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martedì 13 luglio 2010

Che fine faranno i Libri?

Ne avevo parlato recentemente qui, ma questo articolo di oggi de il Fatto Quotidiano, con il quale mi trovo largamente d'accordo, ha la forma di un vero e proprio trattato e non posso non consigliarvene la lettura.

domenica 11 luglio 2010

Diario Clandestino



Nella nostra società moderna è sempre più difficile comprendere come possa essere vivere in un campo di prigionia, sognando le famiglie e la vita (agiata) che aspetta a casa, ma con la volontà ferma di superare, di giorno in giorno, i morsi della fame e, semplicemente, di sopravvivere in qualche modo. Questo libro, scritto dallo stesso autore di Don Camillo, che subì due lunghissimi anni di internamento in un campo di prigionia nazista dopo l'armistizio del 1943, riesce, tramite una serie di "istantanee" consecutive, a dare almeno un'idea di quella che, in fin dei conti, è SOLO una delle infinite storie tragiche che possono essere associate alla Seconda Guerra Mondiale. E vedere persone normali che reagiscono a situazioni così assurdamente ridicole è quello che ce lo fa comunque sentire vivo e reale. Forse il modo migliore per cercare di comprendere un qualcosa che davvero sfugge alla nostra logica moderna.

Giovannino Guareschi
Diario Clandestino (1943-1945)
1949, Rizzoli

Voto: 3/5

mercoledì 14 aprile 2010

Perchè iPad rivoluzionerà l'editoria

Qualcuno non capiva quando dicevo che sono convinto che iPad rivoluzionerà il mondo dell'editoria, come già l'iPod ha fatto per quello discografico, ma oggi sono più convinto che mai di ciò.
Nel filmato che vi allego qua sotto, un fortunato acquirente di iPad (per ora in vendita solo negli USA) mostra i mille vantaggi che si possono ottenere dall'uso di iPad come lettore di giornali, magazine e fumetti. Semplicemente splendido! Niente più problemi di spazio nelle librerie per le collezioni di riviste e fumetti che diventano solo file archiviati nel proprio pc... troppo comodo! Inoltre non si può non pensare anche al valore ecologico che permetterebbe di risparmiare tantissima carta, essendo i quotidiani ed i magazine, per loro natura, elementi usa e getta. Anche in questo i vantaggi nell'uso della digitalizzazione sono evidenti.

E pensate che in questo video non si nomina nemmeno la possibiltà di leggere e-book, una delle principali caratteristiche dell'iPad. In effetti oggi sembra assolutamente impensabile che i libri possano essere sostituiti dalla carta, ma, vedrete che, una volta che l'iPad (con tutta la solita schiera di cloni a miglior mercato, naturalmente) si sarà affermato sul mercato dei quotidiani e dei magazine, piano piano, verrà sempre più spontaneo cominciare a comprare in formato elettronico i libri blockbuster (tipo Dan Brown, per fare un esempio)... e vedrete che presto anche la maggior parte delle vendite di libri diventerà elettronica. A quel punto la rivoluzione dell'editoria sarà già completata. Ovviamente si continueranno a vendere libri (e io stesso li comprerò sempre, per i titoli a cui sono più legato), ma vedrete che entro 10 anni pochissimi compreranno i giornali e i magazine in edicola (anche perchè gli alti costi faranno migrare al digitale tutti i quotidiani piccoli e le riviste settoriali) e il mercato degli e-book sarà preponderante per i libri. Detto oggi in effetti sembra piuttosto inquietante, ma, a mio parere, questa è la tipica paura di quello che non si conosce. E' infatti indubbio che la digitalizzazione della musica (dovuta in larga parte all'iPod) abbia migliorato notevolmente il mercato discografico (anche se in molti nell'industria continuano a piangere miseria, come se gli enormi volumi di vendite di iTunes e Amazon fossero inesistenti!) e sono ultra-sicuro che succederà lo stesso anche per l'editoria! Staremo a vedere. Intanto posso solo dire: non vedo l'ora che esca iPad anche qui in Europa!!!

lunedì 7 dicembre 2009

L'Ombra del Vento



Pochi libri hanno quella capacità di catturare il lettore come se la propria vita si dovesse interrompere per sapere "come va a finire" la storia. Sicuramente l'Ombra del Vento, primo romanzo di successo dello scrittore spagnolo Zafon, riesce davvero bene in questo intento e la cosa più divertente è che proprio nella storia stessa si narra di un libro omonimo che ammalia il lettore protagonista David e tutti coloro che hanno modo di leggerlo.
Francamente in questo caso non mi sembra nemmeno il caso di anticipare qualcosa sulla trama. Basta dire che la vicenda si sviluppa come una serie di scatole cinesi, ambientata attraverso oltre 50 anni di storia spagnola (Guerra Civile compresa), di cui noi, leggendo il libro, potremmo considerarci solo quella più esterna. Davvero affascinante! Così come Barcellona, che fa da sfondo, ma anche da motore, con i suoi caffè, le sue ville e la sua bellezza, all'intera vicenda... insomma un giallo, sì, ma anche un romanzo sentimentale, storico e psicologico. Davvero i miei complimenti a Zafon. Ora non mi resta che mettermi avidamente alla ricerca del suo nuovo romanzo, naturalmente, non per bruciarlo ;-), ma semplicemente per leggerlo con curiosità!

Carlos Ruiz Zafon
L'Ombra del Vento
2004, Mondadori

Voto: 5/5

martedì 17 novembre 2009

The Lost Dan Brown




Che delusione!
Ho particolarmente apprezzato gli ultimi due romanzi del mitico Langdon (il primo, Crypto, era davvero orribile!) e, ormai che stiamo parlando di un fenomeno mondiale, aspettavo con grande interesse il nuovo romanzo, le cui premesse erano molto intriganti. La storia si dipana nel mondo misterioso della massoneria ed è ambientate nella capitale che nacque proprio dal sogno di importanti massoni quali i fondatori degli Stati Uniti d'America: Washington, D.C.. Quali misteri si celano nella perfezione degli edifici costruiti rispettando un disegno così ordinato e significativo? Questo, insieme al tema delle Scienze Noetiche (sebbene siano un mucchio di fesserie spacciate come vere, ma a questo Brawn ci ha abituato fin dalle "verità" su Gesù e la Maddalena...), è lo scheletro portante della trama.
L'inizio è promettente, con l'azione che sembra strutturata per ricostruire ancora una volta quella miscela unica, che già avevamo assaporato in Angeli e Demoni e nel Codice Da Vinci, ma, man mano che la storia si dipana, ci si perde in un flusso poco strutturato e spesso confusionario in cui non funziona a poco a poco, più nulla. In particolare è il villain del romanzo che non ha nessun carisma: è assolutamente sconclusionato nelle sue azioni e addirittura viene da pensare come abbia fatto ad architettare in precedenza un piano così complesso...
Purtroppo anche il finale, moooolto lungo, è una vera e propria delusione, in quanto non ha nessun pathos: la storia si risolve così, tra rivelazioni iperabusate nel mondo della letteratura e del cinema negli ultimi decenni e la scoperta che il simbolo perduto è... non lo dico per non rovinare la sorpresa, ma mancano solo musiche new age ad accompagnare le scene ed i dialoghi, assolutamente ridicoli... Bocciato completamente! Gli concedo l'appello sulla fiducia, ricordando il capolavoro Angeli e Demoni e l'ottimo Codice Da Vinci. Speriamo davvero che il prossimo non mi deluda!


The Lost Symbol
Dan Brown


2009, DoubleDay


Voto: 1/5

giovedì 16 aprile 2009

Angeli e Demoni

Ci sono moltissimi motivi per aspettare il nuovo Angeli e Demoni, in uscita a maggio: innanzitutto la storia è ancora più avvincente de Il Codice da Vinci; è ambientato a Roma, una delle mie città preferite, ma, soprattutto (per un appassionato come me del genere), per l'annunciato capolavoro annuale di Hans Zimmer! Negli ultimi anni il mitico Hans ci ha regalato tantissime perle: dalle saghe di Batman e dei Pirati dei Caraibi al Codice stesso e dai primi assaggi, anche quest'anno sembra proprio che non vi siano dubbi!
Ieri, infatti, si sono avuti i primi assaggi della colonna sonora. Gustatevi questo bellissimo trailer/videoclip, con il tema Chevalier de Sangreal riadattato per il nuovo film:



Davvero spettacolare! Per chi fosse curioso c'è anche la possibilità di ascoltare un'anteprima di 30'' per ogni brano della colonna sonora, in uscita pochi giorni prima del film. Non dovete fare altro che andare qui.

Beh. Ora ho davvero l'acquolina in bocca... non vedo l'ora di sentirla completa!!!

giovedì 11 dicembre 2008

Un assaggio autunnale

Come ogni autunno, nel periodo fra ottobre e dicembre, escono una marea di dischi, film, libri, tutti con l'obiettivo di diventare "regalini" per il Natale successivo. E' andata così anche quest'anno e, nel giro di alcune settimane, mi sono ritrovato quasi una decina di uscite imperdibili dei miei artisti preferiti e alcune novità davvero interessanti. Visto che il tempo è sempre così poco (e ne approfitto per scusarmi dei davvero scarsi aggiornamenti delle ultime settimane!), ho pensato che, invece di una serie di recensioni che chissà quando avrei concluso, vi potevo fare una veloce carrellata, con le mie opinioni "a caldo" dopo alcuni ascolti. Quindi eccoci qua:

Coldplay - Prospekt's March
I Coldplay colpiscono ancora, con questo "addendum" all'album Viva la Vida, che ha avuto così tanto successo. Questo EP, la cui copertina presenta ancora una volta un dipinto di Delacroix, è composto da 8 tracce, di cui ben 3 sono versioni b-side dell'album principale: Life in Technicolor II, Lovers in Japan e Lost +. Le prime due sono strepitose (anche se le differenze tra Lovers vecchia e nuova sono davvero minime), mentre Lost+ è quantomeno stravagante, visto che unisce il canto di Chris Martin al rap di Jay-Z. Fra le altre tracce sono molto belle Glass of Water e Rainy Day (assolutamente sperimentale). Insomma, un regalo a tutti noi fan davvero gradito!

Negramaro - San Siro Live
Preannunciato fin dal mitico concerto di Giugno, è finalmente arrivato il cofanetto con CD e DVD. Si vede che è stato realizzato con molta cura, visto che, oltre ai brani live, vi sono ben 2 brani nuovi, Meraviglioso e Blucobalto, e 2 riarrangiamenti realizzati appositamente per il concerto: la Finestra, con Mattafix (che, lo so, piace solo a me!), e Solo per Te. Assolutamente meravigliosi gli 8 minuti della bonus track finale: Blucobalto in versione acustica!

Tiziano Ferro - Alla Mia Età
L'ultimo album di Tiziano Ferro è davvero bellissimo e segna il suo ingresso nel novero dei cantanti "big" della canzone italiana. So che molti di voi sorrideranno, ma le sue collaborazioni (reciproche) con Battiato, Fossati e Mannoia sono le prove che nemmeno dai più grandi è più sottostimato e questo dovrebbe convincere anche i più scettici. Se non ci credete provate a sentire l'album. Riesce davvero a trasmettere emozioni: amore e sentimenti emergono dalle canzoni, con il solito stile inconfondibile di Tiziano. Particolarmente belle sono Alla Mia Età, Indietro, La Paura non Esiste, Il Regalo più grande e La Traversata dell'Estate. Quest'ultima potrebbe diventare davvero il tormentone dell'estate (ma anche Indietro, in effetti lo potrebbe diventare!). Grande Tizzi!

Enya - And Winter Came
Il nuovo album di Enya segue molto da vicino il suo precedente lavoro, Amarantine, e devo ammettere, che mi dispiace un po'! La musica di Enya è sempre bella da sentire, ma siamo ben lontani dalle atmosfere bellissime che regalava A Day Without Rain, album del 2001. Qui l'inverno è fin troppo presente e mancano quei brani allegri che, almeno a me, piacciono così tanto. Il brano più interessante, comunque, è Trains and Winter Rains. Aspettiamo il prossimo!



Franco Battiato - Fleurs 2

Il nuovo album di Battiato ci regala, nel suo singolo inedito, Tutto l'Universo Obbedisce all'Amore, uno dei migliori brani degli ultimi anni, davvero meraviglioso (ne avevo già parlato qui). Il resto dell'album, nello stile degli altri Fleurs, presente delle cover fortemente personalizzate dal maestro. A me è piaciuta particolarmente Il Carmelo di Echt. Per Battiato, comunque, sono necessari molti ascolti per avere un'idea chiara dell'album. Non mancherò in queste feste!

Killers, Keane e Travis



Negli ultimi mesi sono usciti 3 album davvero imperdibili. Mentre sia i Keane, che i Travis, li conoscevo da tempo, i Killers sono stati una vera scoperta! Ho sentito in tempi non sospetti (fine ottobre!) Human in radio e, da lì, sono risalito alla loro breve, ma davvero promettente, discografia. Anche se sono originari di Las Vegas, Nevada, si inseriscono nel solco della grande tradizione inglese dell'indie rock, che sto indagando con sempre maggiore interesse negli ultimi mesi. Sono tutti album da ascoltare (sopratutto Sawdust!).
In realtà sia per i Keane che, soprattutto, per i Travis, questi album rappresentano veri punti di svolta, con un'evoluzione marcata nelle rispettive sonorità. Particolarmente belle sono le due title track: per i Keane, Perfect Symmetry e per i Travis, J.Smith. Nell'album dei Travis è davvero imperdibile anche Song to Self, più vicina allo stile classico dei Travis.


Ken Follett - Mondo Senza Fine (voto 4/5)
Anche se non è un disco, approfitto di questo lungo spazio di recensioni, per aggiungere quella del libro che ho appena finito, il seguito de I Pilastri della Terra (che ho letto questa estate, la mia recensione è qui): Il Mondo Senza Fine. Come dice Ken Follett nella prefazione, era difficile dare un seguito alla storia precedentemente narrata e, infatti, questo non è propriamente un seguito: siamo a due secoli dai fatti narrati nei Pilastri, nella stessa città, ma con nuovi problemi e tutta una serie di nuovi protagonisti, buoni e cattivi che, ancora volta, sono seguiti nell'arco di una vita, da bambini, fino alla vecchiaia. Motore degli eventi, questa volta, è l'arrivo della Peste Nera che, a partire dal suo arrivo in Europa, nel 1348, si propagò micidialmente ovunque, arrivando ad uccidere 1 persona su 5! I nostri protagonisti subiranno lo sconforto e tutte le tragedie legate a tale flagello, ma, grazie alla loro determinazione, al venir meno di ogni speranza nei metodi tradizionali, risponderanno, di fatto, con la nascita della medicina moderna.
Benchè sia scritto benissimo, come al solito con Follett, il libro non è certamente all'altezza del primo volume, ma riesce comunque a regalare una trama costruita come un mosaico, dove davvero pochi pezzi sembrano fuori posto. Da leggere di sicuro per tutti quelli che hanno apprezzato i Pilastri della Terra.

Uhm. Credo di aver finito, che dite? E io che pensavo di essere più breve a scrivere delle minirecensioni, eh, eh!

giovedì 30 ottobre 2008

Numeri Primi e Solitudine


Finalmente ho letto anch'io il caso editoriale degli ultimi mesi: La Solitudine dei Numeri Primi, opera prima di Paolo Giordano. Devo ammettere, in effetti, che Elisa mi aveva parlato di questo testo ben prima del mega successo estivo e da subito mi ero incuriosito sulla storia: è possibile che due persone sviluppino un rapporto tra sé come quello tra due numeri primi gemelli, due numeri primi consecutivi divisi solo da un numero pari? Per quanto sentano la vicinanza l'uno dell'altro, non potranno arrivare mai a toccarsi, per la loro stessa natura.
Questa immagine, così scientifica nella sua definizione, ma così piena di malinconica poesia, è davvero bellissima. La storia parte e torna a questo, mostrando le vicende di Alice e Mattia, dalla loro infanzia, nella quale entrambi subiscono un terribile trauma, fino all'età adulta, dove sconteranno tutte le conseguenze di questi eventi. Sono dunque due numeri primi, appunto, sempre vicinissimi, ma mai in grado di toccarsi veramente. Una storia davvero triste, ma così terribilmente reale e viva, grazie ai dettagli della vita di tutti i giorni, raccontati così bene durante lo sviluppo della storia.
Non voglio aggiungere altro per non rovinarvi la lettura del libro che vi consiglio vivamente. Per una volta, infatti, si può dire che non è giunto in testa alle classifiche di vendita per la pubblicità (anche se non è che non si sia vista, questo va detto), ma davvero perché è un ottimo lavoro di uno scrittore esordiente, che merita davvero tutto il successo che ha avuto.


La Solitudine dei Numeri Primi

di Paolo Giordano

2008, Mondadori

Voto: 5/5

mercoledì 15 ottobre 2008

A Christmas Story


Siamo negli Stati Uniti nel 2176. In questo breve racconto di fantascienza, il futuro dell'umanità che viene dipinto è davvero triste: la nostra società moderna è implosa su stessa e, una volta finito il petrolio, c'è stata una regressione ad una società industriale analoga a quella di inizio ottocento, dove sopravvivono solo alcune grandi città, mentre, nelle terre interne, si è tornati a villaggi agricoli con scarse comodità, spesso vicino ai ruderi di città di asfalto e cemento, ormai abbandonate e saccheggiate in lungo e in largo alla ricerca di oggetti utili. Il ritorno a questo tipo di società ha comportato la perdita di gran parte delle libertà civili, formalmente ancora presenti, e ad una sorta di potere teocratico, detenuto dalla Chiesa del Dominio.

La storia ci racconta di due ragazzi : Julian Comstock, nipote del Presidente ed esiliato come un pericoloso pretendente alla carica, e Adam, un umile stalliere che diventa amico di Julian e da questo viene informato, tramite antichi libri consunti dal tempo e gelosamente conservati, di eresie come il darwinismo, il DNA e la stessa esplorazione dello spazio da parte del genere umano.

La lettura è stata davvero interessante e mi ha completamente catturato, anche nelle parti d'azione. Tuttavia, a differenza di altri racconti brevi, dove il finale generalmente è brillante e lascia capire quali potrebbero essere gli sviluppi della storia, in questo caso non si ha nulla di tutto questo. Sembra quasi che si venga rimandati ad una puntata successiva, che, però, forse non verrà mai pubblicata. Il giudizio, di conseguenza, resta un po' a metà. Molto suggestiva l'ambientazione e lo sviluppo della storia, ma davvero deludente il finale "con l'accetta"!

Un ultimo appunto lo vorrei fare al titolo italiano del libro. Come purtroppo capita in molti casi, è molto diverso dall'originale inglese, ma non vi rende assolutamente giustizia. Sarebbe stato molto più calzante la traduzione letterale, piena di significato (il perché lo può capire chi leggerà questo libro!): Un Racconto di Natale.


Julian L'eretico
(A Christmas Story)

di Robert Charles Wilson

2008, Delos Books

Voto: 3/5

venerdì 12 settembre 2008

I Pilastri della Terra


Finalmente l'ho finito, dopo fasi alterne di lettura che mi hanno ricordato quando lessi Il Signore degli Anelli nel lontano 2002: libro bellissimo che mi piaceva davvero tanto, ma che, tra vacanze e studio, potei leggere solo in un mese e non nei pochissimi giorni che avrebbe meritato. E anche questo li meritava davvero!

I Pilastri della Terra è senza dubbio il capolavoro di Ken Follett, il libro che, anche se è a tutti gli effetti un romanzo, riesce ad andare oltre questa semplice definizione: nelle sue pagine, infatti, possiamo seguire le vite dei protagonisti per oltre 40 anni, nella seconda metà del XII secolo. Quindi non solo viviamo amori, tradimenti, prepotenze e vendette, ma, nella migliore tradizione di questo tipo di romanzi, i nostri protagonisti interagiscono con personaggi realmente vissuti, come Thoms Becket, re Stefano, nella sua guerra di successione infinita con Matilda e re Enrico II. In questo modo, sembra quasi più di leggere una sorta di romanzo storico, che un'opera di finzione. E' difficile riassumere qui in poche parole una trama tanto complessa, ma il motore della storia è la costruzione di una cattedrale in un monastero sperduto nella campagna inglese. Nonostante questa zona periferica, la storia dell'Inghilterra di quegli anni spesso dipenderà dai nostri protagonisti, che a volte la plasmano e a volte la subiscono, ma sono sempre in prima linea! Seguiremo le vicende di gente fra le più disparate: frati, conti, vescovi, ma anche mercanti, artigiani, fuorilegge e mendicanti. Tutti sono legati dalla trama davvero avvincente che, anche una volta giunti all'epilogo, potrebbe comunque proseguire all'infinito (d'altronde la storia, quella vera, non si è fermata, no?) e, a quanto ho capito, è proprio quello che ha fatto Ken Follett, facendo uscire quest'anno un seguito ambientato 200 anni dopo negli stessi luoghi e costruito con la stessa struttura di personaggi che si inseriscono nella storia. Non vedo l'ora di leggerlo...

I Pilastri della Terra
(The Pillars of Earth)

di Ken Follett

1989, Mondandori

Voto: 5/5

giovedì 12 giugno 2008

La Rowling ancora nel Mondo di Harry!

E' evidente che dopo più di 10 anni in cui si è vissuti insieme ai propri personaggi, sia impossibile per J.K. Rowling "staccare la spina" così, da un giorno all'altro, e non dedicarsi più a quel mondo che ha saputo creare così bene e che tanto le ha dato!

Così ecco che, anche se sta lavorando ad un libro "diverso", che non ha nulla a che vedere con Harry, appena le hanno chiesto di scrivere un breve racconto (appena 800 pagine), per un'asta di beneficenza, non ha saputo resistere alla tentazione di tornare su quel mondo e ci ha regalato un pezzo qualunque della vita da membri dell'Ordine della Fenice di James e Sirius. Naturalmente non aggiunge assolutamente nulla alla storia, ma è così vivo e bello che ci fa solo chiedere: ancora Harry! Va bene anche tra 10 anni (una pausa fa sempre bene!), ma qualcos'altro su questo mondo lo dovremo sapere, prima o poi!

Per inciso questo brano è stato pagato più di 31'000€! Sicuramente è stata utilissima alla causa!

Vi aggiungo la traduzione, tratta da Bad Taste:


La motocicletta svoltò rapida la curva a gomito: così veloce, nel buio, che i due poliziotti nell'auto che la inseguiva gridarono: "Wow!". Il sergente Fisher frenò bruscamente con il suo piedone, convinto che il ragazzo seduto dietro sarebbe finito sotto le ruote dell'auto. Invece, la moto girò l'angolo senza disarcionare i due centauri, e sparì nella stretta viuzza con una scintilla rossa del fanalino posteriore."Li abbiamo presi!" strillò l'agente Anderson. "E' un vicolo cieco!"Chino sul volante, scalando in fretta le marce, per infilare l'auto nel vicolo Fisher raschiò via metà della vernice dalla fiancata.Lì, illuminata dai fari, stava la loro preda, finalmente immobile dopo un quarto d'ora di inseguimento. I due centauri erano in trappola: da una parte un alto muro di mattoni, dall'altra l'auto della polizia, che si avventava su di loro come un predatore ringhiante con gli occhi fulgenti.Lo spazio tra le portiere e i muri del vicolo era così angusto che Fisher e Anderson ebbero difficoltà a uscire dall'abitacolo. Era un duro colpo per la loro dignità, dover strisciare come granchi verso i due teppistelli. Fisher trascinò la grossa pancia rasente il muro, facendo saltare i bottoni della camicia uno per uno, e alla fine staccò lo specchietto retrovisore con il fondoschiena."Scendete dalla moto!" intimò ai ragazzi, che sorridevano sotto la luce blu a intermittenza, come se la trovassero divertente. Ubbidirono. Fisher si liberò dal retrovisore rotto e li squadrò con occhio torvo. Dimostravano circa diciott'anni. Quello che guidava la moto aveva lunghi capelli neri; la sua bellezza insolente ricordò a Fisher quel chitarrista perdigiorno, il fidanzato di sua figlia. Anche il secondo ragazzo aveva i capelli neri, ma più corti e sparati in tutte le direzioni. Aveva gli occhiali e un largo sorriso. Entrambi i ragazzi indossavano magliette con un grande volatile dorato sul petto: senza dubbio il logo di qualche rock band assordante e stonata."Niente casco!" gridò Fisher, indicando in successione le due teste scoperte. "Eccesso di velocità... considerevole!" (In effetti, Fisher non era disposto ad ammettere che una moto potesse raggiungere la velocità che aveva visto sul suo tachimetro.) "E non vi siete fermati al posto di blocco!""Ci sarebbe piaciuto fermarci a fare due chiacchiere" disse il ragazzo con gli occhiali, "solo che cercavamo di...""Non fare lo spiritoso. Voi due siete nei guai fino al collo!" ringhiò Anderson. "Nomi!""Nomi?" ripeté il motociclista dai capelli lunghi. "Be', allora, vediamo... Wilberforce... Bathsheba... Elvendork...""E la cosa bella di Elvendork è che va bene per maschi e femmine" aggiunse il ragazzo con gli occhiali."Ah, ma lei vuol sapere i NOSTRI nomi?" chiese il primo ragazzo, mentre Anderson sbavava di rabbia. "Be', poteva dirlo subito! Questo qui è James Potter, e io mi chiamo Sirius Black!""Black, eh? Nero... Sì, la vedo proprio nera per voialtri, spudorati piccoli..."Ma né James né Sirius gli prestavano attenzione. D'un tratto erano all'erta come segugi, e guardavano oltre Fisher e Anderson, oltre il tettuccio della volante, verso il buio imbocco del vicolo. Poi, con un fluido movimento in simultanea, si misero una mano nella tasca posteriore.Per un istante entrambi i poliziotti immaginarono pistole puntate contro di loro, ma un attimo dopo videro che i centauri avevano estratto delle semplici..."Bacchette per tamburi?" li schernì Anderson. "Siete due burloni, non c'è che dire. Bene, siete in arresto con l'accusa di..."Ma Anderson non riuscì a formulare l'accusa. James e Sirius avevano gridato una parola incomprensibile, e le luci dei fari si erano mosse.I poliziotti si voltarono di scatto, e poi indietreggiarono barcollando. Dall'imbocco del vicolo arrivavano tre uomini in volo – sì, IN VOLO su manici di scopa – e nello stesso istante, l'auto della polizia si impennava sulle ruote posteriori.Le ginocchia di Fisher cedettero; l'uomo piombò seduto a terra. Anderson inciampò sulle gambe di Fisher e cadde sopra di lui, mentre – FLUMP – BANG – CRUNCH – sentivano gli uomini sulle scope schiantarsi contro la macchina rovesciata e cadere a terra, apparentemente svenuti; schegge dei manici di scopa ricadevano a terra intorno a loro.La motocicletta era tornata in vita con un rombo. A bocca spalancata, Fisher trovò la forza di voltarsi in direzione dei due adolescenti."Grazie mille!" gridò Sirius sopra il ruggito del motore. "Vi dobbiamo un favore!""Già, piacere di avervi conosciuto!" disse James. "E ricordate: Elvendork! E' unisex!"Si udì un fracasso assordante, e Fisher e Anderson si gettarono le braccia al collo terrorizzati; la loro auto era appena ricaduta a terra. Ora toccò alla moto impennarsi. Di fronte agli occhi increduli dei due poliziotti, la moto decollò in aria. James e Sirius rombarono via nella notte: dietro di loro, il fanalino posteriore si dileguava rilucendo come un rubino.