissime cose, come il fatto che Harry sia diventato Master of Death e, ancora più grave, dal mio punto di vista, COME Harry sconfigge Voldemort: nel film svanisce incenerendosi senza un apparente motivo, mentre, nel libro viene chiarito come Harry, anche questa volta, non usi l'attacco, ma il SUO incantesimo di difesa preferito, quello usato in tutti i momenti difficili prima di ora: Expelliarmus. E' la superbia di Voldemort ad ucciderlo, non una qualsivoglia "supremazia magica" di Harry... ecco il vero finale del libro. Sarebbe stato doveroso, in un punto come questo, essere per quanto più possibili fedeli... Leggete qui sotto: riporto il finale del libro. Chi ha visto il film... giudichi cosa è meglio:

da Harry Potter e i Doni della Morte:
«Protego!» ruggì Harry, e il Sortilegio Scudo si allargò al centro della
Sala. Voldemort si guardò intorno cercandone l'origine e finalmente Harry
si tolse il Mantello dell'Invisibilità.
L'urlo di sorpresa, le acclamazioni, le grida di «Harry!», «È vivo!» furono
subito soffocati. La folla ebbe paura e il silenzio cadde improvviso e totale,
quando Voldemort e Harry si guardarono e cominciarono a muoversi
in cerchio uno di fronte all'altro.
«Non voglio aiuto» disse Harry, e nel silenzio assoluto la sua voce risuonò
come uno squillo di tromba. «Deve andare così. Devo essere io».
Voldemort sibilò, gli occhi rossi spalancati.
«Potter non voleva dire questo. Non è così che si comporta, vero? Chi
userai come scudo oggi, Potter?»
«Nessuno» rispose Harry semplicemente. «Non ci sono altri Horcrux.
Siamo solo tu e io. Nessuno dei due può vivere se l'altro sopravvive, e uno
di noi sta per andarsene per sempre...»
«Uno di noi?» lo schernì Voldemort. Ogni suo muscolo era teso e i suoi
occhi rossi erano immobili: un serpente pronto a colpire. «Pensi che sarai
tu, vero, il Ragazzo Che È Sopravvissuto per caso, solo perché Silente tirava
i fili?»
«È stato un caso quando mia madre morì per salvarmi?» chiese Harry.
Continuavano a spostarsi di lato, tutti e due, disegnando un cerchio perfetto,
mantenendo la stessa distanza l'uno dall'altro. Per Harry esisteva solo il
volto di Voldemort. «Un caso che io abbia deciso di combattere in quel
cimitero? Un caso che io non mi sia difeso questa notte, eppure sia sopravvissuto,
e tornato per combattere di nuovo?»
«Casi!» urlò Voldemort, ma ancora non colpì, e la folla era come pietrificata,
delle centinaia di persone che riempivano la Sala sembrava che solo
loro due respirassero. «Casi e fortuna e il fatto che ti sei rannicchiato a frignare
dietro le gonne di uomini e donne più grandi di te, e hai lasciato che
io li uccidessi al posto tuo!»
«Non ucciderai nessun altro questa notte» ribatté Harry. Ancora si muovevano
in cerchio e si fissavano, occhi verdi dentro occhi rossi. «Non potrai
uccidere nessuno di loro, mai più. Non capisci? Ero pronto a morire
per impedirti di fare del male a queste persone...»
«Ma non l'hai fatto!»
«... era mia intenzione, ed è questo che importa. Ho fatto quello che ha
fatto mia madre. Sono protetti da te. Non hai notato che nessuno dei tuoi
incantesimi funziona su di loro? Non puoi torturarli. Non puoi toccarli.
Non impari dai tuoi errori, Riddle, vero?»
«Tu osi...»
«Sì, io oso» continuò Harry. «Io so cose che tu non sai, Tom Riddle. Io
so molte cose importanti che tu non sai. Vuoi sentirne qualcuna, prima di
commettere un altro grosso errore?»
Voldemort non parlò ma continuò a muoversi in cerchio, e Harry seppe
di averlo ipnotizzato, per il momento pendeva dalle sue labbra, trattenuto
dalla vaghissima possibilità che Harry conoscesse davvero un ultimo segreto.
«È di nuovo l'amore?» ringhiò Voldemort, il volto da serpente contorto
in una smorfia di scherno. «La soluzione preferita di Silente, l'amore, che a
sentir lui vince la morte. Ma l'amore non gli ha impedito di cadere dalla
Torre e andare in pezzi come una vecchia statuina di cera. L'amore non ha
impedito a me di schiacciare quella Mezzosangue di tua madre come uno
scarafaggio, Potter... e pare che nessuno ti ami abbastanza da farsi avanti,
questa volta, a prendersi la mia maledizione. Quindi che cosa ti impedirà
di morire adesso, quando colpirò?»
«Una cosa sola» rispose Harry, e ancora si fronteggiavano, assorti l'uno
nell'altro, separati soltanto dall'ultimo segreto.
«Se non è l'amore che ti salverà, questa volta» insisté Voldemort, «devi
credere di avere una magia che io non ho, o un'arma più potente della
mia».
«Credo entrambe le cose» ribatté Harry, e vide la sorpresa balenare sul
volto di serpe e dissiparsi all'istante; Voldemort scoppiò a ridere e il suono
fu più spaventoso delle sue urla; folle e privo di gioia, echeggiò nella Sala
silenziosa.
«Tu credi di conoscere più magie di me?» chiese. «Di me, di Lord Voldemort,
che ha compiuto magie che Silente stesso non si era nemmeno sognato?»
«Oh, se l'era sognato eccome» rispose Harry, «ma lui ne sapeva più di
te, abbastanza da non fare quello che hai fatto tu».
«Vuoi dire che era un debole!» urlò Voldemort. «Troppo debole per osare,
troppo debole per prendere ciò che avrebbe potuto essere suo e invece
sarà mio!»
«No, era più intelligente di te. Era un mago migliore, un uomo migliore».
«Io ho provocato la morte di Albus Silente!»
«È quello che credi. Ma ti sbagli».
Per la prima volta, la folla che li attorniava si mosse e le centinaia di
persone lungo le pareti respirarono come una sola.
«Silente è morto!» Voldemort sputò queste parole contro Harry come se
gli potessero provocare un dolore insopportabile. «Il suo corpo marcisce
nella tomba di marmo vicino a questo castello, io l'ho visto, Potter, e non
tornerà!»
«Certo, Silente è morto» rispose Harry tranquillo, «ma non l'hai fatto
uccidere tu. Ha scelto lui come morire, con mesi di anticipo, ha programmato
tutto con l'uomo che credevi fosse il tuo servo».
«Che sogno infantile è questo?» chiese Voldemort, ma ancora non colpì,
e i suoi occhi rossi non si staccavano da Harry.
«Severus Piton non era tuo» spiegò Harry. «Piton era di Silente, di Silente
dal momento in cui hai cominciato a dare la caccia a mia madre. E
non te ne sei mai accorto, per via della cosa che non puoi capire. Non hai
mai visto Piton evocare un Patronus, vero, Riddle?»
Voldemort non rispose. Continuavano a girare come lupi pronti a sbranarsi.
«Il Patronus di Piton era una cerva» continuò Harry, «come quello di
mia madre, perché lui l'ha amata per tutta la vita, da quando erano bambini.
Avresti dovuto capirlo» aggiunse, vedendo le narici di Voldemort vibrare.
«Ti aveva chiesto di risparmiarla, no?»
«La desiderava, tutto qui» lo schernì Voldemort, «ma quando lei morì,
convenne che esistevano altre donne, di sangue più puro, più degne di
lui...»
«Naturale che ti abbia detto questo, ma è stato la spia di Silente dal momento
in cui la minacciasti e da allora ha lavorato contro di te! Silente stava
già morendo quando Piton l'ha finito!»
«Non ha importanza!» strillò Voldemort. Aveva seguito ogni parola con
attenzione rapita, ma ora scoppiò in una risata stridula e folle. «Non ha
importanza se Piton fosse mio o di Silente, o quali insignificanti ostacoli
abbiano cercato di mettere sul mio cammino! Io li ho schiacciati come ho
schiacciato tua madre, il presunto grande amore di Piton! Oh, ma tutto torna,
Potter, e in modi che tu non comprendi!
«Silente stava cercando di tenere lontana da me la Bacchetta di Sambuco!
Voleva che fosse Piton il vero padrone della Bacchetta! Ma io sono arrivato
prima di te, ragazzino... l'ho trovata prima di te, ho capito la verità
prima di te. Ho ucciso Severus Piton tre ore fa e la Bacchetta di Sambuco,
la Stecca della Morte, la Bacchetta del Destino è davvero mia! L'ultimo piano
di Silente è andato storto, Harry Potter!»
«Sì, è vero» concesse Harry. «Hai ragione. Ma prima che tu provi a uccidermi,
ti consiglio di pensare a quello che hai fatto... pensaci, e cerca in
te un po' di rimorso, Riddle...»
«Che cosa?»
Di tutte le cose che Harry gli aveva detto, più di ogni rivelazione o insulto,
niente sorprese Voldemort come questa. Harry vide le sue pupille ridursi
a fessure sottili, la pelle attorno agli occhi sbiancare.
«È la tua ultima possibilità» continuò Harry, «tutto ciò che ti resta... ho
visto quello che sarai altrimenti... sii un uomo... cerca... cerca un po' di rimorso...»
«Tu osi...?» ripeté Voldemort.
«Sì, oso» rispose Harry, «perché l'ultimo piano di Silente non si è ritorto
contro di me. Si è ritorto contro di te, Riddle».
La mano di Voldemort tremò sulla Bacchetta di Sambuco e Harry strinse
forte quella di Draco. Capì che era questione di secondi.
«Quella bacchetta non funziona ancora bene perché hai assassinato la
persona sbagliata. Severus Piton non è mai stato il vero padrone della Bacchetta
di Sambuco. Non ha mai sconfitto Silente».
«L'ha ucciso...»
«Non mi ascolti? Piton non ha mai sconfitto Silente! Hanno deciso insieme
la sua morte! Silente voleva morire imbattuto, essere l'ultimo vero
padrone della Bacchetta! Se tutto fosse andato come previsto, il potere della
Bacchetta sarebbe morto con luì, perché non gli sarebbe mai stata vinta!»
«Ma allora, Potter, è come se Silente l'avesse consegnata a me!» La voce
di Voldemort era intrisa di piacere malvagio. «Io ho rubato la Bacchetta
dalla tomba del suo ultimo padrone! Io l'ho portata via contro il desiderio
del suo ultimo padrone! Il suo potere è mio!»
«Ancora non capisci, Riddle? Possedere la Bacchetta non basta! Tenerla,
usarla non la rende davvero tua. Non hai sentito Olivander? È la bacchetta
che sceglie il mago... la Bacchetta di Sambuco ha riconosciuto un nuovo
padrone prima della morte di Silente, qualcuno che non l'ha mai nemmeno
sfiorata. Il nuovo padrone ha tolto la Bacchetta a Silente contro la sua volontà,
senza mai capire cosa aveva fatto, o che la bacchetta più pericolosa
del mondo gli aveva offerto la sua obbedienza...»
Il petto di Voldemort si alzò e si abbassò in fretta, e Harry avvertì la maledizione
in arrivo, la sentì crescere dentro la bacchetta puntata contro il
suo viso.
«Il vero padrone della Bacchetta di Sambuco era Draco Malfoy».
Una vacua sorpresa comparve per un attimo sul viso di Voldemort, poi sparì.
«Ma che importanza ha?» mormorò il Signore Oscuro. «Anche se tu avessi
ragione, Potter, non farebbe alcuna differenza per te e per me. Non
hai più la bacchetta di fenice: il nostro sarà un duello di pura abilità... e
dopo che avrò ucciso te, potrò occuparmi di Draco Malfoy...»
«È troppo tardi» osservò Harry. «Hai perso l'occasione. Sono arrivato
prima io. Ho battuto Draco settimane fa. Gli ho portato via questa».
Harry agitò la bacchetta di biancospino e sentì gli sguardi di tutti i presenti
su di essa.
«Quindi è tutto qui, capisci?» sussurrò. «La bacchetta che hai in mano sa
che il suo ultimo proprietario è stato Disarmato? Perché se lo sa... sono io
il vero padrone della Bacchetta di Sambuco».
Un bagliore d'oro rosso divampò all'improvviso nel soffitto incantato
sopra di loro e uno spicchio di sole accecante apparve sul davanzale della
finestra più vicina. La luce colpì i due volti nello stesso momento e quello
di Voldemort divenne una macchia infuocata. Harry udì la voce acuta strillare
e urlò anche lui la sua speranza estrema verso il cielo, puntando la
bacchetta di Draco.
«Avada Kedavra!»
«Expelliarmus!»
Lo scoppio fu come un colpo di cannone e le fiamme dorate che eruppero
tra loro, al centro esatto del cerchio che avevano disegnato, segnarono il
punto in cui gli incantesimi si scontrarono. Harry vide il lampo verde di
Voldemort urtare il proprio incantesimo, vide la Bacchetta di Sambuco volare
in alto, scura contro l'alba, roteare come la testa di Nagini contro il
soffitto incantato, verso il padrone che non avrebbe ucciso, che finalmente
ne entrava in pieno possesso. E Harry, con l'infallibile abilità del Cercatore,
la prese al volo con la mano libera mentre Voldemort cadeva all'indietro,
le braccia spalancate, le pupille a fessura degli occhi scarlatti che si giravano
verso l'alto. Tom Riddle crollò sul pavimento con banale solennità,
il corpo fiacco e rattrappito, le mani bianche vuote, il volto da serpente inespressivo
e ignaro. Voldemort era morto, ucciso dal rimbalzo della sua
stessa maledizione, e Harry fissava, con due bacchette in mano, il guscio
vuoto del suo nemico.
Se avete ancora voglia di leggere in giro. Questa recensione, pubblicata su Fantasy Magazine, è quella che mi trova più d'accordo. Buona lettura!
 
Harry Potter e i Doni della Morte - Parte II
Voto: 3,5/5

domenica 22 novembre 2009

In Noctem



Ho davvero apprezzato l'ultimo capitolo di Harry Potter (il sesto). Questo, nonostante le premesse non fossero buone dato che avevano confermato il regista (ma non lo sceneggiatore: questo forse stabilisce un po' di colpe!) del disastroso quinto film. Se escludiamo infatti qualche scivolata (ed alcune decisioni assurde nel finale che peggiora rispetto al libro, ma, per fortuna, riesce a mantenere un ottimo pathos), il film è davvero ben costruito e tutti gli elementi, dagli attori alla fotografia, funzionano davvero egragiamente. Particolarmente piacevole è anche la colonna sonora (anche qui una sorpresa, visto che Nicolas Hooper aveva un po' deluso nel quinto film), il cui brano più bello... non compare nel film, ma solo nel disco. La scena in questione, che presente questo bellissimo coro sul "tema di Silente" è stata infatti accorciata fino a rimuovere il brano "In Noctem", davvero toccante. Forse il film ci ha un po' perso, ma ora è possibile recuperare quella scena con questa clip. Godetevela!

lunedì 12 ottobre 2009

La Forza di L.A.



Altro evento imperdibile quello di giovedì sera: a Los Angeles c'era l'apertura dello Star Wars in Concert, concerto dedicato alle più belle sinfonie della saga di Lucas che, proprio il giorno prima, aveva avuto la prima al Nokia Theatre. Vorrei innanzitutto spendere due parole per la fantastica Nokia Plaza: si trova proprio di fronte allo Staples Center (foto qui). Insieme formano il complesso L.A. Live, che a me ha ricordato Potsdamer Platz o Piccadilly Circus (tra l'altro anche questa è in pieno centro a L.A.). Sembra davvero un posto davvero forte e non vedo l'ora di ricapitarci (aspetto l'inizio della stagione dei Lakers!!!).




Il concerto è stato molto bello, anche se, per un vero fan come me, non è sfuggito che i tanto decantati spezzoni dei film in alta definizione, proiettati sopra l'orchestra durante l'esibizione, erano in realtà presi pari pari dal DVD (che possiedo!) Star Wars: A Musical Journey, che regalarono ai fan insieme al CD della colonna sonora di Episodio III, nel 2005. Anche la scaletta del concerto è quasi la stessa e, mentre lì la narrazione era fatta da Palpatine (l'attore Ian McDiarmid), qui è Anthony Daniels (che faceva C-3PO) ad essere il narratore. Non mi ricordo i testi di preciso, ma ho il sospetto che anche quelli siano molto simili. Certo, lo spettacolo è la musica qui (e live è davvero bellissima!), però per una produzione così ben costruita (anche con i laser durante la Imperial March), potevano stare un po' più attenti a questi dettagli!




Comunque è stato una gran bella esperienza: Star Wars qui è davvero venerata alla follia. Non c'erano solo i ragazzi cosplay vestiti da jedi, soldato imperiale, Yoda (!), comuni anche da noi (quelli che frequentano Lucca Comics ne sanno qualcosa!), ma anche intere famiglie in cui genitori e bambini erano vestiti dai loro beniamini. Inoltre quante spade laser!

Ovviamente non poteva mancare il merchandising (vera origine della fortuna accumulata da Lucas) e, ovviamente, non potevo esimermi dal comprare qualcosina. Carino il poster cangiante, no?


mercoledì 16 settembre 2009

E tu cosa celebri?


Tutti (o quasi tutti) i bambini amano la Disney, ma spesso questo amore "primordiale" viene rapidamente sostituito dai nuovi interessi e la maggior parte delle persone si allontana piuttosto presto da questo universo bollandolo come "infantile". Quello che in realtà molti non sanno è che l'Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad avere un ottimo fumetto d'autore Disney. Fumetti che vengono pubblicati spesso direttamente su Topolino, assieme alle classiche storie a gag proposte per i più piccoli, ma che, invece, spesso nascondono alle spalle una preparazione ed uno studio che non ha nulla da invidiare ai più importanti autori di comics e graphic novel (si guardi ad esempio la parodia di Novecento, di cui ho parlato qui).

Leggendo Zio Paperone, defunta testata della Disney, ho potuto quindi leggere le meravigliose storie di maestri come Barks, Don Rosa, Scarpa, Rota e molti altri ed ho continuato ad apprezzare ed amare questo meraviglioso universo. Naturalmente un'altra emanazione dell'universo Disney, quella probabilmente più sognatrice e fantastica (nel vero senso della parola), è quella dei suoi meravigliosi parchi a temi: Disney non ha inventato solo Topolino, ma il concetto stesso di parco a tema, oggi così di successo ovunque (per restare vicino a casa nostra, basti pensare a Gardaland che fin dal nome riprende il più celebre Disneyland americano). Nei parchi a tema si può vedere un mondo meraviglioso, caramellosamente perfetto, così dolce. Quando si entra al suo interno sembra davvero di lasciare il nostro mondo per passare in una dimensione parallela, fatta di pura fantasia (anche il mondo perfetto che viene rappresentato, così reale, non è altro che parte stessa della fantasia. Nessuno si sognerebbe di dire che è il mondo "come dovrebbe essere"). Il motto ultilizzato a Disneyland è "Celebrate!": celebra ogni giorno, vivi il presente e cerca la felicità sempre... naturalmente si può vedere anche in modo scettico, ma penso davvero che questo ottimismo sia così meravigliosamente contagioso: chi, visitando Disneyland, non riusce almeno per qualche ora ad essere contagiato da questa atmosfera di buonumore e soddisfazione!


Il mondo Disney dunque è questo e molto altro: ormai è una major vera e propria, che produce film (Pixar, Miramax, Touchstone), tv (abc, espn) e molto altro (anche la Marvel, ultimamente). Proprio domenica scorsa si è conclusa D23 (Disney1923), la mostra/convention dedicata dalla Disney a tutti i suoi fan. La conferenza era proprio qua nell'O.C. e non potevo certo perdermela! Mi ha ricordato molto la nostra "provinciale" Lucca Comics, anche se in realtà di fumetti ce n'erano ben pochi (qui da anni non si pubblica nulla di nuovo, purtroppo), ma c'erano mille altre cose: stand sulla Walt Disney Pictures (con i suoi prossimi film, tra cui Alice nel Paese delle Meraviglie di Tim Burton, Tron, il Canto di Natale, The Princess and the Frog e una mostra dei costumi dei suoi grandi successi, Mary Poppins compresa!), stand sulla abc (che si occupa di news e grandi serie tv come la nuovissima FlashForward e le classiche Lost e Gray's Anatomy), mercatino di qualunque cosa collezionabile (e qui era davvero simile a Lucca!), dalle spille ai biglietti del parco del '56.


Essendo un evento mondiale la cosa più bella è stata certamente la conclusione: ci siamo riuniti tutti nell'Arena (il Palazzetto dello Sport adiacente) per un evento del tutto speciale: l'anteprima mondiale della riedizione 3D di Toy Story 1 e 2 (che qui negli USA usciranno come doppio spettacolo consecutivo a partire da ottobre)! Mi sono sentito davvero un VIP: all'ingresso addirittura ci hanno sequestrato cellulari e macchine fotografiche!
Ma la sorpresa più bella c'è stata poco prima del film: Lee Unkrich e Darla Anderson, rispettivamente regista e produttore di Toy Story 3, in uscita a giugno dell'anno prossimo, sono saliti nel palco e ci hanno regalato uno show che probabilmente qui sarà anche comune (a me ha ricordato i keynote dell'Apple che si possono scaricare e vedere su iTunes), ma visto dal vivo è stato davvero emozionante: prima ci hanno fatto vedere delle clip di animazione sui personaggi di Toy Story (con uno spassoso Buzz che ballava il flamenco... d'altronde era fatto da un animatore spagnolo!). Alla fine la sorpresa: Lee ci dice che, visto che siamo in famiglia (!), ci può far vedere qualcosa di unico, che nemmeno una settimana fa a Venezia, quando il boss della Disney-Pixar, il mitico Lasseter ha ricevuto il prestigioso Leone d'Oro alla carriera, avevano mostrato. Un boato ha accolto questa notizia e, in effetti, avevano ragione: abbiamo visto ben 5 minuti di film in assoluta anteprima mondiale. Il montaggio probabilmente è già definitivo, ma, come ci ha precisato Lee prima di farcelo vedere, in alcune scene si vedeva una qualità inferiore delle texture proprio perchè devono fare l'ultimo passaggio... davvero imperdibile per un appassionato di cinema (e Disney e Pixar) come me!


Insomma, nell'ultimo weekend ho celebrato il mito della Disney... nel prossimo non lo so, ma non bisogna mai smettere di crederci: celebrare ogni giorno!

venerdì 4 settembre 2009

Destinazione Finale: Hollywood



Sabato scorso, con lo sfondo apocalittico dell'incendio che ho descritto in questo post di ieri, mi sono fatto una bella passeggiata per Hollywood Blvd. Lo storico centro del cinema americano era stato in larga parte abbandonato nella seconda metà del '900 e solo 10 anni il quartiere era particolarmente degradato. La costruzione del centro commerciale del Kodak Theatre, celebre teatro della Notte degli Oscar e vero tempio del cinema "made in USA", ha avviato la rinascita del quartiere nel nuovo millennio che ora sta rapidamente recuperando il mito che si era appannato. Il Kodak Theatre, infatt, è stato costruito accanto al cinema storico del quartiere: il Chinese Theatre, sede da sempre delle anteprime più cool di Hollywood e famoso per aver sostituito le mattonelle del suo piazzale antistante l'ingresso con delle lastre di cemento sulle quale è stato concesso agli attori più importanti di Hollywood di lasciare la propria impronta. Fra quelli più recenti c'è il trio di Harry Potter e Johnny Deep. Il posto è davvero scoppiettante e spettacolare: ad ogni angolo si possono trovare improbabili attori vestiti da Jack Sparrow, Michael Jackson (ne ho visti 3 addirittura), Dart Fener, Spiderman e molti altri, disponibili per qualche spicciolo a fare le foto con i passanti. Subito dopo ci sono ragazzi di gruppi rock che suonano sul marciapiede e, addirittura, ho visto anche un coro gospel!

Non potevo naturalmente non sperimentare il Chinese che, ormai, è diventato un multisala con tutte le migliori tecnologie disponibili: THX, occhiali 3D e D-Box: un fantastico sistema che trasforma la poltrona del cinema in una sorta di simulatore rispondendo alle esplosioni o a movimenti repentini e improvvisi della camera con vibrazioni ed ondulazioni sincronizzate. Assolutamente spettacolare! Peccato solo per il film che mi ha accompagnato in questo tempio della tecnologia, assolutamente orribile. Meno male che mi sono divertito fra esplosioni e oggetti che sembravano schiantarsi addosso. Non è bastato però tutto questo bel contorno per farmi abbagliare sulla portata principale, cioè il film vero e proprio: The Final Destination.

La fantasia dei produttori Hollywoodiani è piuttosto limitata ormai da anni. La risposta, inizialmente, è stata la strada dei remake, che riprendevano classici del passato, riaggiornandoli ai tempi moderni. Se avevano successo, a quel punto non restava che riutilizzare la stessa idea in montagne di sequel, fino a spremere ogni franchise possibile... Naturalmente prima o poi questi cicli si chiudono e allora ecco la nuova idea: il reboot. Si riprendono film piuttosto recenti (di solito usciti non più di una decina di anni fa) che, non potendo più essere sfruttati per dei seguita, vengono "riavviati" da capo, sperando che diano il via ad una nuova serie di sequel e così via all'infinito...
Naturalmente per un grande reboot (vedi la saga di Batman Begins), ce ne sono miriadi davvero deludenti e fra questi non può che finire The Final Destination. Il primo film, più che onesto, è di appena 9 anni fa ed aveva già avuto ben 2 sequel. Per questo numero hanno deciso di ripartire da capo e aggiungere il 3D. Devo dire che a me il primo film non era dispiaciuto, ma questo è davvero ridicolo... non c'è niente del pathos e della sorpresa che si osservavano nella pellicola del 2000, ma solo una sequela di assurde morti tra l'altro assolutamente scontate (e davvero ridicole), nella totale assenza di un minimo di trama. La cosa incredibile è che ha fatto il record di incassi e anche in sala, vedevo che erano tutti entusiasti! Mah! Meno male che mi sono divertito a sperimentare il meglio della nuova tecnologia... però quanti sbadigli. Insomma, la conclusione è che ci voglio tornare di sicuro, ma con un film almeno un minimo più decente.

Nel frattempo non vedo l'ora di provare l'IMAX 3D che si trova all'Universal City e penso rappresenti un'altra esperienza imperdibile!!! Chissà che non riesca a farla già questo weekend!


The Final Destination

Regia: David R. Ellis.

Cast: Phil Austin, Martha Twombly, Brendan Aguillard, Cecile Monteyne, Bobby Campo

Durata: 81 minuti

Voto: 1,5/5


martedì 19 maggio 2009

Angels and Demons


Stagione di forti blockbuster, questa di maggio. Dopo il reboot della saga di Star Trek e in (spasmodica!) attesa del nuovo capitolo di Harry Potter, la settimana scorsa è uscito in contemporanea mondiale Angeli e Demoni, atteso sequel de Il Codice Da Vinci.
Per prima cosa devo dire che, anche in questo caso, il film è davvero ben fatto: azione, effetti speciali ed una storia sicuramente interessante, che tiene incollati gli spettatori fino al termine... Insomma, tutti gli elementi dell'ottimo blockbuster che, in questo caso, ha anche un valore aggiunto essendo largamente ambientato nella nostra meravigliosa capitale.

Il problema, però, viene proprio con il raffronto fra il testo originale, a mio avviso la migliore opera di Dan Brawn (scrittore bravino, ma assolutamente sopravvalutato!), e la sceneggiatura del film. A differenza che nella trasposizione del Codice, infatti, qui la storia è stata largamente riscritta con stravolgimenti anche piuttosto evidenti: il camerlengo (perfetto Ewan McGregor in questa parte), in particolare, risulta molto diverso da come descritto nel libro. Questo dà particolarmente noia, considerando che si è deciso di "far passare meglio" il Vaticano nel film, rispetto a quanto succedeva nel libro. Probabilmente la Columbia questa volta si è messa al riparo dalle polemiche che avevano contraddistinto il primo film, ma ha in effetti tradito una storia che era davvero migliore nel libro originale!

Una nota finale sulla meravigliosa colonna sonora di Hans Zimmer (ne avevo già parlato qui), che, per l'ennesima volta, si conferma il miglior compositore attuale di Hollywood, vero erede di John Williams (anche se con stile molto diverso).

Insomma, anche questa volta non mi sento proprio di non consigliare il film a tutti, ma, soprattutto, di leggere il libro, davvero un bel thriller.


Angeli e Demoni
(Angels & Demons)

Regia: Ron Howard
Cast: Tom Hanks, Ewan McGregor, Ayelet Zurer, Stellan Skarsgård, Pierfrancesco Favino

Durata: 138 minuti

Voto: 3,5/5

lunedì 11 maggio 2009

Star Trek



Atteso per anni, temuto dai fan di vecchia data, è finalmente uscito il nuovo film di Star Trek ed in effetti non è proprio passato inosservato. Premettiamo due punti chiave:

1) E' un gran bel film!

2) NON E' lo Star Trek che abbiamo visto fino ad oggi!

Ho amato moltissimo Star Trek degli anni '90 (o meglio, del ventennio '87-'07): ottime serie tv (tng, ds9 e voyager) si sono succedute con moltissimi episodi di altissima qualità. Più alterni sono stati i film del decennio, ma non si può dire che non abbia fatto la storia della tv moderna.
Purtroppo, con l'inizio del nuovo millennio, il duo B&B (Berman e Braga), che aveva saldamente retto il timone del franchise dopo la morte di Roddenberry (1993) decise di tentare la via del prequel, già seguita con successo da Star Wars, e nacque Enterprise. Quella che doveva essere la serie per eccellenza dedicata ai fan, si è rivelata la più deludente di sempre: partita con una serie di punti promettenti, ben presto giunsero molti episodi deludenti, che portarono a un netto calo degli ascolti dovuto anche alla delusione nello zoccolo duro dei fan. Il destino della saga era ormai segnato: nel frattempo era nata la CBS-Paramount e quest'ultima perse il controllo dello Star Trek televisivo. La nuova dirigenza non credeva assolutamente in questo franchise e, nonostante Enterprise si fosse nettamente ripresa con una quarta stagione davvero stellare (grazie al lavoro di Manny Coto, subentrato al duo B&B), venne decisa la sua chiusura e, per la prima volta dal 1987, nel 2006 non c'erano serie di Star Trek in corso.
Molti avrebbero scommesso che il franchise era morto, CBS compresa, ma non i capi della Paramount. Nonostante il pessimo film del 2002 (Nemesis, forse il peggiore di sempre della saga), si decise di produrre un nuovo film, che riavviasse completamente il franchise. La scelta è caduta su J.J. Abrams, che ha davvero realizzato ottime cose negli ultimi anni, da Lost, a Cloverfield, a Fringe (di cui si parla un gran bene e non vedo l'ora di vederla) e, anche stavolta, non ha deluso. Il suo approccio è stato a dir poco manicheo: con la scusa di passare in una timeline alternativa, gran parte dei personaggi sono stati stravolti e riadattati. Molto spesso sembra di essere più nell'universo di Star Wars, che in quello di Star Trek (scazzottate e duelli all'arma bianca compresi), ma la storia è davvero ottima, il film è pieno di ritmo e davvero divertente da seguire. Le scelte degli attori sono state davvero buone (un plauso particolare va dato allo Spock di Zachary Quinto, Sylar di Heroes). Anche gli effetti speciali e la colonna sonora sono davvero ottimi. Insomma, Star Trek è davvero un film di fantascienza spettacolare come non se vedeva da tempo.
Naturalmente noi tutti fan abbiamo storto il naso di fronte ad un simile stravolgimento, ma è inutile mettersi a lutto. Il successo mondiale che sta avendo questo film garantisce sicuramente l'avvio di una nuova saga cinematografica e presto, ne sono sicuro, anche i capoccia della CBS si decideranno a partire con una nuova serie. Ormai lo Star Trek classico fa parte del passato, ma un nuovo Star Trek è appena cominciato e sono sicuro che ci riserverà tante soddisfazioni!!!

Star Trek - Il futuro ha inizio (n.d.r.: Solito idiota sottotitolo italiano. Ma quando la smetteranno?)
(Star Trek)

Regia: J.J. Abrams

Cast: Chris Pine, Zachary Quinto, Eric Bana, Simon Pegg, Winona Ryder Zoe Saldana, Karl Urban, John Cho, Bruce Greenwood, Ben Cross, Anton Yelchin, Leonard Nimoy, Greg Ellis, Chris Hemsworth, Jennifer Morrison, Clifton Collins Jr., Jimmy Bennett, Rachel Nichols

Durata: 127 minuti

Voto: 4,5/5

giovedì 16 aprile 2009

Angeli e Demoni

Ci sono moltissimi motivi per aspettare il nuovo Angeli e Demoni, in uscita a maggio: innanzitutto la storia è ancora più avvincente de Il Codice da Vinci; è ambientato a Roma, una delle mie città preferite, ma, soprattutto (per un appassionato come me del genere), per l'annunciato capolavoro annuale di Hans Zimmer! Negli ultimi anni il mitico Hans ci ha regalato tantissime perle: dalle saghe di Batman e dei Pirati dei Caraibi al Codice stesso e dai primi assaggi, anche quest'anno sembra proprio che non vi siano dubbi!
Ieri, infatti, si sono avuti i primi assaggi della colonna sonora. Gustatevi questo bellissimo trailer/videoclip, con il tema Chevalier de Sangreal riadattato per il nuovo film:



Davvero spettacolare! Per chi fosse curioso c'è anche la possibilità di ascoltare un'anteprima di 30'' per ogni brano della colonna sonora, in uscita pochi giorni prima del film. Non dovete fare altro che andare qui.

Beh. Ora ho davvero l'acquolina in bocca... non vedo l'ora di sentirla completa!!!

sabato 28 marzo 2009

Legend Home Alone

E' passato un po' di tempo dal bellissimo "Io Sono Leggenda" (tranne il finale davvero deludente). Prima dell'uscita venne prodotto un trailer molto bello:



Oggi, su fantascienza.com, era riportata questa versione alternativa che unisce lo stile di questo trailer a Home Alone (Mamma ho perso l'aereo)! Davvero troppo divertente! Guardate qua:

lunedì 9 febbraio 2009

Revolutionary Road


E' da un po' che non vi riporto qualche recensione cinematografica. Questa, in realtà, è molto breve, visto che è presa dal mio commento su Flixster ad un film visto recentemente: Revolutionary Road.


Un film che fa riflettere e pensare! Cos'è la felicità? Come ci si può sentire pienamente realizzati? Queste domande, che Sam Mendes si era già posto ai giorni nostri in American Beauty, diventano forse ancora più incalzanti e difficili da sopportare in un'epoca, come quella degli anni '50 americani, piena di ricchezza, ma anche di conformismo e omologazione (incredibilmente ben più di oggi). Grandissimo il cast e bellissime le scene ambientate in una New York irriconoscibile piena di funzionari (uomini) e segretarie (donne), rigorosamente tutti vestiti allo stesso modo e divisi nella società in base al sesso. Non ve lo perdete. E' davvero triste, ma un ottimo film!


Revolutionary Road


Regia: Sam Mendes

Cast: Kate Winslet, Leonardo DiCaprio, Kathryn Hahn, David Harbour, Ryan Simpkins, Ty Simpkins, Zoe Kazan, Kathy Bates, Richard Easton, Michael Shannon


Durata: 119 minuti


Voto: 4/5

domenica 25 gennaio 2009

Astronavi dimensionali

Ecco un vero must per tutti gli appassionati di fantascienza: una tavola con tutte le astronavi delle grandi saghe sci-fi, disposte rigorosamente in scala!

Potete vedere maggiori dettagli su questo sito: http://www.merzo.net/index.html.


Via | BlogTaste

mercoledì 26 novembre 2008

Crepuscolo


Ieri sera, trascinato dalle mie amiche fanatiche da tempo del "bel vampiro" Edward e, lo ammetto, piuttosto incuriosito dal nuovo fenomeno letterario che, si dice, abbia scalzato Harry Potter nel cuore dei (delle?) teenager di tutto il mondo, sono andato a vedere Twilight, il film tratto dal primo capitolo della quadrilogia della Mayer.

Molto spesso i film che si propongono di essere fedelissimi al libro da cui sono tratti, finiscono per deludere sia i fan dell'opera letteraria, in quanto la fedeltà totale è impossibile, sia coloro che vanno al cinema senza sapere nulla della storia, che inevitabilmente non possono godere appieno delle vicende rappresentate. Vi sono state felici eccezioni, come il Signore degli Anelli, capolavoro del cinema fantasy moderno, che comunque presentava lo stesso alcuni punti oscuri, soprattutto nel secondo capitolo, o saghe come quella di Harry Potter, nettamente inferiori ai libri da cui sono tratti, ma certamente costituite da film ben fatti.

La mia situazione, in questo caso, era proprio quella di uno spettatore ignaro (più o meno...) della storia che andava a vedere e penso di essere incappato proprio nel caso sopra descritto: si vede che la struttura della storia è interessante e ben costruita, ma la sceneggiatura, che punta volutamente verso i caratteri più teenager e smielati, finisce per lasciare interdetto tutto il che non ha 14 anni!

Il film narra la storia d'amore fra Isabella (Bella) ed Edward. La prima è una ragazza semplice che si è appena trasferita dal padre nella cittadina di Forks, nel piovoso e nebbioso stato di Washington e deve scontrarsi con tutti i problemi di ambientamento nella nuova scuola, mentre il secondo è un vampiro (!). I due si innamorano a prima vista (o odore?) e, in questo primo capitolo, vediamo come riescono a superare mille problemi per coronare il loro sogno di poter mettersi insieme, come una qualunque coppia di teenager della loro età avrebbe il diritto di poter fare.

Nonostante un'ottima fotografia e una scelta degli attori davvero azzeccata (ottimi soprattutto il padre di Bella e Alice, la sorella di Edward), il film arranca proprio per la parte che la Hardwicke dovrebbe conoscere meglio: la storia d'amore fra i ragazzi. Visto che si è deciso di rendere quest'ultima preponderante, come già, a quanto mi è stato detto, avveniva nel libro, trascurando la componente prettamente d'azione, questo è un problema davvero grosso. Proprio nei momenti assieme i due protagonisti risultano inespressivi, assolutamente irrealistici e quasi parodistici. Non nego che in sala in diversi (fan sfegatati del libro compresi) hanno intravisto in alcune scene atteggiamenti più da Scary Movie, che da film sentimentale. La scena nella radura, a quanto mi è stato detto, una delle più toccanti del libro, è assolutamente ridicola!

Il giudizio sul film, dunque, risulta inficiato da queste grave pecche che, compresi alcuni buchi nella trama, lo rendono davvero un adattamento quantomeno deludente, anche se assolutamente non scadente. Questo è un vero peccato, perché la storia è interessante e sono convinto che gli sviluppi nei capitoli successivi potranno dare sicuramente film migliori.

A questo punto non resta che aspettare il sequel, che dovrebbe uscire tra un paio d'anni e, nel frattempo, leggermi tutta la saga, in modo da poter vedere di persona il "materiale di partenza" di questo adattamento.

Come sempre vi rimando ad un paio di recensioni. Una, consigliatami da Fidem (e riferita al libro), davvero esilarante, anche se piuttosto decisa sulla stroncatura totale (qui) ed una, invece, davvero entusiasta (qui). Personalmente vi consiglio di non perdervi la prima: viva gli gnokki!
E voi, invece, cosa ne pensate? Votate nel nuovo sondaggio che ho aperto proprio oggi.

Vi lascio, infine, con la frase più esplicativa tratta dal libro (qui Alby direbbe "Bamma Bia!"):


Di tre cose ero del tutto certa.
Primo, Edward era un vampiro.
Secondo, una parte di lui - chissà quale e quanto importante - aveva sete del mio sangue.
Terzo, ero totalmente, incondizionatamente innamorata di lui.


Twilight

Regia: Catherine Hardwicke

Cast: Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Billy Burke, Peter Facinelli
Durata: 120 min

Voto: 3/5

mercoledì 5 novembre 2008

South Cloverfield

Per chi, come me, ha amato Cloverfield, ma (perché no!) anche per chi non l'ha sopportato, ecco una simpatica parodia tratta dall'ultima puntata di South Park. Troppo divertente!

Via BlogTaste

lunedì 27 ottobre 2008

Il Principe sembra un po' più interessante


Dopo la brutta notizia, per noi fan potteriani, del rinvio a luglio 2009 del prossimo capitolo cinematografico della saga, Harry Potter e il Principe Mezzosangue, è sceso un silenzio prolungato davvero strano per produzioni che, come queste, vedono decine di siti in tutte le lingue dedicati solo a rumor e spoiler.

Tutto questo non faceva preagire nulla di buono per questo film. A conferma di ciò, sono usciti alcuni spoiler che riportano differenze importanti dal libro anche in punti cruciali della storia (le trovate qui, ma leggetele solo se avete già letto i libri, mi raccomando!). E' naturalmente maturato il pensiero che la Warner stia sfruttando la gallina dalle uova d'oro, investendovi il meno possibile, certa dei ritorni economici garantiti! Come si spiega, ad esempio, la decisione di lasciare una saga così bella e importante in mano a David Yates, regista di provenienza televisiva, che ha già diretto il quinto film con risultati davvero pessimi (è quello che mi è piaciuto meno!)? Non solo. A quanto sembra, infatti, si è già deciso anche che Yates dirigerà pure l'ultimo film (diviso in due parti) e ci possiamo dunque scordare il ritorno di Cuaron (ottimo nel terzo capitolo) o Del Toro (ormai pienamente dedicato a Lo Hobbit con Jackson).

Oggi, però, è uscito il nuovo teaser trailer del Principe Mezzosangue ed è bastata una visione per farmi tornare una voglia enorme di vedere il film. Forse il ritorno dello sceneggiatore dei primi 4 film (Steve Kloves, assente nel deludente quinto) riuscirà a produrre ugualmente un film spettacolare e mi è tornata anche la speranza che, per l'ultimo capitolo, sia possibile ottenere un film, se non memorabile, che almeno si possa avvicinare a quella storia così avvincente che abbiamo letto nel testo della Rowling! Staremo a vedere! Io intanto chiedo a gran voce il ritorno di un compositore decente (anche per questo compito nel quinto film si era scelto uno sconosciuto!): John Williams, che nel primo e nel terzo film, ci ha regalato delle note davvero bellissime, ma anche il buon Patrick Doyle del quarto capitolo)!


martedì 21 ottobre 2008

Wall-E


Premetto che sono da sempre un grandissimo fan della Pixar. Ho amato moltissimo, da piccolo (ma anche adesso, quando capita di rivederli), i Grandi Classici della Disney, da Peter Pan al Re Leone, e sono felicissimo che, alla fine, le due aziende si siano fuse. Sono infatti convinto che la Pixar rappresenti davvero l'unico vero erede nel panorama dell'animazione hollywoodiana, di questa età dell'oro della Disney (chiusa a metà anni novanta). Basta vedere i grandi successi di animazione 3D degli ultimi anni: ormai sono quasi tutti parodie di altri film (fatte benissimo, talvolta, come Shrek). Gli unici che raccontano ancora fiabe vere sono proprio i ragazzi della Pixar e lo fanno in modo intelligente, avendo abbandonato la tipica ingenuità dei Grandi Classici Disney, ma riuscendo sempre a costruire storie davvero splendide. Tutto questo senza mai dimenticare l'importanza del mezzo informatico: la tecnica di animazione utilizzata è sempre all'avanguardia ed ogni film rappresenta una pietra miliare in questo campo.
Insomma, quando sono andato a vedere Wall-E, ieri sera, mi aspettavo un grande film (visto anche che in tutto il resto del mondo è uscito a giugno e, per una volta, non ho letto una sola recensione che non lo giudicasse almeno buono, se non ottimo). Ora che finalmente l'ho potuto vedere di persona, devo dire che avevano assolutamente ragione: questo film è un vero capolavoro e, certamente, può entrare di diritto nell'olimpo dell'animazione.

La storia utilizza molti elementi della Sci-Fi classica: robot che sviluppano una propria personalità, diventando di fatto umani, la distruzione, da parte della razza umana, dell'ecosistema terrestre a causa dalla produzione indiscriminata di rifiuti, la degenerazione del consumismo moderno in una società completamente apatica in cui l'uomo ha perso ogni aspirazione, e, servito in tutto da robot (anche per camminare!), ha accettato semplicemente di sopravvivere. Non mancano anche citazioni più o meno esplicite (su tutte 2001 Odissea nello Spazio), ma tutti questi elementi sono comunque presentati in un cocktail davvero fresco e emozionante.

I robot sono semplicemente splendidi e Wall-E, in particolare (che deve certamente molto a Johnny 5 di Corto Circuito, altro cult della mia infanzia), è uno dei personaggi più dolci e teneri che abbia mai visto in un film. La sua storia d'amore con Eve non è stereotipata e scontata, ma davvero ben costruita. Inoltre, l'introduzione della satira, una vera novità per la Pixar (anche se alcuni elementi erano presenti sia ne Gli Incredibili che in Ratatouille), permette anche a noi, spettatori più grandicelli, di godere appieno di questo film. Come non si possono rivedere gli Stati Uniti attuali, facendo un paragone diretto fra il reale e sempre più imperante Wal-Mart e il marchio B'n'L del film? Quest'ultimo, in questa realtà, è diventato così potente da sostituire ogni tipo di concorrenza (persino il Presidente degli Stati Uniti è lo stesso presidente dell'azienda...) e, di fatto, ogni bisogno dell'uomo viene deciso dal computer centrale della B'n'L (vestiario, cibo, ...).

Insomma un film dalle mille sfaccettature davvero imperdibile che, ancora una volta, conferma la leadership della Pixar nell'animazione 3D. Non resta che sperare che questo stato di grazia, che continua ormai ininterrotto da 15 anni, continui sempre più a lungo e che ne possa trarre beneficio anche la nuova Disney, che si appresta a tornare all'animazione tradizionale (a mio parere altrettanto bella di quella 3D imposta ormai come standard)!

Vorrei aggiungere altre due cose: non perdetevi i titoli di coda, che sono davvero unici (leggete qui) e, se avete (ancora!) voglia di una recensione un po' più tecnica, vi consiglio di leggervi quella di fantascienza.com (qui).


Wall-E
(id.)

Regia: Andrew Stanton
Durata: 97 minuti

Voto: 5/5

venerdì 17 ottobre 2008

Viva gli Abba!

Ma sapete che gli Abba sono proprio forti?
L'altra settimana ho visto Mamma Mia al cinema. Subito dopo ho scaricato la colonna sonora e, dopo alcuni ascolti, sono sempre più convinto che la loro musica sia semplicemente irresistibile: è davvero allegra ed invita a ballare anche se si ascolta da soli in macchina! Mi rendo conto che li scopro un po' tardi, ma... meglio ora che mai. Se siete scettici, dategli anche voi una chance! Poi mi dite cosa ne pensate!

mercoledì 10 settembre 2008

Ludovico Einaudi e il Minimalismo

Come sapete, sono un grande appassionato di classica moderna e, tutte le volte che vado al cinema, tengo sempre una buona attenzione alle colonne sonore: così ho conosciuto Hans Zimmer e Howard Shore, oltre che al mitico John Williams (un po' appannato nell'ultimo Indy). Naturalmente, oltre a questi maestri della musica trionfale, osservando film più drammatici, ho potuto apprezzare i cosiddetti minimalisti: Michael Nyman, Philip Glass, Yann Tiersen e Clint Mansell. Le loro note, spesso solo su pianoforte, sono davvero toccanti e trasmettono sentimenti profondi anche a chi, come me, non ha una conoscenza musicale vasta.
Dopo che Elisa mi aveva parlato più volte negli ultimi mesi di Ludovico Einaudi, appena rientrato a casa, ho provato ad ascoltarlo: è stata una folgorazione. E' davvero uno dei migliori esponenti del genere: nei suoi brani, ipnotici, dolcissimi, riesce davvero a far viaggiare con la mente, a far riflettere sul proprio stato d'animo...

Ieri sera siamo andati al suo concerto a Montecatini e ci ha regalato quelle stesse emozioni dal vivo: come ci ha spiegato lui stesso durante il concerto, non prepara una scaletta, ma si lascia trasportare da un brano all'altro, da un periodo all'altro della sua carriera, senza pause, in un flusso ininterrotto davvero coinvolgente.
Ancora una volta, dunque sono rimasto estremamente soddisfatto del concerto e proprio per la particolarità con cui li prepara, lo consiglio a tutti. Chi invece vuole farsi un'idea del suo stile può provare a sentire questi due bellissimi brani: Nuvole Bianche e Divenire.


Il Maestro con Elisa e Francesca

giovedì 31 luglio 2008

Due mesi dopo, una meritata pausa!

Sembra ieri che mi iscrivevo a blogger e davo vita a questo blog, invece sono già passati due mesi! Io mi sono molto divertito a scrivere i miei pensieri su questo bellissimo mezzo di comunicazione e spero che voi vi siate divertiti altrettanto a leggerlo. Penso di aver davvero spaziato su un po' tutte le mie passioni che, lo ammetto, sono molte e varie (molti mi danno del tuttologo o, più modernamente, del wikiperu!), ma, chi mi conosce, sa che sono fatto proprio così!


Ora, dopo 2 mesi, mi prendo (almeno!) 15 giorni di pausa, visto che io e i miei amici partiamo tra poche ore per 2 settimane a Malaga, in Andalucia! Sole, mare, cultura e... un gran bel gruppo di amici affiatati, insomma, la vacanza perfetta! Non vedo l'ora di partire!


Nel frattempo abbiamo archiviato il sondaggio su Batman: poco attendibile, visto che, probabilmente, quelli non interessati hanno direttamente evitato di votare, in puro stile campagna referendaria italiana! Abbiamo avuto, dunque, un minipebliscito (5 voti) sulla bontà di Batman Begins. Penso proprio che almeno questi 5 non siano rimasti delusi del seguito, come avrete letto dalla mia recensione!


Adesso, che vi lascio per le vacanze, non potevo non farvi la più classica delle domande, inutile, ma sempre in voga: dove andate voi in vacanza?

Io per ora vi saluto. Grazie mille a tutti voi per le assidue letture (in due mesi ho avuto 650 visite! Incredibile!). Ci rivediamo a fine agosto per una nuova stagione di notizie! Ciao!!!

venerdì 25 luglio 2008

Un Cavaliere Oscuro


Ieri sera, dopo l'ennesimo esame del mese, non ho potuto fare a meno di vedere quello che si preannunciava uno dei top movie dell'anno: la nuova trasposizione di Batman. Ne è valsa davvero la pena, perché è un film bellissimo!

Se ne è parlato da molto tempo, in quanto, da febbraio, è diventata l'ultimo (o, meglio, il penultimo) lavoro di Heath Ledger prima della sua improvvisa morte. Si è detto che il suo Joker era un personaggio maledetto e, in effetti, è davvero incredibile: non è l'incarnazione del male, come ho letto da qualche parte, ma il puro caos. Joker non agisce per fare male a qualcuno (quello, semmai, è Due Facce), ma solo per distruggere l'ordine, tanto che in uno dei numerosi e appassionanti dialoghi sulla natura del male e del caos, si definisce proprio un "agente del caos".

Il film ha naturalmente numerose scene d'azione (il rapimento di Hong Kong è degno del primo Mission Impossible), ma sono sempre assolutamente secondarie ai personaggi, che sono tormentati, distrutti, corrotti (ma non tutti, per fortuna). Lo straziante conflitto interiore di Batman viene affrontato grazie ai consigli dei suoi mentori (grande Michael Caine come Alfred), mentre la caduta nel male di un certo personaggio (mica voglio spoilerare!) è davvero angosciante.

Insomma, questo è proprio IL film dell'anno. Avevo letto moltissime critiche positive in queste giorni (una delle migliori è questa) ed ero rimasto sorpreso del record storico di incassi negli USA, ma devo dire che è tutto strameritato. Spero davvero che sia dato l'oscar postumo a Ledger. Sarebbe davvero un premio per come ha realizzato l'incarnazione della follia.

Un ultimo appunto sulla colonna sonora: il lavoro a quattro mani di Hans Zimmer e James Newton Howard è davvero all'altezza del film, con uno dei migliori score dell'anno. Consiglio, dunque, sia la visione che l'ascolto!


Il Cavaliere Oscuro
(The Dark Knight)

Regia: Christopher Nolan

Cast: Christian Bale, Heath Ledger, Gary Oldman, Michael Caine, Aaron Eckhart, Maggie Gyllenhaal, Morgan Freeman
Durata: 152 minuti

Voto: 5/5

venerdì 11 luglio 2008

Max Payne al Cinema!

Fra i giochi che mi sono piaciuti di più negli ultimi anni certamente c'è Max Payne, uno shooter davvero atipico, in cui, oltre a potersi divertire in ogni sparatoria con le acrobazie del bullet time matrixiano, si viveva un vero film, con elementi tipici del noir e del poliziesco. Davvero avvincente!

Leggere che ne faranno un film non è una cosa che di solito deve tranquillizzare, nel mondo dei videogiochi, dati i terribili film che ci ha regalato Owe Boll negli ultimi anni (chi non sa nulla di quanti VG ha devastato può partire da qui). Praticamente solo Silent Hill e il primo Resident Evil hanno avuto successo. Gli altri sono stati davvero inguadabili (compresi i vari Tomb Raider).

Stavolta, però, non sembra questo il caso: la 20th Century Fox ha affidato il film a John Moore, un regista che ha un paio di film di azione interessanti, mentre il protagonista sarà Mark Wahlberg, visto recentemente in E Venne il Giorno, dove era uno dei pochi che si difendeva (scheda qui). Insomma... mi sento di essere ottimista, specialmente dopo aver visto questo trailer... davvero spettacolare. Consiglio la visione a tutti gli appassionati del videogioco e di cinema d'azione! Massimo dolore!

Max Payne trailer internazionale

Fonte: Bad Taste

Update: Ho rimosso il poster, visto che è venuto fuori che era un fake. In effetti non era poi così carino!