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mercoledì 30 marzo 2011
London, in this light and on this evening
Londra. Editors. Royal Albert Hall. Quasi un sogno...
Ubicazione:
Westminster, Londra, Regno Unito
sabato 17 ottobre 2009
Con questa Luce, in questa Sera
Con questo poetico titolo, gli Editors, una delle maggiori band emergenti dell'indie-rock inglese hanno chiamato il loro nuovo album, "In this light and on this evening", in uscita questa settimana. I tre (sono solo 3!) ragazzi di Birmingham si sono caratterizzati fin dal primo recentissimo album, The Back Room (2005) per il loro stile assolutamente peculiare, il che non è davvero poco per essere una band all’esordio che si affacciava in un mondo piuttosto saturato. Il vero "marchio di fabbrica", infatti, fin dall’inizio è stata certamente l'inconfondibile voce del leader e cantante, Tom Smith: una volta che si è sentita, di sicuro non si dimentica. Per capire cosa intendo, provate a vedere Munich (qui), il loro primo singolo di successo.
Del 2007, invece, è An End has a Start, caratterizzato da una profonda maturazione delle tematiche musicali presentate solo due anni prima, che lo rende molto più "raffinato" e bello da ascoltare del predecessore. Numerose le tracce davvero memorabili. Fra queste una delle più memorabili è certamente The Racing Rats (qui).
Cosa farebbe una band emergente, che sta avendo molto successo con un certo stile? Continuerebbe nell'opera di raffinamento e maturazione, probabilmente dando origine ad almeno altri due album senza troppi "cambiamenti". Ma i tre di Birmingham hanno voluto andare ben oltre, con questo album, facendo un salto che normalmente si trova in molti artisti solo in una decade. Anche loro hanno seguito l'attuale "corrente" dell'indie-rock britannico che, come hanno iniziato i Killers (che britannici non sono proprio, ma sono stati "adottati" a livello musicale) con Day and Age dell'anno scorso, cerca di riattualizzare sonorità tipicamente anni '80, con l'uso del sintetizzatore e brani con così tanto ritmo, che possono essere tranquillamente ballati! Ma Tom, messa via la chitarra, si è davvero scatenato col canto e al sintetizzatore, con un risultato assolutamente spettacolare (e vi garantisco che Tom di energia ne ha da vendere, come ho potuto vedere di persona anche a Ferrara nel loro concerto del 24 giugno, dove presentarono diversi nuovi brani in anteprima! Che forti che sono live!).
Fra i brani davvero indimenticabili del nuovo album vi segnalo Bricks and Mortar (qui l'esibizione live di Ferrara) e Papillon, primo singolo estratto, il cui video mostra degli scorci dell'ormai a me nota Downtown di L.A.. Speriamo di sentirlo presto nelle radio italiane. Secondo me sarebbe un grande successo, come lo è stato Human per i Killers. Ma si sa che c'è sempre voglia di andare sul sicuro... non resta che sperare in Deejay, unica vera "talent scout" radiofonica.
Vi lascio, infine, con una bella iniziativa di marketing per la promozione del nuovo album: su http://www.editorsofficial.com/streetview/ è possibile trovare una versione un po' particolare del celebre Street View di Google. Trovate, infatti, una mappa di Londra (sempre la mitica Londra!) dove potete selezionare uno dei 9 punti (uno per ogni traccia) e, camminando due passi, ritrovarvi a vedere delle foto a 360° (in stile Google) dove un gruppo di attori segue come soggetto i brani dell'album (che sono in contemporanea riprodotti). Alcune foto sono un po' inquietanti, ma sicuramente è una cosa mai vista... e poi così vi potete ascoltare tutto l'album gratis!!! Per capire meglio di cosa parlo, comunque, vi allego questo filmato esplicativo: buona navigazione per Londra...
mercoledì 28 gennaio 2009
Dreaming London Again
Come se fosse una risposta al mio post di qualche giorno fa, oggi The Big Picture (che consiglio ancora una volta di aggiungere ai propri link preferiti!) pubblica una galleria di immagini di Jason Hawkes semplicemente spettacolare. La voglia di tornare a Londra è sempre più grande...
domenica 18 gennaio 2009
martedì 13 gennaio 2009
Il Sogno Scaduto
Non se ne parla moltissimo, ma sembra che nel Regno Unito la crisi si sia fatta sentire più che in altre parti del globo: catene di supermercati falliti, una disoccupazione in forte aumento e decine e decine di manager della city che, dopo essersi arricchiti in pochissimi anni, ora sono sul lastrico. Anche la gloriosa Sterlina, difesa a spada tratta rispetto all'Euro durante gli anni d'oro dell'economia inglese, si è deprezzata del 20% in meno di due mesi, diminuendo fortemente il potere d'acquisto delle famiglie britanniche. Insomma, un vero disastro!
A riprova di questo c'è anche una notizia passata quasi inosservata: nel Regno Unito la data di scadenza dei prodotti è solo indicativa e non vincolante per la sua vendita. Solo per prassi, dunque, i supermercati rimuovono, come da noi, i prodotti che sono scaduti. Già da qualche anno c'era in internet un'azienda di e-commerce che rivendeva a prezzi scontatissimi questi prodotti avariati. Ebbene, negli ultimi mesi, questo sito ha aumentato di 10 volte il fatturato! Davvero segnali inquietanti, non trovate?
Se ne volete sapere di più vi riporto il post di Enrico Fraceschini, nel quale ho letto questa notizia:
C’è anche chi si arricchisce grazie alla crisi economica. Un’azienda britannica sta facendo soldi a palate con la vendita attraverso Internet di prodotti alimentari scaduti. “Approved Food” (Cibo approvato - nome che potrebbe essere stato inventato dal Grande Fratello di Orwell) esiste in realtà da otto anni e ha sempre fatto discreti affari, ma dal settembre scorso, in coincidenza con la stretta del credito e l’inizio della recessione nel Regno Unito, ha decuplicato il fatturato. La ditta vende ad esempio in questi giorni un barattolo di Nutella, che al supermercato costerebbe 2 sterline e 55 pence, ad appena 1 sterlina. La data sul barattolo dice: “best before January 4″, ossia “sarebbe meglio mangiarlo prima del 4 gennaio”. Ma la Food Standards Agency, l’agenzia governativa che regola e controlla il settore alimentare, permette che i prodotti vengano venduti anche dopo la data di scadenza: “La data è un’indicazione di qualità piuttosto che di sicurezza”, spiega un portavoce dell’agenzia al Financial Times, che ha messo oggi la notizia in prima pagina. “Mangiare cibo dopo la data di scadenza non significa necessariamente rischiare di ammalarsi o avvelenarsi”. Le grandi catene di supermercati, tuttavia, devono disfarsi di tutto il cibo invenduto dopo la data di scadenza, perchè la clientela non lo comprerebbe. Allora cosa fanno i supermercati? Lo vendono a compagnie come la “Approved Food”, che poi lo rivende, a prezzo fortemente scontato, a chi pur di risparmiare accetta di mangiare cibo scaduto. E in tempi di crisi economica, evidentemente, c’è sempre più gente determinata a risparmiare a qualsiasi costo: anche a costo di spalmare sul pane, a metà gennaio, una Nutella scaduta il 4 gennaio.
A riprova di questo c'è anche una notizia passata quasi inosservata: nel Regno Unito la data di scadenza dei prodotti è solo indicativa e non vincolante per la sua vendita. Solo per prassi, dunque, i supermercati rimuovono, come da noi, i prodotti che sono scaduti. Già da qualche anno c'era in internet un'azienda di e-commerce che rivendeva a prezzi scontatissimi questi prodotti avariati. Ebbene, negli ultimi mesi, questo sito ha aumentato di 10 volte il fatturato! Davvero segnali inquietanti, non trovate?
Se ne volete sapere di più vi riporto il post di Enrico Fraceschini, nel quale ho letto questa notizia:
C’è anche chi si arricchisce grazie alla crisi economica. Un’azienda britannica sta facendo soldi a palate con la vendita attraverso Internet di prodotti alimentari scaduti. “Approved Food” (Cibo approvato - nome che potrebbe essere stato inventato dal Grande Fratello di Orwell) esiste in realtà da otto anni e ha sempre fatto discreti affari, ma dal settembre scorso, in coincidenza con la stretta del credito e l’inizio della recessione nel Regno Unito, ha decuplicato il fatturato. La ditta vende ad esempio in questi giorni un barattolo di Nutella, che al supermercato costerebbe 2 sterline e 55 pence, ad appena 1 sterlina. La data sul barattolo dice: “best before January 4″, ossia “sarebbe meglio mangiarlo prima del 4 gennaio”. Ma la Food Standards Agency, l’agenzia governativa che regola e controlla il settore alimentare, permette che i prodotti vengano venduti anche dopo la data di scadenza: “La data è un’indicazione di qualità piuttosto che di sicurezza”, spiega un portavoce dell’agenzia al Financial Times, che ha messo oggi la notizia in prima pagina. “Mangiare cibo dopo la data di scadenza non significa necessariamente rischiare di ammalarsi o avvelenarsi”. Le grandi catene di supermercati, tuttavia, devono disfarsi di tutto il cibo invenduto dopo la data di scadenza, perchè la clientela non lo comprerebbe. Allora cosa fanno i supermercati? Lo vendono a compagnie come la “Approved Food”, che poi lo rivende, a prezzo fortemente scontato, a chi pur di risparmiare accetta di mangiare cibo scaduto. E in tempi di crisi economica, evidentemente, c’è sempre più gente determinata a risparmiare a qualsiasi costo: anche a costo di spalmare sul pane, a metà gennaio, una Nutella scaduta il 4 gennaio.
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