mercoledì 4 novembre 2009

Il Giorno in cui la Storia Finì


Mancano ormai pochissimi giorni al ventennale dalla caduta del Muro di Berlino, simbolo della Cortina di Ferro e della contrapposizione fra blocchi che aveva caratterizzato i 40 anni precedenti di Guerra Fredda. Qualche tempo fa vidi un bellissimo documentario di Sofri su La7 e, nel caso lo riproponessero in questi giorni, vi consiglio assolutamente di non perdetevelo. Un ottimo riassunto degli eventi "decisivi", quelli degli ultimi giorni che portarono alla disgregazione della DDR e, successivamente, dell'intero blocco comunista, lo potete trovare in questo ottimo articolo di Bernardo Valli, pubblicato oggi su repubblica. Anche in questo caso vi consiglio davvero di prendervi alcuni minuti per leggerlo, perchè è molto interessante.

Qui vi riporto un breve passaggio:
La confusa, incerta situazione che regnava al passaggio della Bornholmer Strasse, dove si aprì la prima falla nel Muro berlinese, rifletteva quella del regime comunista tedesco, e in generale dell'intero impero sovietico in decomposizione. Quel giorno, quella sera, Berlino, più in particolare la Bornholmer Strasse, era il punto nevralgico di un sistema che sembrava destinato a durare secoli e che invece stava crollando. Non in seguito a una guerra perduta. Ma per la sua stessa natura. Il comunismo reale moriva di comunismo. Crollava con il Muro che aveva costruito. E cosi finiva, in anticipo sul calendario gregoriano, anche il secolo delle ideologie (il secolo breve) cominciato con la Grande guerra, nel 1914, e poi proseguito con tragici, storici colpi di scena: il naufragio sanguinoso della Russia zarista, l'avvento dei Soviet, il crollo dell'impero tedesco, la marcia su Roma, l'incendio del Reichstag, Auschwitz, il bunker-tomba di Hitler, il gulag, la guerra fredda, l'Europa divisa. All'improvviso, nel 1989, si è afflosciato come un fondale di cartapesta il simbolo concreto di quella divisione, ossia della sfida tra le opposte concezioni del mondo emerse nel '900. 

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