martedì 28 febbraio 2012
mercoledì 30 marzo 2011
London, in this light and on this evening
giovedì 24 marzo 2011
White Lies - Streetlights (Live at Estragon)
mercoledì 9 febbraio 2011
Ice
mercoledì 12 gennaio 2011
domenica 5 settembre 2010
domenica 29 marzo 2009
giovedì 19 marzo 2009
The Killers in Milan: Now I'm Human and Dancer
Human
This Is Your Life
Somebody Told Me
For Reasons Unknown
I Can't Stay
Joy Ride
Bling (Confession Of A King)
Shadowplay
Tranquilize
Spaceman
Smile Like You Mean It
A Dustland Fairytale
Sam's Town
Read My Mind
Mr. Brightside
All These Things That I've Done
Bones
The World We Live In
Jenny Was A Friend Of Mine
When You Were Young
Era dal febbraio del 2005 che non vedevo dal vivo i Killers. Di quella data al Rolling Stone molti parlarono male, mentre a me non dispiacque. Certo, da un gruppo così celebrato e che aveva pubblicato un ottimo esordio ci si aspettava altro, soprattutto un concerto un po' più lungo dei 50 minuti totali (pause comprese) che era durato quella volta, nonché un minimo di capacità di coinvolgimento del pubblico, ma tecnicamente i quattro avevano fatto il proprio dovere quella sera. A 4 anni di distanza, in un Forum forse mai così pieno, la band di Las Vegas ha mostrato un'innegabile crescita sotto tutti i punti di vista, ed ha offerto una performance di ottimo livello.
Per carità, niente che entrerà nella storia della musica, intanto per 'colpa' di una 'Smile Like You Mean It' suonata senza nerbo, e di qualche altra lieve sbavatura qua e là, e poi perché effettivamente il suono è sembrato più patinato che davvero caldo, più rivolto all’intrattenimento di massa che non a dare emozioni profonde. Del resto, però, è lo stesso percorso del gruppo ad avere queste caratteristiche: fin dalla seconda prova, 'Sam’s Town', la ricerca di un certo tipo di pomposità 'piaciona' è stata una prerogativa della proposta dei Killers, e proprio per questo, sempre rimanendo nella mia sfera personale, non avevo mai incluso i loro dischi nelle mie top 10 annuali. Al gruppo non era mai mancata, però, la capacità di trascinare l’ascoltatore ad appassionarsi alle proprie canzoni, a viverle in modo molto coinvolto, quasi a partecipare ad esse; così è stato anche in questo concerto, dove non c’è stato soltanto intrattenimento, ma partecipazione da parte del pubblico molto sentita, e se è difficile parlare di vere e proprie emozioni legate a questo live, beh, le sensazioni provate sono state comunque intense.
Stendiamo un velo pietoso sul gruppo spalla, i Louis XIV, altrimenti mi vedrei costretto a passare agli insulti; dirò solo che sono stati senz’altro uno dei 3-4 gruppi peggiori che abbia mai visto dal vivo. Con un lieve ritardo rispetto all’orario annunciato, Brandon Flowers e soci salgono sul palco, e avendo ormai nel proprio repertorio un buon numero di hit, possono subito spararne due senza correre il rischio di non avere poi altri assi da giocarsi. Ecco allora che si comincia con 'Human', ed a stretto giro di posta arriva 'Somebody Told Me', con la folla che, naturalmente, è già carica a mille. Il quartetto è accompagnato da un quinto polistrumentista; Brandon Flowers suona la sua tastiera in modo molto sporadico e si concentra invece sul proprio ruolo di frontman, cantando sempre con buona qualità e tenendo perfettamente dalla prima all’ultima nota per tutta l’ora e mezza di show senza mai una minima esitazione, muovendosi con un buon carisma sul palco e non facendosi mancare, soprattutto all’inizio, siparietti con il pubblico; per quanto riguarda gli altri, il batterista Ronnie Vannucci aveva già mostrato di essere bravo 4 anni fa e stasera dà una conferma della propria abilità, mentre colpisce positivamente la crescita del chitarrista David Keuning e del bassista Mark Stoemer, che suonano per tutto il tempo con la giusta intensità ed in grande scioltezza.
La setlist è abbastanza equilibrata fra tutto il repertorio del gruppo: non mancano nemmeno un paio di estratti da 'Sawdust', ovvero la cover di 'Shadowplay' dei Joy Division (con le immagini del film 'Control' che scorrono sul megaschermo alle spalle della band) e 'Tranquilize', mentre, per il resto, l’ultima fatica 'Day & Age' è ovviamente un pochino privilegiata rispetto ai due dischi precedenti, ma nemmeno più di tanto. L’impressione che si trae da questo live è che l’album con il quale i Killers sono più a proprio agio sia 'Sam’s Town': la resa delle canzoni tratte da esso è superiore alle altre perché semplicemente vengono tute eseguite con grande voglia e padronanza, e le varie 'For Reasons Unknown', 'Bling (Confessions Of A King)', l’acclamatissima 'Read My Mind' e la piano version proprio di 'Sam’s Town' sono i punti più alti della serata, a livello sia tecnico che emotivo; vicine ad esse sono arrivate 'Mr. Brightside', 'Spaceman' e 'A Dustland Fairytale'.
E’ un trionfo, la gente canta ed applaude molto rumorosamente fino all’ultima canzone 'When You Were Young', scelta perfetta per il finale. Se fossi teenager sarebbe stato il concerto della mia vita, ma anche adesso che non lo sono più da 15 anni ed ho visto un buon numero di concerti, sono tornato a casa molto soddisfatto.
Stefano Bartolotta
giovedì 5 marzo 2009
Parigi val bene una Pausa!
Buona lettura!
Scrivo queste righe sul volo di ritorno da Parigi (potenza dell'iPhone!) verso Pisa dopo una bella due giorni passata nella seconda città più bella al mondo (Londra non si tocca!) con l'ottima compagnia di Alessandro (quanti ricordi sono affiorati delle due settimane londinesi del lontano 2002!).
Vengo da un periodo molto intenso, visto che ho dato il mio ultimo esame venerdì scorso e sto provando a concludere la tesi entro metà aprile, ma non mi sarei perso per nulla al mondo questa occasione che mi è capitata del tutto inattesa! Quanto è stato bello! La città è davvero meravigliosa: così unica nel suo aspetto ottocentesco, fuso ad elementi gotici, art decò e ultramoderni, così romantica nella sua essenza stessa! E mi sono ricreduto anche sulle tempistiche: un giorno e mezzo sono più che sufficienti per "respirare" l'atmosfera cittadina
e permettono anche di non intaccare la fitta agenda di impegni che, inevitabilmente, ci attanaglia sempre nella vita di tutti i giorni!
Insomma: un viaggetto bellissimo che vale la pena fare, appena possibile. Per ripartire ancora più carichi per i prossimi impegni! E non vedo l'ora di andare a Londra...
Inviato da iPhone
venerdì 2 gennaio 2009
Notte Magica a Roma
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domenica 30 novembre 2008
sabato 29 novembre 2008
mercoledì 26 novembre 2008
Quelle belle île Maurice
Il sole, il mare bellissimo, ma anche una popolazione davvero gentile e disponibile: Mauritius è davvero una destinazione da consigliare!
sabato 15 novembre 2008
Sulle tracce del Dodo
martedì 30 settembre 2008
Viva la vita degli innamorati in giappone!
I Coldplay al Palamalaguti di Bologna: cronaca di una serata speciale
Successo di pubblico e grandiosa partecipazione per la prima data italiana del Viva la Vida Tour.I Coldplay sono tornati in Italia, ancora più sorprendenti ed esplosivi di tre anni fa. Nel novembre 2005 chi scrive ha assistito personalmente al loro concerto al Forum di Assago e, complice la discreta vicinanza al palco, si è potuto godere appieno della capacita dei quattro inglesi di essere tutt'uno con il loro pubblico.
Sinceramente non ci si aspettava che al PalaMalaguti di Bologna ieri potessero fare meglio. Non così tanto. Rispetto a tre anni fa i Coldplay sono maturati sia musicalmente - anche grazie all'apporto di Brian Eno, produttore storico degli U2 e di Viva La Vida or Death and All His Friends, ultimo album della band - sia nell'allestimento dello show, stupefacente sotto qualsiasi punto di vista.
Il concerto viene introdotto dal Valzer del Danubio Blu di Johann Strauss; il palco è nascosto da un telo semitrasparente che lascia intravedere l'ingresso dei quattro Coldplay sul palco per il loro primo pezzo: Life in Technicolor, strumentale che è anche il brano di apertura di Viva la Vida. Cala il sipario e sullo sfondo possiamo ammirare il quadro di Eugène Delacroix che è presente sulla copertina dell'album. Il palco è sovrastato da diverse sfere bianche che sono state sapientemente usate per proiettare video e luci e dare un quadro nuovo ad ogni canzone. Tocco di originalità: il piccolo televisore sistemato di fianco alle tastiere di Martin che trasmette le immagini del concerto. Subito dopo Life in Technicolor è la volta di Violet Hill, primo singolo estratto dal nuovo album, immediatamente seguita da una delle loro più grandi hit: Clocks. Qui il pubblico viene inondato dalla luce di un laser variopinto. I brani di Viva la Vida, suonati tutti ad eccezione di Yes e Reign of Love, si alternano a quelli dei loro tre precedenti album, con una emozionante Fix You cantata quasi esclusivamente dal pubblico che ha letteralmente sovrastato la voce di Chris Martin, visibilmente emozionato per l'affetto che la platea italiana ha saputo regalare al suo gruppo.Dopo le prime dieci canzoni appare improvvisamente un set di strumenti al fondo di una delle due passerelle che si estendevano in mezzo al pubblico. E' qui che i Coldplay regalano al pubblico la prima piccola sorpresa: un medley di God Put a
Smile Upon Your Face e Talk in versione semi-techno, con Will Champion alla
batteria elettronica, seguito da una versione solitaria da parte di Martin di The Hardest Part e di Postcards from Far Away (brano escluso dalla tracklist di
Viva la Vida) al piano. Il prologo perfetto per l'apoteosi: il singolo Viva la Vida conferma il suo successo planetario con una partecipazione immensa del pubblico di Bologna. Il coro "ooh ooh ooh ooh ooh" viene ripetuto all'infinito dai fan che sembrano non volersi rassegnare alla fine di una canzone così bella e coinvolgente.Quando sembra che il battito cardiaco abbia la possibilità di rallentare per un momento, la band stupisce ancora più di quanto si possa immaginare. La loro improvvisa sparizione dal palco dopo Lost! sembra la solita pausa che c'è in qualsiasi concerto prima delle ultime canzoni. Invece no: l'immagine del gruppo armato di chitarre acustiche appare sulle sfere giganti e la sorpresa si stampa sul volto del pubblico quando i riflettori si accendono sulle gradinate in fondo al palazzetto. Lì i Coldplay danno vita a una meravigliosa versione acustica di The Scientist, uno dei loro pezzi più belli, e di Death Will Never Conquer, altro inedito che non è riuscito a comparire nell'album, prima della vera pausa, scandita da un remix techno di Viva la Vida.
Il finale di concerto è mozzafiato. Politik, brano presente in A Rush of Blood to the Head, precede la meravigliosa Lovers in Japan, dove le luci e migliaia di farfalle di cartavelina danno al PalaMalaguti un'atmosfera primaverile e gioiosa. Death and All His Friends chiude il concerto, così come chiude l'album... O forse no? Già, perchè le luci del palazzetto non si accendono, anche se alcuni tecnici saliti sul palco ingannano buona parte del pubblico che ha iniziato ad avviarsi verso le uscite. I riflettori si illuminano di giallo, e la band torna sul palco per Yellow, il loro primo successo, per altro amatissimo da un pubblico che scandisce ogni parola nonostante la stanchezza e la poca voce rimasta.
Stavolta è davvero finita.I quattro ragazzi salutano il pubblico con affetto e le casse diffondono le note di The Escapist, che accompagna la gente a casa con ancora negli occhi le immagini di un concerto splendido. Sarà un giudizio di parte, ma il voto è un 10 e lode.
lunedì 1 settembre 2008
Aggiornamenti necessari!

domenica 31 agosto 2008
Le Cose che restano alla Fine di un'Estate
Come faccio a riassumere la somma delle emozioni che ho provato in queste ultime settimane? Il sentimento prevalente è stata la gioia, profonda gioia! Per due settimane c’è stata la Spagna, con i tori e la Disco Mobile 24ore (l’Happy ne sa qualcosa!). Il tempo è davvero volato, con il divertimento che mi ha fatto scordare i lunghi tragitti in macchina, le sveglie la mattina presto, dopo le nottate passate a giocare a Herts (maledetta donna di Picche!), e la sopportazione delle estenuanti (a volte) sessioni di Shopping sotto la guida femminile! Spero che il sentimento sia stato reciproco, e che i miei compagni di viaggio abbiano sopportato le mie esose richieste turistiche, come Piazza di Spagna alle 3 del torrido pomeriggio sivigliano! Quanto abbiamo cantato, ballato (in auto!!!) e quanti momenti assurdamente divertenti, come le lezioni di spagnolo e le seguenti interrogazioni oppure le scene da Casa Vianello tra me e la Laura o tra l’Elisa e l’Happy (mitici!).
Non posso dirvi il senso di vuoto che ho provato quando ho chiuso la porta di casa, alle 3 di notte, dopo aver svuotato la macchina e salutato tutti alla fine del viaggio… Ma non era finita! Il tempo di sistemare 2 giorni un paio di cose e sono ripartito per Messina con gli amici “universitari”. Siamo riusciti a ritagliarci solo pochi giorni, ma sono stati davvero bellissimi! Abbiamo potuto approfittare della splendida ospitalità della famiglia di Francesca (che belle le “lunghissime” tavolate a cena!), sperimentando tutte le specialità siciliane… Gnam! Tutti insieme siamo stati un solo poco più di un giorno, ma come ci siamo divertiti! Le Sirene e Ulisse, le nuove lezioni di storia (greca, questa volta e con una classe certamente più disciplinata della precedente!) e le chiacchiere fino a tardi sulla spiaggia. Poi, con Francesca e Erica, abbiamo passato delle giornate divertentissime. Mitiche le scene da survivor alle gole dell’Alcantara (con la caduta finale stile Paperissima: troppo divertente!) e del pub “priapeo” vicino Taormina! Peccato che non sia riuscito a farvi giocare ad Hearts, però siamo stati presi dalla dama cinese e, certamente, avrò altre occasioni per insegnarvi il gioco più bello del mondo (?).
Ancora una volta, sono tornato a casa (questa volta in Versilia) pieno di malinconia e, invece, … è tornata la Disco Mobile! Il Tizzi quartet (Francesca, Elisa e Laura) si è riunito quasi al completo per altri tre inaspettati giorni in Versilia. Questa volta sono stati 3 giorni di mare e… disco (Seven e Twiga) con cornetti e piadine nel cuore della notte, sveglie a mezzogiorno e, finalmente (almeno per l’Eli, che ci voleva portare addirittura a Malaga), un minigolf davvero esilarante: il colpo del lampione della Lau è già entrato nella storia.
Rimandata più e più volte, l’ora di tornare sul pianeta Terra è giunta mercoledì pomeriggio: le ragazze sono partite e, mestamente, ho ricominciato a studiare per il prossimo esame. Ora sì che la malinconia mi ha preso. Naturalmente doveva succedere, ma dopo un’estate così meravigliosa, è ancora più dura entrare così, dall’oggi al domani, nella classica clausura della sessione d’esame! Per descrivere il mio stato d’animo mi piace citare la mia canzone preferita, La Quiete dopo un Addio, di Franco Battiato:
Poche le cose che restano alla fine di un’estate
La quiete dei colori autunnali
si rifletterà sulle strade e sugli umori
Come il dolce malessere dopo un addio
E questo è proprio quello che sento adesso: sono felice, ma pieno di malinconia… Mi restano i meravigliosi ricordi che i miei amici mi hanno regalato in questo mese, ma ormai siamo già proiettati verso l’autunno incombente: devo ricominciare con la routine degli ultimi 5 anni, per l’ultima (spero!) volta prima della fine dell’università. L’unico buon proposito, almeno fino alla fine degli esami, è quello di godersi allo stesso modo i momenti liberi nell’inverno, senza mai lasciarsi prendere dalla fatica di una settimana di lavoro. Il tempo passato insieme è sempre meraviglioso! Grazie ancora a tutti i miei splendidi amici e… (sob!) torniamo alla normalità!
giovedì 31 luglio 2008
Due mesi dopo, una meritata pausa!
Ora, dopo 2 mesi, mi prendo (almeno!) 15 giorni di pausa, visto che io e i miei amici partiamo tra poche ore per 2 settimane a Malaga, in Andalucia! Sole, mare, cultura e... un gran bel gruppo di amici affiatati, insomma, la vacanza perfetta! Non vedo l'ora di partire!
Nel frattempo abbiamo archiviato il sondaggio su Batman: poco attendibile, visto che, probabilmente, quelli non interessati hanno direttamente evitato di votare, in puro stile campagna referendaria italiana! Abbiamo avuto, dunque, un minipebliscito (5 voti) sulla bontà di Batman Begins. Penso proprio che almeno questi 5 non siano rimasti delusi del seguito, come avrete letto dalla mia recensione!

Adesso, che vi lascio per le vacanze, non potevo non farvi la più classica delle domande, inutile, ma sempre in voga: dove andate voi in vacanza?
Io per ora vi saluto. Grazie mille a tutti voi per le assidue letture (in due mesi ho avuto 650 visite! Incredibile!). Ci rivediamo a fine agosto per una nuova stagione di notizie! Ciao!!!
martedì 3 giugno 2008
Il Sogno di San Siro per Mtv.it
Tratta da Mtv.it:
Il tanto atteso sogno è diventato realtà...L'unico peccato è che si sia consumato troppo in fretta. E' questa la sensazione che ci prende mentre - insieme agli altri 40.000 fan - verso la mezzanotte di Sabato 31 Maggio lasciamo lo Stadio Meazza di Milano, meglio conosciuto come San Siro: dal più prestigioso e discusso palco italiano sono appena scesi i negramAro dopo uno strepitoso concerto di due ore e mezza. Una vera e propria festa per celebrare l'ascesa inarrestabile di una band italiana unica e preziosa, che riesce a fondere con sapienza il rock di matrice anglofona alla melodia tipica del BelPaese: in pratica, come se Bob Dylan avesse scritto a quattro mani con Lucio Battisti avendo come backing band i Coldplay. Scusate se è poco...
Arrivare nel catino di San Siro nel pomeriggio è già di per sé uno spettacolo: mentre in scena si avvicendano le guest star internazionali (Fink + The Fashion + Infadels + The Fratellis) e si moltiplicano gli intervalli messi a punto negli applauditissimi DJset di Luca De Gennaro, il popolo dei negramAro si gode una giornata straordinaria. Non solo per il sestetto pugliese. Più che per qualsiasi altro artista, è infatti il pubblico a essere il vero protagonista della scommessa da stadio. Alla faccia di chi ha sorriso sornione e malfidato all'annuncio dell'evento, Giuliano Sangiorgi & Co hanno avuto il supporto incondizionato dei loro fan, di tutti coloro che hanno affrontato un lungo viaggio pur di esserci. Un pellegrinaggio rock come si deve, lo stesso che si fa quando al Meazza ci vanno Bruce Springsteen, gli U2 o Vasco Rossi.
Il palco percorre per intero il settore arancio e connette idealmente le due curve, con luci bianche e abbaglianti che lo incorniciano per tutto il suo perimetro. Lo show comincia alle 21 in punto: il cielo è ancora chiaro quando sui due megaschermi laterali appaiono sei ritratti in bianco e nero con i primi piani dei musicisti. Tocca a "La Distrazione" aprire le danze, mentre sugli spalti sussultano allo stesso modo gli ascoltatori 'regolari' e quelli VIP. Tra questi spiccano Ambra Angiolini, accompagnata da Alessandro Sampaoli (suo compagno in 'Stasera Niente MTV', conosciuto anche come il Silvano di Camera Café) e dallo scrittore 'gay icon' Matteo B. Bianchi. In giro si nota la riccioluta Nora (da 'La Pupa e Il Secchione'), che canticchia accanto a tre quinti dei Linea 77 e al gotha del giornalismo musicale del BelPaese. Gli addetti ai lavori - in effetti - si sprecano: segno che il momento è davvero storico, da ricordare negli annali del tricolore sonoro.
Gli ospiti non si fermano in tribuna, anzi: alcuni sono chiamati in causa direttamente on stage. E' il caso di Marlon Roudette, il cantante dei Mattafix grazie al quale è possibile un 'live mash-up' tra "La Finestra" e "Big City Life". Non è l'unico momento in cui la passione dei negramAro per la Musica rende possibili 'sporcature' di fronte ai quali altri artisti - molti altri artisti - storcerebbero il muso: "Quel Posto Che Non C'è" si trasforma così in "Luci A San Siro" (dove altro, sennò?) di Roberto Vecchioni, la struggente fisarmonica di "Tu Ricordati Di Me" gradatamente diventa la "Guerra Di Piero" firmata da Fabrizio De André...
All'incipit di "Cade La Pioggia" il gioco delle ospitate più o meno annunciate è ormai chiaro, eppure il boato che accoglie Lorenzo 'Jovanotti' Cherubini è caldo ed emozionante. Per "Safari" arriva anche Saturnino, letteralmente invitato in una sfida a colpi di basso con Ermanno Carlà. La sorpresa inattesa avviene su "Una Volta Tanto", quando alla chitarra viene chiamato Paolo Kessisoglu - indimenticato protagonista con Luca Bizzarri (che gongola in tribuna) del viaggio surreale in carro funebre di MTV Trip. Nei bis tocca a Mauro Pagani (ex-PFM) e all'incredibile voce folk di Antonio Castrignanò arricchire la forza già dirompente di "Giuliano Poi Sta Male", sottolineata dai Tamburi del Salento per un tributo riuscitissimo alla terra che ha dato i natali ai sei eroi del momento. Si chiude con due hit popolari e amatissime, cantate all'unisono dallo stadio esultante: "Estate" e "Nuvole E Lenzuola". Il tripudio è sancito!
Per il momento ci siamo risvegliati e siamo tornati alla nuda realtà, coscienti che - per fortuna - quello che abbiamo vissuto a occhi aperti è un sogno destinato a continuare...
negramAro a San Siro, 31 Maggio 2008SetList
Intro
La Distrazione
Nella Mia Stanza
MentreTutto Scorre
Un Passo Indietro
Amen
L'Immenso
La Finestra
La Finestra Remix (+ Big City Life con Marlon Roudette dei Mattafix)
Neanche Il Mare
Parlami D'Amore
Solo Tre Minuti
E Ruberò Per Te La Luna
Scomoda-Mente
Quel Posto Che Non C'è
Ogni Mio Istante
Tu Ricordati Di Me (+ Luci A San Siro)
Cade La Pioggia (con Lorenzo 'Jovanotti' Cherubini)
Safari Remix (con Lorenzo 'Jovanotti' Cherubini e Saturnino)
Una Volta Tanto (con Paolo Kessisoglu)
Via Le Mani Dagli Occhi
Giuliano Poi Sta Male (con Mauro Pagani, Antonio Castrignanò e i Tamburi del Salento)
Estate
Nuvole E Lenzuola
lunedì 2 giugno 2008
Se potessi far tornare indietro il mondo...


