Visualizzazione post con etichetta sci-fi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sci-fi. Mostra tutti i post

martedì 8 febbraio 2011

Viaggio nel tempo...

Ho sempre pensato che fosse così (un po' come descritto in Donnie Darko), ma ora ho le prove anche scientifiche di quanto dicevo... ;-)
Buona lettura!

Back to the future. Fine della storia
Una nuova interpretazione teorica risolverebbe il famoso paradosso insito nella relatività che permetterebbe a un nipote di tornare nel passato e uccidere suo nonno.

Non si tratta solo di fantascienza. La relatività generale ammette la possibilità di curve temporali chiuse, chiamate CTC, cioè dei percorsi nello spaziotempo che permettono di tornare indietro nel passato. Una particella che viaggia su una traiettoria CTC può interagire con sé stessa nel passato. Da questa possibilità discende il famoso paradosso del nonno: se una persona tornasse indietro nel passato potrebbe uccidere i suoi antenati, impedendo così la sua stessa nascita. E non essendo nata non potrebbe nemmeno uccidere nessuno.

Ci sono molte interpretazioni fisiche di questo paradosso e molti tentativi di risolverlo.

Nell’ambito dell’interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica, nel 1991 il fisico David Deutsch ha ipotizzato che se i viaggi nel tempo sono possibili il viaggiatore si troverebbe comunque in un ramo della storia diverso da quello dal quale è partito. Viene sì conservato lo stato del viaggiatore temporale, ma non la sua correlazione con il resto dell’Universo: il viaggiatore emerge in un passato differente da quello che ricorda… e non può quindi uccidere i suoi antenati.

Partendo da questa interpretazione, un gruppo di fisici tra cui alcuni italiani (Lorenzo Maccone e Stefano Pirandola del Massachusetts Institute of Technology, e Vittorio Giovannetti della Scuola Normale Superiore di Pisa) propongono che le curve temporali chiuse CTC si comportino come un canale di comunicazione ideale che trasmette sia informazione quantistica che informazione classica. Gli autori li chiamano ideal quantum channel, P-CTC.

Consideriamo un fotone che viaggia nel tempo. In questa formulazione, i risultati condizionati a posteriori non sono distinguibili da quelli che si otterrebbero quando il fotone fosse spedito qualche miliardesimo di secondo indietro nel tempo per distruggere il sé stesso esistente in quell’istante di passato. Cioè, il viaggiatore verrebbe forzato a viaggiare nel passato che gli appartiene e che si ricorda. Ma allora può uccidere sé stesso o i suoi antenati? No, perché gli eventi logicamente incosistenti hanno, in questo modello, probabilità nulla di verificarsi.

Le previsioni di questa interpretazione teorica possono essere verificate sperimentalmente e risolvere così il paradosso. Si costruisce un circuito in cui un elemento di informazione, un qubit, “vivente”, cioè nello stato 1, viaggia nel passato e cerca di uccidere sé stesso, modificando il proprio stato da 1 a 0 (dove 0 = “morto”). Secondo gli autori della ricerca, la probabilità che avvengano eventi logicamente contradditori risulta nulla e rimangono solo le storie coerenti. “Per quanti sforzi faccia, il viaggiatore nel tempo non riesce a uccidere i suoi antenati” scrivono gli autori nell’articolo pubblicato sulla rivista Physical Review Letters.

Tuttavia non tutto è risolto. Per esempio non è ancora possibile verificare se un CTC relativistico obbedisca a questa interpretazione teorica o no, e non è nemmeno possibile distinguere sperimentalmente questa nuova interpretazione da quella precedente di Deutsch: il fatto è che non si sa ancora se le curve temporali chiuse esistano effettivamente nell’Universo.

lunedì 11 maggio 2009

Star Trek



Atteso per anni, temuto dai fan di vecchia data, è finalmente uscito il nuovo film di Star Trek ed in effetti non è proprio passato inosservato. Premettiamo due punti chiave:

1) E' un gran bel film!

2) NON E' lo Star Trek che abbiamo visto fino ad oggi!

Ho amato moltissimo Star Trek degli anni '90 (o meglio, del ventennio '87-'07): ottime serie tv (tng, ds9 e voyager) si sono succedute con moltissimi episodi di altissima qualità. Più alterni sono stati i film del decennio, ma non si può dire che non abbia fatto la storia della tv moderna.
Purtroppo, con l'inizio del nuovo millennio, il duo B&B (Berman e Braga), che aveva saldamente retto il timone del franchise dopo la morte di Roddenberry (1993) decise di tentare la via del prequel, già seguita con successo da Star Wars, e nacque Enterprise. Quella che doveva essere la serie per eccellenza dedicata ai fan, si è rivelata la più deludente di sempre: partita con una serie di punti promettenti, ben presto giunsero molti episodi deludenti, che portarono a un netto calo degli ascolti dovuto anche alla delusione nello zoccolo duro dei fan. Il destino della saga era ormai segnato: nel frattempo era nata la CBS-Paramount e quest'ultima perse il controllo dello Star Trek televisivo. La nuova dirigenza non credeva assolutamente in questo franchise e, nonostante Enterprise si fosse nettamente ripresa con una quarta stagione davvero stellare (grazie al lavoro di Manny Coto, subentrato al duo B&B), venne decisa la sua chiusura e, per la prima volta dal 1987, nel 2006 non c'erano serie di Star Trek in corso.
Molti avrebbero scommesso che il franchise era morto, CBS compresa, ma non i capi della Paramount. Nonostante il pessimo film del 2002 (Nemesis, forse il peggiore di sempre della saga), si decise di produrre un nuovo film, che riavviasse completamente il franchise. La scelta è caduta su J.J. Abrams, che ha davvero realizzato ottime cose negli ultimi anni, da Lost, a Cloverfield, a Fringe (di cui si parla un gran bene e non vedo l'ora di vederla) e, anche stavolta, non ha deluso. Il suo approccio è stato a dir poco manicheo: con la scusa di passare in una timeline alternativa, gran parte dei personaggi sono stati stravolti e riadattati. Molto spesso sembra di essere più nell'universo di Star Wars, che in quello di Star Trek (scazzottate e duelli all'arma bianca compresi), ma la storia è davvero ottima, il film è pieno di ritmo e davvero divertente da seguire. Le scelte degli attori sono state davvero buone (un plauso particolare va dato allo Spock di Zachary Quinto, Sylar di Heroes). Anche gli effetti speciali e la colonna sonora sono davvero ottimi. Insomma, Star Trek è davvero un film di fantascienza spettacolare come non se vedeva da tempo.
Naturalmente noi tutti fan abbiamo storto il naso di fronte ad un simile stravolgimento, ma è inutile mettersi a lutto. Il successo mondiale che sta avendo questo film garantisce sicuramente l'avvio di una nuova saga cinematografica e presto, ne sono sicuro, anche i capoccia della CBS si decideranno a partire con una nuova serie. Ormai lo Star Trek classico fa parte del passato, ma un nuovo Star Trek è appena cominciato e sono sicuro che ci riserverà tante soddisfazioni!!!

Star Trek - Il futuro ha inizio (n.d.r.: Solito idiota sottotitolo italiano. Ma quando la smetteranno?)
(Star Trek)

Regia: J.J. Abrams

Cast: Chris Pine, Zachary Quinto, Eric Bana, Simon Pegg, Winona Ryder Zoe Saldana, Karl Urban, John Cho, Bruce Greenwood, Ben Cross, Anton Yelchin, Leonard Nimoy, Greg Ellis, Chris Hemsworth, Jennifer Morrison, Clifton Collins Jr., Jimmy Bennett, Rachel Nichols

Durata: 127 minuti

Voto: 4,5/5

domenica 25 gennaio 2009

Astronavi dimensionali

Ecco un vero must per tutti gli appassionati di fantascienza: una tavola con tutte le astronavi delle grandi saghe sci-fi, disposte rigorosamente in scala!

Potete vedere maggiori dettagli su questo sito: http://www.merzo.net/index.html.


Via | BlogTaste

martedì 21 ottobre 2008

Wall-E


Premetto che sono da sempre un grandissimo fan della Pixar. Ho amato moltissimo, da piccolo (ma anche adesso, quando capita di rivederli), i Grandi Classici della Disney, da Peter Pan al Re Leone, e sono felicissimo che, alla fine, le due aziende si siano fuse. Sono infatti convinto che la Pixar rappresenti davvero l'unico vero erede nel panorama dell'animazione hollywoodiana, di questa età dell'oro della Disney (chiusa a metà anni novanta). Basta vedere i grandi successi di animazione 3D degli ultimi anni: ormai sono quasi tutti parodie di altri film (fatte benissimo, talvolta, come Shrek). Gli unici che raccontano ancora fiabe vere sono proprio i ragazzi della Pixar e lo fanno in modo intelligente, avendo abbandonato la tipica ingenuità dei Grandi Classici Disney, ma riuscendo sempre a costruire storie davvero splendide. Tutto questo senza mai dimenticare l'importanza del mezzo informatico: la tecnica di animazione utilizzata è sempre all'avanguardia ed ogni film rappresenta una pietra miliare in questo campo.
Insomma, quando sono andato a vedere Wall-E, ieri sera, mi aspettavo un grande film (visto anche che in tutto il resto del mondo è uscito a giugno e, per una volta, non ho letto una sola recensione che non lo giudicasse almeno buono, se non ottimo). Ora che finalmente l'ho potuto vedere di persona, devo dire che avevano assolutamente ragione: questo film è un vero capolavoro e, certamente, può entrare di diritto nell'olimpo dell'animazione.

La storia utilizza molti elementi della Sci-Fi classica: robot che sviluppano una propria personalità, diventando di fatto umani, la distruzione, da parte della razza umana, dell'ecosistema terrestre a causa dalla produzione indiscriminata di rifiuti, la degenerazione del consumismo moderno in una società completamente apatica in cui l'uomo ha perso ogni aspirazione, e, servito in tutto da robot (anche per camminare!), ha accettato semplicemente di sopravvivere. Non mancano anche citazioni più o meno esplicite (su tutte 2001 Odissea nello Spazio), ma tutti questi elementi sono comunque presentati in un cocktail davvero fresco e emozionante.

I robot sono semplicemente splendidi e Wall-E, in particolare (che deve certamente molto a Johnny 5 di Corto Circuito, altro cult della mia infanzia), è uno dei personaggi più dolci e teneri che abbia mai visto in un film. La sua storia d'amore con Eve non è stereotipata e scontata, ma davvero ben costruita. Inoltre, l'introduzione della satira, una vera novità per la Pixar (anche se alcuni elementi erano presenti sia ne Gli Incredibili che in Ratatouille), permette anche a noi, spettatori più grandicelli, di godere appieno di questo film. Come non si possono rivedere gli Stati Uniti attuali, facendo un paragone diretto fra il reale e sempre più imperante Wal-Mart e il marchio B'n'L del film? Quest'ultimo, in questa realtà, è diventato così potente da sostituire ogni tipo di concorrenza (persino il Presidente degli Stati Uniti è lo stesso presidente dell'azienda...) e, di fatto, ogni bisogno dell'uomo viene deciso dal computer centrale della B'n'L (vestiario, cibo, ...).

Insomma un film dalle mille sfaccettature davvero imperdibile che, ancora una volta, conferma la leadership della Pixar nell'animazione 3D. Non resta che sperare che questo stato di grazia, che continua ormai ininterrotto da 15 anni, continui sempre più a lungo e che ne possa trarre beneficio anche la nuova Disney, che si appresta a tornare all'animazione tradizionale (a mio parere altrettanto bella di quella 3D imposta ormai come standard)!

Vorrei aggiungere altre due cose: non perdetevi i titoli di coda, che sono davvero unici (leggete qui) e, se avete (ancora!) voglia di una recensione un po' più tecnica, vi consiglio di leggervi quella di fantascienza.com (qui).


Wall-E
(id.)

Regia: Andrew Stanton
Durata: 97 minuti

Voto: 5/5

mercoledì 15 ottobre 2008

A Christmas Story


Siamo negli Stati Uniti nel 2176. In questo breve racconto di fantascienza, il futuro dell'umanità che viene dipinto è davvero triste: la nostra società moderna è implosa su stessa e, una volta finito il petrolio, c'è stata una regressione ad una società industriale analoga a quella di inizio ottocento, dove sopravvivono solo alcune grandi città, mentre, nelle terre interne, si è tornati a villaggi agricoli con scarse comodità, spesso vicino ai ruderi di città di asfalto e cemento, ormai abbandonate e saccheggiate in lungo e in largo alla ricerca di oggetti utili. Il ritorno a questo tipo di società ha comportato la perdita di gran parte delle libertà civili, formalmente ancora presenti, e ad una sorta di potere teocratico, detenuto dalla Chiesa del Dominio.

La storia ci racconta di due ragazzi : Julian Comstock, nipote del Presidente ed esiliato come un pericoloso pretendente alla carica, e Adam, un umile stalliere che diventa amico di Julian e da questo viene informato, tramite antichi libri consunti dal tempo e gelosamente conservati, di eresie come il darwinismo, il DNA e la stessa esplorazione dello spazio da parte del genere umano.

La lettura è stata davvero interessante e mi ha completamente catturato, anche nelle parti d'azione. Tuttavia, a differenza di altri racconti brevi, dove il finale generalmente è brillante e lascia capire quali potrebbero essere gli sviluppi della storia, in questo caso non si ha nulla di tutto questo. Sembra quasi che si venga rimandati ad una puntata successiva, che, però, forse non verrà mai pubblicata. Il giudizio, di conseguenza, resta un po' a metà. Molto suggestiva l'ambientazione e lo sviluppo della storia, ma davvero deludente il finale "con l'accetta"!

Un ultimo appunto lo vorrei fare al titolo italiano del libro. Come purtroppo capita in molti casi, è molto diverso dall'originale inglese, ma non vi rende assolutamente giustizia. Sarebbe stato molto più calzante la traduzione letterale, piena di significato (il perché lo può capire chi leggerà questo libro!): Un Racconto di Natale.


Julian L'eretico
(A Christmas Story)

di Robert Charles Wilson

2008, Delos Books

Voto: 3/5

martedì 15 luglio 2008

Un dottore ad Atlantide

Fonte: GateWorld
Tutti quelli che sanno della mia passione di Star Trek, sanno anche che tutto è cominciato con Voyager. E quale personaggio è stato il più grande nella serie? Naturalmente l'MOE (Medico Olografico d'Emergenza), impersonato dal mitico Robert Picardo. Con le sue arie liriche, le fantasie del COE e mille altri episodi (compreso il bellissimo "La Famiglia del Dottore", davvero toccante) è stato il vero mattatore della serie. E pensare che era partito come personaggio secondario!
Purtroppo tutte le belle cose finiscono e, orfano di Star Trek, negli ultimi anni ho potuto seguire nuove serie sci-fi come Battlestar Galactica, Stargate SG-1 e Atlantis. Mentre Battlestar Galactica è un vero capolavoro (non vedo l'ora di vedere la quarta ed ultima stagione!), Stargate è un divertimento molto leggero, ma con spunti sempre interessanti. Dopo la chiusura di SG-1, hanno deciso di rimodellare un po' Atlantis e indovinate a chi hanno pensato? Ma al nostro mitico dottore, naturalmente!
Certo! In Stargate finora ha fatto solo un burocrate di poco conto, ma, addirittura, hanno deciso di farne il capo della base ad Atlantide. Non vedo l'ora di vedere l'evoluzione del personaggio. Naturalmente non ha le stesse potenzialità dell'MOE di Voyager, ma, visto che Picardo ha dato molto di sè a quest'ultimo personaggio, non è detto che non si ottenga un membro memorabile del cast di Stargate!
E visto che ci siamo... chiudiamo con la mitica Donna è Mobile, dall'episodio Stagnaio, Tenore, Dottore, Spia. Un momento indimenticabile!


sabato 21 giugno 2008

E venne il giorno?


Mi è piaciuto M. Night Shyamalan fin dal suo esordio ne Il Sesto Senso, davvero un film innovativo e particolare! Anche Unbreakable, il suo film successivo con la sua interpretazione personale dei supereroi dei fumetti, era davvero unico. Poi sono venuti film non pienamente convincenti come Signs e The Village. Ma negli ultimi anni, con Lady in the Water e The Happening (E venne il giorno), mi sembra proprio che abbia imboccato una china discendente!

Ho visto "E venne il Giorno" giovedì sera e ancora oggi non posso dire altro che è un film assurdo e ridicolo e che, visto che come sempre parte da un'idea interessante, poteva essere sviluppato in modo molto più convincente e realistico. Innanzitutto un approccio pseudoscientifico come quello applicato al film richiede un minimo di coerenza. Se si parlasse di soprannaturale, andrebbe bene tutto, ma qui si cerca di spiegare dei fatti che sono semplicemente illogici. Va bene la "ribellione" delle piante all'uomo, ma che c'entra che siano in grado di selezionare gruppi di uomini in base al loro numero (?) per attaccarli. Va bene che la gente, perdendo la spinta autoconservativa, non pensi ad altro che al suicidio (?), ma perchè cercano di trovare il modo più plateale per suicidarsi (un guardiano dello zoo che si fa mangiare dai leoni!)? Non avrei mai creduto di poterlo dire, ma era davvero più realistico Final Destination! E poi ci sono altre mille cose ridicole e deludenti (la vecchia pazza nel finale? Cosa c'entra!). Insomma. Non si può cercare di spiegare razionalmente qualcosa che non ha nè capo nè coda. E il bello è che, secondo me e gli altri amici al cinema, potevano esserci diverse possibilità interessanti che avrebbero reso il film più coinvolgente e non una carneficina senza alcuna empatia per i poveri malcapitati! Mah! Staremo a vedere nei prossimi film di Night. Ora, però, sono diventato ufficialmente scettico su questo regista (e sapete che io sia sempre largo nei giudizi dei film)

E Venne il Giorno
(The Happening)

Regia: M. Night Shyamalan
Cast: Mark Wahlberg, Zooey Deschanel, John Leguizamo, Betty Buckley, Frank Collison, Ashlyn Sanchez, Spencer Breslin, Robert Bailey Jr..
Durata: 91 minuti

Voto
1,5/5