Visualizzazione post con etichetta musica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta musica. Mostra tutti i post
mercoledì 30 marzo 2011
London, in this light and on this evening
Londra. Editors. Royal Albert Hall. Quasi un sogno...
Ubicazione:
Westminster, Londra, Regno Unito
giovedì 24 marzo 2011
White Lies - Streetlights (Live at Estragon)
Ubicazione:
Bologna, Italia
martedì 28 dicembre 2010
Moby e l'Arcobaleno a L.A.
Quanti ricordi...
Ubicazione:
Los Angeles, California, Stati Uniti
giovedì 18 novembre 2010
Cara Catastrofe con Le Luci della Centrale Elettrica
Ubicazione:
Ferrara FE, Italia
mercoledì 27 ottobre 2010
Verona in Milan
giovedì 26 novembre 2009
Inneres Auge - Non si finisce mai di conoscere
Recentemente è uscito l'ultimo album di Battiato, Inneres Auge - Il Tutto è Più della Somma delle Sue Parti. E' un album piuttosto particolare, in quanto vi si trovano tutte le anime dell'ultimo Battiato: vi si trovano accanto, infatti, alcuni brani nuovi, tra cui la title track Inneres Auge che riporta un duro attacco contro la classe politica italiana e una nuova serie di cover. La novità, però, in questo caso, è la riscoperta dei brani dello stesso Battiato: tranne No Time No Space e Un'altra Vita, infatti, le cover proposte sono tutti brani poco noti del grande autore tra cui la mia canzone più amata (in generale): La Quiete dopo un Addio (vi ricordate? Ne parlai in uno dei post del blog a cui sono più affezionato).
In questa pagina di Wikipedia è possibile trovare un elenco dettagliato che qui vi riporto:
In questa pagina di Wikipedia è possibile trovare un elenco dettagliato che qui vi riporto:
- Inneres Auge
- Un'altra vita (la prima versione del brano fu pubblicata in Orizzonti perduti)
- Inverno (cover di Fabrizio De André)
- No time no space (la prima versione fu pubblicata nel cd Mondi lontanissimi)
- L'incantesimo (la prima versione fu pubblicata nel cd singolo Il Ballo del Potere e mai inserita in un album)
- Haiku (la prima versione fu pubblicata in Caffè de la Paix)
- La quiete dopo un addio (la prima versione fu pubblicata in Ferro battuto)
- Stage door (la prima versione fu pubblicata nel cd singolo Shock In My Town e mai inserita in un album)
- Tibet (facente parte dell'album Fleurs 2, ma disponibile precedentemente solo su iTunes)
- 'U cuntu
Ebbene, sono rimasto davvero stupito, data la mia grande conoscenza dell'autore, nello scoprire che ben due brani (L'incantesimo e Stage Door) non li avevo mai sentiti! Sono infatti usciti nei CD di due dei singoli estratti da Gommalacca (quando ancora i singoli erano importanti) e da allora mai pubblicati. Sono entrambi molto belli (non a caso Gommalacca è uno dei miei album preferiti di Battiato), ma in particolare Stage Door è bellissima, sia come musica, che, sopratutto come testo. Vi riporto qui entrambe:
Mi sembra di viaggiare
in zone rarefatte del pensiero,
dove si affina la mia disposizione a vivere
che si inebria di stili e discipline.
In un insieme
irridente di parche voglie,
celebro il mio vanto i miei sensi la mia unicità.
Furono giorni di stanchezza assurda e depressiva,
di una totale mancanza di lucidità.
Quando ti chiedi in qualche letto sconosciuto,
che cosa hai fatto e perchè vivi in tanta estraneità.
Sapessi che dolore l'esistenza
che vede nero dove nero non ce n'è.
Il fatto è che non posso più tornare indietro
che non riesco a vivere con te né senza di te,
credimi.
Ma io vorrei essere un'aquila
vedere il piano del mondo che inclina verso di noi
e le leggi che si inchinano
lanciarmi a inseguire il tuo deserto
e i poteri solenni
e le porte dorate
cominciare di nuovo il viaggio.
Ubicazione:
Pasadena, CA, USA
domenica 22 novembre 2009
In Noctem
Ho davvero apprezzato l'ultimo capitolo di Harry Potter (il sesto). Questo, nonostante le premesse non fossero buone dato che avevano confermato il regista (ma non lo sceneggiatore: questo forse stabilisce un po' di colpe!) del disastroso quinto film. Se escludiamo infatti qualche scivolata (ed alcune decisioni assurde nel finale che peggiora rispetto al libro, ma, per fortuna, riesce a mantenere un ottimo pathos), il film è davvero ben costruito e tutti gli elementi, dagli attori alla fotografia, funzionano davvero egragiamente. Particolarmente piacevole è anche la colonna sonora (anche qui una sorpresa, visto che Nicolas Hooper aveva un po' deluso nel quinto film), il cui brano più bello... non compare nel film, ma solo nel disco. La scena in questione, che presente questo bellissimo coro sul "tema di Silente" è stata infatti accorciata fino a rimuovere il brano "In Noctem", davvero toccante. Forse il film ci ha un po' perso, ma ora è possibile recuperare quella scena con questa clip. Godetevela!
sabato 21 novembre 2009
Einaudi intervistato dal FT
Vi ho già parlato in passato (qui) di Ludovico Einaudi, uno dei miei autori preferiti.
Oggi vi vorrei segnalare questa interessante intervista del FT, che mette in luce alcuni dettagli sulla nascita del suo ultimo disco, Nightbook.
giovedì 19 novembre 2009
Owl City & iPod Gen
La foto sopra, presa direttamente come screenshot dal mio fido iPhone (anche se purtroppo qui negli USA è azzoppato per la mancata possibilità di usare la rete telefonica per la connessione ad internet) mi permette di affrontare in questo post ben 3 diversi argomenti!
Prima di tutto mi fa davvero piacere di parlarvi di questo album che qui negli USA sta davvero spopolando. Si tratta di Ocean Eyes, del debuttante Owl City (aka Adam R. Young), che, con le sue allegre melodie ad elevata influenza elettronica ha fatto un disco senza pretese, ma maledettamente divertente da ascoltare. L'ho provato solo recentemente, ma ve lo consiglio davvero. Qualcosa che porta una ventata di novità, finalmente, anche nell'ambiente pop. Posso aggiungere, in chiusura, che Radio Deejay, ancora una volta, non ha perso un colpo, visto che questa canzone è entrata da un paio di settimane anche nella nostrana 50 Songs (certo, almeno 3 mesi dopo gli USA, ma meglio tardi che mai!).
Gli altri 2 argomenti li affronto invece insieme, visto che sono collegati. Chi possiede un iPhone o un iPod touch avrà certamente notato, come me, una caratteristica dell'interfaccia di riproduzione assolutamente sgradevole (anche chi non lo possiede può capire facilmente il problema guardando lo screenshot sopra riportato): l'artwork della copertina occupa uno spazio davvero grande dello schermo, ma, se si vuole osservare anche la barra di scorrimento con i tempi, questa va a coprirne quasi un terzo, impedendo spesso di avere una visione "d'insieme" della copertina. Naturalmente si può togliere con un solo click, ma a me piace tenerla sempre attiva, per poter avere sempre tutti i comandi a portata di tap, quindi mi devo accontentare di tenerla così la vedete nella foto (e non parliamo di quando è salvato anche il testo della canzone nel file mp3, che viene aggiunto con una casella di testo che ricopre l'intera parte rimanente della schermata: orribile!).
A questo punto, però, osservando lo screenshot preso proprio da Ocean Eyes di Owl City, non potete non aver notato una caratteristica molto particolare: la scritta con autore e titolo dell'album è allineata proprio a questa barra! Non può essere un caso! Anzi, sono assolutamente sicuro che questo sia voluto... e allora, oltre che a ringraziare l'artista dell'artwork, per aver pensato a questo problema (chissà che non sia lo stesso Adam ad aver notato la cosa!), non si può non notare come questo sia un evidente segno dell'iPod generation in cui ci troviamo. Ormai l'iPod (aggiungerei anche meritatamente, tutto sommato!) è diventato lo standard assoluto per la musica digitale e anche eventuali difetti sono ormai noti e gli artisti si danno da fare per superarli... Insomma, non so cosa pensare: sicuramente la cosa è quantomeno impressionante (alcuni probabilmente la sentiranno anche un po' inquietante, come quelli che vedono in Jobs il nuovo Grande Fratello), ma mi ha fatto piacere farvela notare, per far riflettere su questo tema anche voi!
Comunque, iPod o meno, Ocean Eyes è un disco che merita davvero! Maggiori informazioni sull'autore le potete trovare nella sua pagina di Wikipedia. Mi fa piacere di notare come sia un fenomeno tutto nato sul web 2.0, soprattutto tramite myspace: dimostra che in effetti il titolo di questo post e la serie di collegamenti che ho fatto erano quantomeno appropriati!
Etichette:
apple,
musica,
tecnologia,
usa,
web
Ubicazione:
Pasadena, CA, USA
martedì 3 novembre 2009
Il Lampo di Cento Milioni di Soli
In queste settimane piene di concerti, ho potuto partecipare anche a quello degli Snow Patrol, band britannica originaria di Belfast. È uno dei gruppi che ho conosciuto solo nell'ultimo anno, grazie al mio avvicinamento al rock/pop britannico, ma il loro stile non è quello della tipica indie rock band, ma, è molto più vicino ai mitici Coldplay, cui sono stati giustamente paragonati in più recensioni. In realtà hanno uno stile piuttosto personale e condividono ben poco con i cantori di Viva la Vida.
Nella loro "era di successo" hanno prodotto tre album e un primo best of in uscita a Novembre. Se Run e Chasing Car, i loro più grandi successi, appartengono rispettivamente al primo, Final Straw, ed al secondo, Eyes Open, il terzo album, A Hundred Million Suns, uscito poco più di un anno fa, rappresenta il passo finale di maturazione delle sonorità della band e, se vi siete incuriositi, vi consiglio di partire proprio da questo per avvicinarvi alla band, che rappresenta un passo importante nella loro maturità.
Il concerto a cui ho assistito, ancora una volta al Wiltern di Downtown L.A. non ha davvero deluso: per la prima volta c'erano tantissimi giovani e, in più, si era all'ultima tappa del loro tour Nordamericano. Questo ha fatto sì che l'energia nell'esibizione fosse davvero massima. Divertenti anche gli ospiti nel preconcerto, i Plain White T's del tormentone dello scorso autunno Hey There Delilah (tra l'altro hanno annunciato che a breve dovrebbe uscire il loro nuovo album). Qui potete trovare una galleria di foto del concerto che ho fatto con il mio umile iPhone!
Il momento più bello, però, è stato sul finale del concerto, quando ci hanno regalato l'esibizione integrale di The Lightning Strike, spettacolare brano da oltre 16 minuti, posto in chiusura all'ultimo album, che i ragazzi hanno scritto ispirati ad una potente tempesta di lampi cui hanno assistito mentre si trovavano Glasgow. L'esibizione di questo pezzo è stato accompagnato da una serie di immagini davvero suggestive, basate sul tema degli origami, progetto grafico portante proprio di A Hundred Million Suns. Davvero da brividi!
Se vi interessa vedervi il filmato vi cosiglio di scaricarvelo direttamente da qui. Per avere maggiori informazioni su questa bellissima clip, invece, vi rimando a questo articolo. Take back the city!
Nella loro "era di successo" hanno prodotto tre album e un primo best of in uscita a Novembre. Se Run e Chasing Car, i loro più grandi successi, appartengono rispettivamente al primo, Final Straw, ed al secondo, Eyes Open, il terzo album, A Hundred Million Suns, uscito poco più di un anno fa, rappresenta il passo finale di maturazione delle sonorità della band e, se vi siete incuriositi, vi consiglio di partire proprio da questo per avvicinarvi alla band, che rappresenta un passo importante nella loro maturità.
Il concerto a cui ho assistito, ancora una volta al Wiltern di Downtown L.A. non ha davvero deluso: per la prima volta c'erano tantissimi giovani e, in più, si era all'ultima tappa del loro tour Nordamericano. Questo ha fatto sì che l'energia nell'esibizione fosse davvero massima. Divertenti anche gli ospiti nel preconcerto, i Plain White T's del tormentone dello scorso autunno Hey There Delilah (tra l'altro hanno annunciato che a breve dovrebbe uscire il loro nuovo album). Qui potete trovare una galleria di foto del concerto che ho fatto con il mio umile iPhone!
Il momento più bello, però, è stato sul finale del concerto, quando ci hanno regalato l'esibizione integrale di The Lightning Strike, spettacolare brano da oltre 16 minuti, posto in chiusura all'ultimo album, che i ragazzi hanno scritto ispirati ad una potente tempesta di lampi cui hanno assistito mentre si trovavano Glasgow. L'esibizione di questo pezzo è stato accompagnato da una serie di immagini davvero suggestive, basate sul tema degli origami, progetto grafico portante proprio di A Hundred Million Suns. Davvero da brividi!
Se vi interessa vedervi il filmato vi cosiglio di scaricarvelo direttamente da qui. Per avere maggiori informazioni su questa bellissima clip, invece, vi rimando a questo articolo. Take back the city!
sabato 17 ottobre 2009
Con questa Luce, in questa Sera
Con questo poetico titolo, gli Editors, una delle maggiori band emergenti dell'indie-rock inglese hanno chiamato il loro nuovo album, "In this light and on this evening", in uscita questa settimana. I tre (sono solo 3!) ragazzi di Birmingham si sono caratterizzati fin dal primo recentissimo album, The Back Room (2005) per il loro stile assolutamente peculiare, il che non è davvero poco per essere una band all’esordio che si affacciava in un mondo piuttosto saturato. Il vero "marchio di fabbrica", infatti, fin dall’inizio è stata certamente l'inconfondibile voce del leader e cantante, Tom Smith: una volta che si è sentita, di sicuro non si dimentica. Per capire cosa intendo, provate a vedere Munich (qui), il loro primo singolo di successo.
Del 2007, invece, è An End has a Start, caratterizzato da una profonda maturazione delle tematiche musicali presentate solo due anni prima, che lo rende molto più "raffinato" e bello da ascoltare del predecessore. Numerose le tracce davvero memorabili. Fra queste una delle più memorabili è certamente The Racing Rats (qui).
Cosa farebbe una band emergente, che sta avendo molto successo con un certo stile? Continuerebbe nell'opera di raffinamento e maturazione, probabilmente dando origine ad almeno altri due album senza troppi "cambiamenti". Ma i tre di Birmingham hanno voluto andare ben oltre, con questo album, facendo un salto che normalmente si trova in molti artisti solo in una decade. Anche loro hanno seguito l'attuale "corrente" dell'indie-rock britannico che, come hanno iniziato i Killers (che britannici non sono proprio, ma sono stati "adottati" a livello musicale) con Day and Age dell'anno scorso, cerca di riattualizzare sonorità tipicamente anni '80, con l'uso del sintetizzatore e brani con così tanto ritmo, che possono essere tranquillamente ballati! Ma Tom, messa via la chitarra, si è davvero scatenato col canto e al sintetizzatore, con un risultato assolutamente spettacolare (e vi garantisco che Tom di energia ne ha da vendere, come ho potuto vedere di persona anche a Ferrara nel loro concerto del 24 giugno, dove presentarono diversi nuovi brani in anteprima! Che forti che sono live!).
Fra i brani davvero indimenticabili del nuovo album vi segnalo Bricks and Mortar (qui l'esibizione live di Ferrara) e Papillon, primo singolo estratto, il cui video mostra degli scorci dell'ormai a me nota Downtown di L.A.. Speriamo di sentirlo presto nelle radio italiane. Secondo me sarebbe un grande successo, come lo è stato Human per i Killers. Ma si sa che c'è sempre voglia di andare sul sicuro... non resta che sperare in Deejay, unica vera "talent scout" radiofonica.
Vi lascio, infine, con una bella iniziativa di marketing per la promozione del nuovo album: su http://www.editorsofficial.com/streetview/ è possibile trovare una versione un po' particolare del celebre Street View di Google. Trovate, infatti, una mappa di Londra (sempre la mitica Londra!) dove potete selezionare uno dei 9 punti (uno per ogni traccia) e, camminando due passi, ritrovarvi a vedere delle foto a 360° (in stile Google) dove un gruppo di attori segue come soggetto i brani dell'album (che sono in contemporanea riprodotti). Alcune foto sono un po' inquietanti, ma sicuramente è una cosa mai vista... e poi così vi potete ascoltare tutto l'album gratis!!! Per capire meglio di cosa parlo, comunque, vi allego questo filmato esplicativo: buona navigazione per Londra...
venerdì 16 ottobre 2009
Wait for Me
Ragazzi, non posso che fare i complimenti a Moby!
Lo apprezzo da molti anni ormai (a proposito: lo sapete che ha scelto questo nome d'arte perché suo bisnonno era proprio quel Melville di Moby Dick?). Anche se non mi piace tutto della sua produzione, posso comunque mettere tranquillamente 18 (del 2002) tra i miei album preferiti. L'ultimo disco, Wait for Me, uscito lo scorso giugno, ha visto un ritorno al Moby classico, più new age, che pop o disco. È un album sicuramente di non facile ascolto, ma davvero bello: ve lo consiglio!
Io l'ho acquistato appena uscito con molto piacere, in quanto, è un artista assolutamente contrario alla politica antipirateria delle major discografiche (tra l'altro è stato anche schieratissimo pro Obama fin dall'inizio!). Non a caso questo disco l'ha pubblicato con la sua nuova etichetta personale "Little Idiot" e ha regalato a tutti ben due singoli in download gratuito come mp3, puliti da qualsivoglia DRM!
Quando ho visto che avrebbe fatto un concerto a L.A. ho deciso di provare a vederlo live, anche perché avevo perso il suo concerto a Lucca questa estate per una manciata di giorni (era a fine luglio, proprio nei giorni in cui sono partito per gli USA!). Non potevo certo aspettarmi che suonasse per poco più di un'oretta come fanno molti, ma non pensavo che ci tenesse così tanto al suo pubblico da fare un concerto così lungo: quasi due ore e mezza!!! Incredibile! Alternandosi al canto con una bravissima cantante di colore e un'altra giovane promessa (che l'ha accompagnato nei brani dell'ultimo album), è andato avanti per tutto questo tempo, passando dalla chitarra, ai tamburi, alla tastiera, con una buona padronanza di tutti, ma soprattutto con una energia pazzesca! Il concerto ha svariato continuamente tra i molti generi che tocca Moby: ci ha regalato quindi brani melodici new age, soprattutto dall'ultimo album; non è mancata una bella carrellata dei grandi classici (da Porcelain a Extreme Ways); ma la cosa più incredibile sono state le due lunghissime sessioni di disco pura (ha citato anche il suo status di "former rave man"): un ritmo davvero tutto da ballare! Peccato solo per il pubblico, decisamente freddino e poco coinvolto. In effetti ieri sera l'età media era piuttosto elevata (ben sopra i quaranta!) ma in generale, in tutti i concerti che ho visto fino ad ora ho notato un coinvolgimento molto inferiore del pubblico rispetto ai nostri. Chissà come mai?
Comunque nell'ultima parte il ritmo era così travolgente che si sono sciolti tutti! Bravo Moby che è riuscito in quest'impresa! Insomma, in conclusione non mi resta che fare i complimenti a Moby e al suo gruppo per il lunghissimo concerto! Alla prossima occasione. Non mancherò di sicuro!
Il secondo, invece, è un brano strumentale che ha visto una collaborazione con il mitico David Lynch. Si chiama Shot in the Back of the Head e lo trovate qui (non si può incorporare nei blog, mannaggia!).
In conclusione, vi lascio ai due video tratti dall'album. Il primo è forse il brano più bello del disco. Si chiama Mistake:
Il secondo, invece, è un brano strumentale che ha visto una collaborazione con il mitico David Lynch. Si chiama Shot in the Back of the Head e lo trovate qui (non si può incorporare nei blog, mannaggia!).
lunedì 12 ottobre 2009
La Forza di L.A.
Altro evento imperdibile quello di giovedì sera: a Los Angeles c'era l'apertura dello Star Wars in Concert, concerto dedicato alle più belle sinfonie della saga di Lucas che, proprio il giorno prima, aveva avuto la prima al Nokia Theatre. Vorrei innanzitutto spendere due parole per la fantastica Nokia Plaza: si trova proprio di fronte allo Staples Center (foto qui). Insieme formano il complesso L.A. Live, che a me ha ricordato Potsdamer Platz o Piccadilly Circus (tra l'altro anche questa è in pieno centro a L.A.). Sembra davvero un posto davvero forte e non vedo l'ora di ricapitarci (aspetto l'inizio della stagione dei Lakers!!!).
Il concerto è stato molto bello, anche se, per un vero fan come me, non è sfuggito che i tanto decantati spezzoni dei film in alta definizione, proiettati sopra l'orchestra durante l'esibizione, erano in realtà presi pari pari dal DVD (che possiedo!) Star Wars: A Musical Journey, che regalarono ai fan insieme al CD della colonna sonora di Episodio III, nel 2005. Anche la scaletta del concerto è quasi la stessa e, mentre lì la narrazione era fatta da Palpatine (l'attore Ian McDiarmid), qui è Anthony Daniels (che faceva C-3PO) ad essere il narratore. Non mi ricordo i testi di preciso, ma ho il sospetto che anche quelli siano molto simili. Certo, lo spettacolo è la musica qui (e live è davvero bellissima!), però per una produzione così ben costruita (anche con i laser durante la Imperial March), potevano stare un po' più attenti a questi dettagli!
Comunque è stato una gran bella esperienza: Star Wars qui è davvero venerata alla follia. Non c'erano solo i ragazzi cosplay vestiti da jedi, soldato imperiale, Yoda (!), comuni anche da noi (quelli che frequentano Lucca Comics ne sanno qualcosa!), ma anche intere famiglie in cui genitori e bambini erano vestiti dai loro beniamini. Inoltre quante spade laser!
Ovviamente non poteva mancare il merchandising (vera origine della fortuna accumulata da Lucas) e, ovviamente, non potevo esimermi dal comprare qualcosina. Carino il poster cangiante, no?
Ubicazione:
Pasadena, CA, USA
mercoledì 16 settembre 2009
I Gotta Feeling...
Questo è davvero un flash mob che avrei voluto fare! Guardate che spettacolo:
venerdì 15 maggio 2009
Viva i Coldplay!

Che grandi, che sono i Coldplay!!! Il loro ultimo disco è stato l'album dell'anno per il 2008. Stanno avendo un successo stellare con una turnee lunghissima (anche 3 concerti a settimana da più di un anno!) e invece di cavalcare questo successo appioppandoci l'ennesimo live che tutti i fan naturalmente comprerebbero, loro cosa fanno? Decidono di REGALARLO a tutti, rendendolo disponibile per il download oggi sul loro sito web! Mitici!!!
E non è tutto: d'ora in poi verrà regalato a tutti i fan presenti ai loro concerti in forma fisica! Altro che combattere la pirateria come stanno facendo con leggi scellerate in Francia (leggete qui). Ancora una volta sono davvero contento di averli premiati comprando l'album originale a suo tempo. E' un gruppo che se lo merita, per la bellissima musica, ma anche per il modo in cui vivono di essere una delle band più famose al mondo (beneficenza, pubblicità al fair trade, ecc.). Non posso che dire, ancora una volta... Viva i Coldplay!
Se volete scaricare l'album live, andate qui: http://lrlrl.coldplay.com/leftright.html
giovedì 16 aprile 2009
Angeli e Demoni
Ci sono moltissimi motivi per aspettare il nuovo Angeli e Demoni, in uscita a maggio: innanzitutto la storia è ancora più avvincente de Il Codice da Vinci; è ambientato a Roma, una delle mie città preferite, ma, soprattutto (per un appassionato come me del genere), per l'annunciato capolavoro annuale di Hans Zimmer! Negli ultimi anni il mitico Hans ci ha regalato tantissime perle: dalle saghe di Batman e dei Pirati dei Caraibi al Codice stesso e dai primi assaggi, anche quest'anno sembra proprio che non vi siano dubbi!
Ieri, infatti, si sono avuti i primi assaggi della colonna sonora. Gustatevi questo bellissimo trailer/videoclip, con il tema Chevalier de Sangreal riadattato per il nuovo film:
Davvero spettacolare! Per chi fosse curioso c'è anche la possibilità di ascoltare un'anteprima di 30'' per ogni brano della colonna sonora, in uscita pochi giorni prima del film. Non dovete fare altro che andare qui.
Beh. Ora ho davvero l'acquolina in bocca... non vedo l'ora di sentirla completa!!!
sabato 4 aprile 2009
Snow in Mexico?
Sapete bene, ormai, come negli ultimi tempi mi sia piuttosto appassionato di indie-rock. Naturalmente esiste un ottimo sito web di appassionati (www.indie-rock.it) che non manca mai di recensire gruppi nuovi ed emergenti. Proprio ieri, dalla lettura del feed del sito, mi sono imbattuto negli Snow in Mexico, un nuovo gruppo italiano dalle sonorità molto interessanti. La recensione la trovate qui, ma la cosa più bella (ed encomiabile) è che, per farsi pubblicità, hanno pubblicato il loro primo EP sul proprio sito web (http://www.snowinmexico.com/) in maniera del tutto gratuita. Un'occasione da non lasciarsi scappare, vista l'ottima qualità dei brani. Buon ascolto ai lettori e un plauso al nuovo gruppo! Bravi ragazzi! Continuate così!
giovedì 19 marzo 2009
The Killers in Milan: Now I'm Human and Dancer
Nonostante il periodo di attività intensa per la tesi, mi sono concesso due giorni di svago a Milano, con l'occasione di assistere al concerto dei Killers di ieri sera al DutchForum. Girare per Milano è sempre bello e devo ammettere che la città mi sta piacendo sempre di più ogni volta che ci torno: stavolta ho visitato la Pinacoteca di Brera e, con la splendida compagnia di Francesca, ho scoperto i Navigli, davvero piacevoli in queste soleggiate giornate di Marzo. Insomma, più passa il tempo, più mi convinco che Milano sia una città da assaporare e scoprire con calma. In questo modo se ne apprezza davvero ogni angolo!
Torniamo al lato musicale del viaggetto: i Killers mi hanno davvero appassionato negli ultimi mesi e ieri sera ci hanno regalato un live coinvolgente ed emozionante, degno del loro ottimo lavoro nei primi 4 dischi! Canzoni da cantare (anche senza conoscere a memoria il testo!) e da ballare a tutta! Non vedo l'ora di poter vedere un loro nuovo concerto (quello di Roma di luglio, in effetti, è molto allettante, visto che sarà con i White Lies e Franz Ferdinand)!
Per chi volesse leggere un interessante servizio di presentazione del concerto, rimando a questo articolo de La Stampa. La scaletta, invece, è tratta da mtv.it:
The Killers - Live in Milan, 17 Marzo 2009 (SETLIST)Human
This Is Your Life
Somebody Told Me
For Reasons Unknown
I Can't Stay
Joy Ride
Bling (Confession Of A King)
Shadowplay
Tranquilize
Spaceman
Smile Like You Mean It
A Dustland Fairytale
Sam's Town
Read My Mind
Mr. Brightside
All These Things That I've Done
Bones
The World We Live In
Jenny Was A Friend Of Mine
When You Were Young
In conclusione, come sempre, vi lascio ad una recensione interessante trovata on-line. Per l'occasione (Federico sarà contento!) ne ho scelta una più tecnica tratta da un sito che consiglio a tutti gli appassionati del genere, indie-rock.it:
Era dal febbraio del 2005 che non vedevo dal vivo i Killers. Di quella data al Rolling Stone molti parlarono male, mentre a me non dispiacque. Certo, da un gruppo così celebrato e che aveva pubblicato un ottimo esordio ci si aspettava altro, soprattutto un concerto un po' più lungo dei 50 minuti totali (pause comprese) che era durato quella volta, nonché un minimo di capacità di coinvolgimento del pubblico, ma tecnicamente i quattro avevano fatto il proprio dovere quella sera. A 4 anni di distanza, in un Forum forse mai così pieno, la band di Las Vegas ha mostrato un'innegabile crescita sotto tutti i punti di vista, ed ha offerto una performance di ottimo livello.
Per carità, niente che entrerà nella storia della musica, intanto per 'colpa' di una 'Smile Like You Mean It' suonata senza nerbo, e di qualche altra lieve sbavatura qua e là, e poi perché effettivamente il suono è sembrato più patinato che davvero caldo, più rivolto all’intrattenimento di massa che non a dare emozioni profonde. Del resto, però, è lo stesso percorso del gruppo ad avere queste caratteristiche: fin dalla seconda prova, 'Sam’s Town', la ricerca di un certo tipo di pomposità 'piaciona' è stata una prerogativa della proposta dei Killers, e proprio per questo, sempre rimanendo nella mia sfera personale, non avevo mai incluso i loro dischi nelle mie top 10 annuali. Al gruppo non era mai mancata, però, la capacità di trascinare l’ascoltatore ad appassionarsi alle proprie canzoni, a viverle in modo molto coinvolto, quasi a partecipare ad esse; così è stato anche in questo concerto, dove non c’è stato soltanto intrattenimento, ma partecipazione da parte del pubblico molto sentita, e se è difficile parlare di vere e proprie emozioni legate a questo live, beh, le sensazioni provate sono state comunque intense.
Stendiamo un velo pietoso sul gruppo spalla, i Louis XIV, altrimenti mi vedrei costretto a passare agli insulti; dirò solo che sono stati senz’altro uno dei 3-4 gruppi peggiori che abbia mai visto dal vivo. Con un lieve ritardo rispetto all’orario annunciato, Brandon Flowers e soci salgono sul palco, e avendo ormai nel proprio repertorio un buon numero di hit, possono subito spararne due senza correre il rischio di non avere poi altri assi da giocarsi. Ecco allora che si comincia con 'Human', ed a stretto giro di posta arriva 'Somebody Told Me', con la folla che, naturalmente, è già carica a mille. Il quartetto è accompagnato da un quinto polistrumentista; Brandon Flowers suona la sua tastiera in modo molto sporadico e si concentra invece sul proprio ruolo di frontman, cantando sempre con buona qualità e tenendo perfettamente dalla prima all’ultima nota per tutta l’ora e mezza di show senza mai una minima esitazione, muovendosi con un buon carisma sul palco e non facendosi mancare, soprattutto all’inizio, siparietti con il pubblico; per quanto riguarda gli altri, il batterista Ronnie Vannucci aveva già mostrato di essere bravo 4 anni fa e stasera dà una conferma della propria abilità, mentre colpisce positivamente la crescita del chitarrista David Keuning e del bassista Mark Stoemer, che suonano per tutto il tempo con la giusta intensità ed in grande scioltezza.
La setlist è abbastanza equilibrata fra tutto il repertorio del gruppo: non mancano nemmeno un paio di estratti da 'Sawdust', ovvero la cover di 'Shadowplay' dei Joy Division (con le immagini del film 'Control' che scorrono sul megaschermo alle spalle della band) e 'Tranquilize', mentre, per il resto, l’ultima fatica 'Day & Age' è ovviamente un pochino privilegiata rispetto ai due dischi precedenti, ma nemmeno più di tanto. L’impressione che si trae da questo live è che l’album con il quale i Killers sono più a proprio agio sia 'Sam’s Town': la resa delle canzoni tratte da esso è superiore alle altre perché semplicemente vengono tute eseguite con grande voglia e padronanza, e le varie 'For Reasons Unknown', 'Bling (Confessions Of A King)', l’acclamatissima 'Read My Mind' e la piano version proprio di 'Sam’s Town' sono i punti più alti della serata, a livello sia tecnico che emotivo; vicine ad esse sono arrivate 'Mr. Brightside', 'Spaceman' e 'A Dustland Fairytale'.
E’ un trionfo, la gente canta ed applaude molto rumorosamente fino all’ultima canzone 'When You Were Young', scelta perfetta per il finale. Se fossi teenager sarebbe stato il concerto della mia vita, ma anche adesso che non lo sono più da 15 anni ed ho visto un buon numero di concerti, sono tornato a casa molto soddisfatto.
Stefano Bartolotta
lunedì 23 febbraio 2009
Making the Technicolor
Qualche tempo fa vi avevo anticipato del nuovo video dei Coldplay (Life in Technicolor II). Oggi, su coldplay.com hanno pubblicato anche il making of, altrettanto carino da vedere:
giovedì 29 gennaio 2009
Il Regalo Più Grande
Nonostante quello che pensano (spesso superficialmente!) molti, Tiziano Ferro è maturato moltissimo. Lo dimostra, ancora una volta, il nuovo singolo, uscito in radio da qualche giorno: Il Regalo Più Grande.
Ve la lascio ascoltare tramite il video, girato interamente a New York e... very american.
Ve la lascio ascoltare tramite il video, girato interamente a New York e... very american.
Iscriviti a:
Post (Atom)






